Organizzare i campionati guardando la realtà.

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zorrykid
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda zorrykid » 17 ago 2011, 9:52

Pavese WroteColonA me sembra di essere approdato al topic "Organizzare i campionati utilizzando la fantasia".
Dov'è la realtà quando si parla di "campionato di franchigie"? Come possiamo pensare che la vincente di queste franchigie possa andare l'anno successivo in Celtic League? Ma chi ha parlato di ste robe? Lo sa anche un bambino che la partecipazione alla Celtic non dipende nè da mio Cugggino nè da Dondi... Si parlava solo del capionato italiano uno riservato alle franchige l'altro ai club

Se pratichi il salto con l'asta e non riesci mai a superare, poniamo, i 5 metri, cosa fai? (a parte cambiare sport...) Parti da quote più basse, mi sembra ovvio.

Nel caso del campionato a me sembra che le difficoltà di sviluppo del movimento, con il sistema del campionato delle franchigie, al posto di diminuire aumentino. Pensate alle strutture, all'organizzazione. Lo stato italiano per semplificare e risparmiare diminuisce le strutture, toglie le Province ed alcuni comuni e noi aumentiamo la complessità? I tesserati sono sempre gli stessi. Hai fatto il giusto esempio. Lo stato fa le franchige di comuni e provincie. Accorpora chi non può reggersi sulle proprie gambe. Prova a pensare se è la stessa cosa per un club comperare tre mute di maglie o far parte di una franchigia dove hai un gruppo di club dove servono montagne di mute... Oppure, paghi un dopolavorista, per fare l'allenatore di un'under mentre potresti aver un grande tecnico, pagato un pochino da tutti, che gira settimanalmente per i club seguendo lo sviluppo

Proviamo prima a far funzionare BENE quello che abbiamo. Proviamo a pagare puntualmente i giocatori, quindi ad avere una rosa giocatori adeguata alle nostre possibilità. Io vorrei anche un certo intervento federale, vorrei poter imporre ai club una percentuale obbligatoria del loro budget da dedicare alle giovanili (ovviamente sarebbe il minimo, se qualche club vuole destinare di più, ben venga), e cose del genere Ma pensi veramente che sinora i club volevano funzionare male? O che di proposito non volevano pagare i giocatori? Oppure che piglino il primo che passa per allenare una giovanile? Tutti partono con le migliori intenzioni ma i risultati sono visibili da tutti. Ad esempio guardo il campionato di serie C del triveneto, non quello del Dubai, e c'è una sfilza di squadre che parte con penalizzazioni per non aver schierato le under... Non era forse meglio unire le forze?

:?
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AlbertoNSL
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda AlbertoNSL » 17 ago 2011, 10:32

Le franchigie sono l'unica soluzione per tutelare gli interessi dei piccoli che lavorano nel territorio. La franchigia dev'essere un'entità di promozione, che valorizza i migliori talenti con un campionato di alto livello e aiuta le società nel loro lavoro quotidiano (tecnici, logistica, servizi assicurativi, corsi per dirigenti, etc...). Non vedo alternative credibili.

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Gotrek
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda Gotrek » 17 ago 2011, 16:49

Premesso che qui si può lavorare solo di fantasia visto che non siamo noi a lavorare nella sala dei bottoni del rugby italiano, io sono pro franchigie se queste venissero create per quello che dovrebbe essere il loro scopo: permettere a più realtà di avere accesso a realtà diverse, crescita del settore, opportunità per i singoli, insomma usando solo una parola TRAINO.
L'opzione club e basta è stata già provata, è stata anche già rovinata perchè da bravi italiani tutti vogliamo avere la fetta più grossa possibile della torta e sono state piegate regole al volere di qualcuno a discapito di altri. Credo che dobbiamo provare altro. Squadre come Prato con il sistema che intendo io Zorrykid e altri avrebbero solo vantaggi, non sparirerebbero, anzi forse si moltiplicherebbero.

Non credo chel'Italia sia la prima ad avere questi problemi,sicuramente qualcosa di simile ha colpito (più o meno recentemente) altri paesi, basta guardarci in torno per trovare soluzioni già pronte che dovrebbero al massimo essere riadattate alla nostra realtà.

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ForrestGump
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda ForrestGump » 22 ago 2011, 14:54

Discussione interessantissima, in cui non mi inserisco per palese ignoranza della materia.
Però una cosa fatico a capire: il campionato appena concluso contava 10 squadre, 300 giocatori o poco più, parte dei quali (diciamo un centinaio?) non ha mai visto il campo o ha fornito prestazioni imbarazzanti.
Se sfalciamo anche gli stranieri (e sarei d'accordo, visti certi stranieri) lo troviamo il materiale umano per fare un campionato franchigie e un campionato per club?
Secondo me il tentativo di conciliazione tra Zorry e GiorgioXT si arena lì: se prendo tutti i giocatori italiani all'altezza di un teorico S - qualcosa e ci aggiungo un 10 - 15% di stranieri non credo si arrivi a formare più di 6 - 8 squadre. A questo punto varrebbe la pena far coincidere il campionato per club con quello U18 e U20...ma per le mie conoscenze sto già scrivendo troppo.
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zorrykid
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda zorrykid » 22 ago 2011, 15:15

ForrestGump WroteColonDiscussione interessantissima, in cui non mi inserisco per palese ignoranza della materia.
Però una cosa fatico a capire: il campionato appena concluso contava 10 squadre, 300 giocatori o poco più, parte dei quali (diciamo un centinaio?) non ha mai visto il campo o ha fornito prestazioni imbarazzanti.
Se sfalciamo anche gli stranieri (e sarei d'accordo, visti certi stranieri) lo troviamo il materiale umano per fare un campionato franchigie e un campionato per club?
Secondo me il tentativo di conciliazione tra Zorry e GiorgioXT si arena lì: se prendo tutti i giocatori italiani all'altezza di un teorico S - qualcosa e ci aggiungo un 10 - 15% di stranieri non credo si arrivi a formare più di 6 - 8 squadre. A questo punto varrebbe la pena far coincidere il campionato per club con quello U18 e U20...ma per le mie conoscenze sto già scrivendo troppo.

Il problema della qualità del gioco passa per la volontà di far crescere i giocatori pari a zero... se devo vincere un campionato oppure non voglio retrocedere col cavolo faccio una squadra giovane che darà risultati in prospettiva. Piglio chi ha giocato vent'anni fa in Benetton, un pò di argentini misti.... Considera poi che con un sistema di franchigia territoriale hai la possibilità di far crescere un giovane promettente, che rimanendo nel club imparerebbe poco, perchè in paese l'unico che ha tempo libero al pomeriggio per allenare è il postino, oppure perchè siamo pochi e giochi in un ruolo che non è il tuo... :wink:
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda Ale_86 » 22 ago 2011, 15:21

zorrykid WroteColon
Pavese WroteColonProviamo prima a far funzionare BENE quello che abbiamo. Proviamo a pagare puntualmente i giocatori, quindi ad avere una rosa giocatori adeguata alle nostre possibilità. Io vorrei anche un certo intervento federale, vorrei poter imporre ai club una percentuale obbligatoria del loro budget da dedicare alle giovanili (ovviamente sarebbe il minimo, se qualche club vuole destinare di più, ben venga), e cose del genere Ma pensi veramente che sinora i club volevano funzionare male? O che di proposito non volevano pagare i giocatori? Oppure che piglino il primo che passa per allenare una giovanile? Tutti partono con le migliori intenzioni ma i risultati sono visibili da tutti. Ad esempio guardo il campionato di serie C del triveneto, non quello del Dubai, e c'è una sfilza di squadre che parte con penalizzazioni per non aver schierato le under... Non era forse meglio unire le forze?

:?


Pienamente d'accordo, soprattutto su questa parte. Non é che le societá con penalizzazione siano "cattive" e "perfide" perché non vogliono investire sui giovani. É che per quenti sforzi facciano non é mai abbastanza. E se potessero essere aiutate, e non fagocitate o sfruttate, da societá per tradizione e mezzi superiori in una ottica di franchigia - tu aiuti me a svilupparmi e io ti mando i miei giocatori migliori perché crescano - accetterebbero di buon grado. Quella di Zorry é stata sempre piú o meno la mia idea di franchigia, e quindi di campionato. Alcuni tentativi in questo senso sono stati fatti dalle mie parti, anche in passato, ma sono sempre naufragati dietro all'ignoranza, presunzione e incapacitá di presidenti e dirigenti, dalla serei C alla serie A, che non sanno guardare piú in lá del loro campo di gioco e piú al futuro di dopodomani.
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda Pavese » 22 ago 2011, 15:33

zorrykid

Ma allora non capisco il senso di tutto questo. Non so, forse ho letto distrattamente, ma a me sembra che i club, se vogliono, potrebbero organizzarsi in franchigie anche adesso. Non vedo perchè stabilire a priori che deve essere un campionato per franchigie. Se un club vuole continuare da solo, perchè impedirlo?
Se fosse arrivato a compimento il progetto delle parmigiane, i Crociati sarebbero stati una franchigia a tutti gli effetti, oltretutto partecipando anche alla franchigIONA degli Aironi. Però avrebbero partecipato al campionato d'Eccellenza insieme a Petrarca, Rovigo ecc...
Capisco i vantaggi per i club anche se andrebbero dimostrati (prego informarsi presso gli Aironi), però non capisco il vantaggio che ne trarrebbe il movimento. Lo stato, infatti, "fa le franchigie di Comuni e Province", però i comuni e le Province spariscono, diminuiscono di numero e invece voi volete mantenerli. Le franchigie diventerebbero solo delle Province nuove, una struttura in più, appunto.

Sull'ultimo punto. I club (ALCUNI club) non pagavano i giocatori perchè non facevano la campagna acquisti guardando al proprio portafogli. E' il doping amministrativo, che se ci fosse una federazione con le palle verrebbe punito quasi come il doping vero e proprio degli atleti.

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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda zorrykid » 22 ago 2011, 16:35

Pavese WroteColonzorrykid

Ma allora non capisco il senso di tutto questo. Non so, forse ho letto distrattamente, ma a me sembra che i club, se vogliono, potrebbero organizzarsi in franchigie anche adesso. Non vedo perchè stabilire a priori che deve essere un campionato per franchigie. Se un club vuole continuare da solo, perchè impedirlo?
Se fosse arrivato a compimento il progetto delle parmigiane, i Crociati sarebbero stati una franchigia a tutti gli effetti, oltretutto partecipando anche alla franchigIONA degli Aironi. Però avrebbero partecipato al campionato d'Eccellenza insieme a Petrarca, Rovigo ecc...
Capisco i vantaggi per i club anche se andrebbero dimostrati (prego informarsi presso gli Aironi), però non capisco il vantaggio che ne trarrebbe il movimento. Lo stato, infatti, "fa le franchigie di Comuni e Province", però i comuni e le Province spariscono, diminuiscono di numero e invece voi volete mantenerli. Le franchigie diventerebbero solo delle Province nuove, una struttura in più, appunto.

Sull'ultimo punto. I club (ALCUNI club) non pagavano i giocatori perchè non facevano la campagna acquisti guardando al proprio portafogli. E' il doping amministrativo, che se ci fosse una federazione con le palle verrebbe punito quasi come il doping vero e proprio degli atleti.

Il senso di tutto questo? Un campionato che non è seguito da nessuno, di scarsa qualità, dove nessuno vuole partecipare...
Il senso di tutto questo? I club continuano ad esistere, con i propri campionati, con i propri soldi, ma fanno parte di una struttura territoriale sia tecnica che logistica... Chi è strutturato, mettiamo come esempio Rovigo, participa al campionato di club e potrebbe partecipare come franchigia, come punto di riferimento dei club che gravitano nella zona....
Il vantaggio per il movimento? A mio giudizio è ben diverso che un giocatore giri con la valigia in cerca di sistemazione dal creare un percorso sportivo in strutture qualificate... magari togliendo quel baraccone delle Accademie o no?
ALCUNI club? la lista ha più pagine dell'elenco del telefono... :wink:
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda GiorgioXT » 22 ago 2011, 16:44

Ale_86 WroteColon
Pienamente d'accordo, soprattutto su questa parte. Non é che le societá con penalizzazione siano "cattive" e "perfide" perché non vogliono investire sui giovani. É che per quenti sforzi facciano non é mai abbastanza.


No. è proprio il contrario , fare le giovanili vuole dire costi, tempi e personale da trovare, se non le faccio posso dedicarmi solo alla prima squadra , non è un vantaggio da poco, a cominciare dall'immediatamente ridurre a quasi niente il problema del campo da gioco. Detto brutalmente, se ho minirugby completo +u16+u18 mi servono tre campi, due sono comunque pochi e con altrettanti spogliatoi ... se li delego a qualcun'altro me ne basta uno, e con i soldi risparmiati mi compro il giocatore forte.

Ae per fare le giovanili vincenti mi vado a cercare i ragazzi in tutta italia ho soltanto sfruttato il lavoro degli altri , magari valorizzerò uno o due ragazzi, ma è molto di più quello che tolgo agli altri che quello che dò.

In entrambe i casi non avrò dato proprio nulla allo sviluppo del mio sport, se per sviluppo pensiamo ad uno sport che nel tempo si rinforza e progredisce.

Io non capisco proprio come si possa pensare ad un futuro del rugby in una nazione come la nostra prescindendo da due condizioni basilari : la realtà che ci dice che il rugby viene promosso e giocato dai club, e non da altri, e dal merito sportivo, per cui chi lavora bene viene promosso e chi no punito.

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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda Pavese » 22 ago 2011, 17:00

zorrykid WroteColon
Pavese WroteColonzorrykid
Sull'ultimo punto. I club (ALCUNI club) non pagavano i giocatori perchè non facevano la campagna acquisti guardando al proprio portafogli. E' il doping amministrativo, che se ci fosse una federazione con le palle verrebbe punito quasi come il doping vero e proprio degli atleti.

ALCUNI club? la lista ha più pagine dell'elenco del telefono... :wink:


Chiedo scusa se vado fuori tema (anche se non del tutto), ma va bene, stiamo chacchierando e ci può anche stare la battuta.
Però se si affronta il tema economico seriamente bisognerebbe evitare di fare di ogni erba un fascio.
Anche in Eccellenza c'erano e ci sono club che hanno fatto le campagne acquisti in base ai quattrini che possedevano. Club che pagavano e pagano regolarmente e puntualmente i propri atleti e collaboratori ed hanno anche un settore giovanile pari o superiore o anche di gran lunga superiore all'"obbligatorietà". Questo bisognerebbe dirlo e sottolinearlo sempre perchè si rischia di importare anche fra di noi il concetto "tutti colpevoli quindi nessun colpevole" tanto caro ai nostri politici

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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda zorrykid » 22 ago 2011, 17:26

Ma assolutamente no, il mio non vuol essere chi è senza peccato scagli la prima pietra.... Il mio discorso vuol essere vista la realtà dei club per esempio di quest'anno. Veneziamestre dal super 10 non giocherà in nessun campionato, Roma respinta al mittente, Reggio Emilia compra il titolo, San Gregorio vince il posto alla lotteria... Ste cose fanno parte dei ragionieri, con lo sport hannno poco a vedere...... Capirai che per uno sviluppo reale del gioco la struttura dei club è molto ma molto insufficente.... Neppure nel paradiso del rugby il club non può permettersi di svenarsi per contratti ai giocatori... chi è bravo i soldi li piglia in Npc e in Super15... I club insegnano a giocare e non si sentono sminuiti se i risultati sono messi nelle ultime pagine di NZRugby, il loro vanto è di poter dire il mio giocatore è diventato un AB... 8-)
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda Luqa-bis » 23 ago 2011, 10:52

Diciamo che il modello delle franchigie , che potrebbero essere per esempio comitali, potrebbe avere dei benefici per quei giocatori di qualità che venissero espressi dale società minori.

Per esempio dai giocatori delle società delle serie dalla A1 o A2 in poi.

ma richiede che chi seleziona gli atleti sia in grado di fare il suo lavoro bene e non per favoritismi . Quindi prima del sistema, servono gli uomini, le idee, gli obiettivi.

Poi, possiamo anche stabilire che le società di maggior spessore dal punto di vista delle giovanili e dei risultati siano "città rugbistiche" mentre le società minori (per tesserrati, giovanili, disponbilità economiche, risultati) vengano accorpate in "province rugbistiche".
E che queste città e province disputino un campionato di Eccellenza, che so magari su due livelli o in due gironi , dipende dal loro livello di competività e dal loro numero.

Alle società minori resterebbe il campionato "dilettanti/amatori", le giovanili con meno obblighi che costituirebbero comunque titolo di merito per la revisione (annuale o poliennale) per il riconoscimento dello status di "città rugbistica".

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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda Ale_86 » 23 ago 2011, 16:32

GiorgioXT WroteColon
Ale_86 WroteColon
Pienamente d'accordo, soprattutto su questa parte. Non é che le societá con penalizzazione siano "cattive" e "perfide" perché non vogliono investire sui giovani. É che per quenti sforzi facciano non é mai abbastanza.


No. è proprio il contrario , fare le giovanili vuole dire costi, tempi e personale da trovare, se non le faccio posso dedicarmi solo alla prima squadra , non è un vantaggio da poco, a cominciare dall'immediatamente ridurre a quasi niente il problema del campo da gioco. Detto brutalmente, se ho minirugby completo +u16+u18 mi servono tre campi, due sono comunque pochi e con altrettanti spogliatoi ... se li delego a qualcun'altro me ne basta uno, e con i soldi risparmiati mi compro il giocatore forte.

Ae per fare le giovanili vincenti mi vado a cercare i ragazzi in tutta italia ho soltanto sfruttato il lavoro degli altri , magari valorizzerò uno o due ragazzi, ma è molto di più quello che tolgo agli altri che quello che dò.

In entrambe i casi non avrò dato proprio nulla allo sviluppo del mio sport, se per sviluppo pensiamo ad uno sport che nel tempo si rinforza e progredisce.

Io non capisco proprio come si possa pensare ad un futuro del rugby in una nazione come la nostra prescindendo da due condizioni basilari : la realtà che ci dice che il rugby viene promosso e giocato dai club, e non da altri, e dal merito sportivo, per cui chi lavora bene viene promosso e chi no punito.



Giorgio, io condivido la maggior parte dei principi che tu difendi, seppur per qualcuno in modalitá diversa. Peró ho l'impressione che la tua visuale sia un pó oscurata dal fatto di conoscere bene la realtá petrarchina, che non é la regola ma l'eccezione. Siccome io ho la visuale distorta dalla parte opposta (conosco principalmente le piccole societá), vorrei sottolineare due punti (sonocose giá dette qua e lá, spero di farne un riassunto decente), e poi magari potrai capire perché la penso in un certo modo, e suggerirmi qualcosa per ovviare a queste difficoltá. Ne sarei estremamente felice :D

Primo, le deleghe non sono "me ne frego delle giovanili e mi dedico solo alla prima squadra". Per il 90% delle societá che conosco e che usano le deleghe (prima fra tutte quella da cui provengo), il problema é sempre stato che, a fronte di interventi massicci (a proprie spese/tramite volontariato) nelle scuole e promozione nel territorio, capita spesso che in una categoria - la generazione "sfigata" per la quale non sei riuscito a portare un buon gruppo da una classe o due a giocare - ti titrovi con 12/14 giocatori.
Con le regole attuali, 12/14 giocatori vuol dire non fare la squadra (quando ero io in giovanile, ho giocato spesso e volentieri in due o tre in meno). Vuol dire che questi ragazzini o se ne vanno a venti/trenta chilometri alla societá piú vicina, o (molto piú probabilmente) se ne stanno a casa o scelgono altri sport. Ora, un'altra societá vicina, perché magari in una cittá piú popolosa, ha il problema opposto, cioé ha 28/29 ragazzini (non abbastanza per fare due squadre, ma troppi per farli giocare sempre nella stessa). Vuol dire che 4/5 di questi ragazzini non giocheranno di certo ogni domenica, o giocheranno scampoli di partita. Unendo le due squadre (cioé mandando i propri 11/12 a giocare per la societá piú popolosa tramite delega) praticamente fai giocare 15 ragazzini in piú. É un guadagno netto.

Secondo, una piccola societá spende facilissimamente piú del 70% del proprio budget nelle giovanili, e il resto ce lo mette in volontariato. D´altro canto, per raccogliere quei 500/1000 euro di sponsorizzazione (di cui appunto almeno 700 destinati alle giovanili), hai bisogno di una prima squadra - fosse anche in serie C - che faccia contenta l'osteria "Da Piero" che mette i soldi. Le due cose non sono scindibili. Piú di questo, non si riesce a fare. Peraltro, anche se uno vincesse alla lotteria e mettesse 10.000 per le giovanili, non é detto che questo porti risultati, perché nei piccoli centri conta anche un pó di fortuna e il cosiddetto "peer effect" :P Al tempo stesso credo che una societá di S10 o CL o Premiership o quel che sia spenda forse il 10% del proprio budget (molto maggiore) nelle giovanili. In soldoni, é come se le aliquote IRPEF fossero il 50% sotto i 15.000 € annui e il 15% sopra i 180.000€.

Cosa cambierebbe con un modello collaborativo a franchigia?
1) Fai economie di scala sui costi per le giovanili delle piccole squadre: invece di avere (esempio) 8/10 pseudo-allenatori per 4 societá, categorie u8-u12, pagati 400€ al mese e 4 reclutatori/allenatori a 300€ al mese (tutti part-time) ne avresti 2/3 pagati 1500 € a testa, full-time, che fanno solo quello (reclutano la mattina e allenano il pm) e fanno il giro delle squadre/cittá a giorni alterni.

2) Aumenteresti la qualitá, perché se prima avevi dei volenterosi dopolavoristi o pensionati, ora hai gente che fa solo quello e si prepara a dovere.

3) Una volta che sei collegato con una societá di alto livello, fai presto ad avere una maggiore disponibilitá monetaria: spendere 10.000 euro in piú su un budget da 1.000.000 é poca cosa, per 4 piccole societá é quasi tutto il loro bilancio.

4) La societá "madre" ne guadagna in immagine sul territorio e probabilmente in spettatori, fai "squadra" con i piccoli che poi ti portano denaro allo stadio.

5) I giocatori migrano tra le suqadre del territorio a seconda delle qualitá, garantendo alle squadre di serie C una rosa, a quelle di serie B una rosa decente, a quelle di serie A e superiori dei giovani a costo zero, addestrati secondo un modello tecnico progettato assieme e quindi in grado di adattarsi velocemente alle dinamiche delle squadra madre.


Questo é il mio pensiero, almeno. Certo, tu poni la questione del merito: il problema nasce quando la misura (i risultati) non corrisponde all´obiettivo (lo sforzo), e l'errore non si distribuisce casualmente. In quel caso le conclusioni che trarresti dalle tue misurazioni potrebbero essere drammaticamente sbagliate, e remare contro al tuo obiettivo, che é e sará sempre quello di far crescere la quantitá e la qualitá dei praticanti.

Per esempio: La societá da cui provengo ha (quasi) sempre avuto minirugby + u16 + u18, un anno anche la u20, alcune volte con una categoria in delega (quest'anno la 14, se non erro). Abbiamo sempre avuto solo un campo e mezzo (di patate, s'intende), e ora pare che il comune voglia toglierci anche quello. In mezzo a tutte queste difficoltá, se penalizzi la prima squadra con l'esclusione dal campionato (mancata u14, abbiamo solo una dozzina di ragazzini) non ci saranno i soldi per finanziare le giovanili, la societá chiude i battenti, piú di un centinaio di ragazzini/ragazzi se ne staranno a casa, con solo alcuni di loro che verranno recuperati da societá circostanti.
Fa bene questo al movimento?

Scusate per la lunghezza :P
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda zorrykid » 1 set 2011, 13:17

Perfetto Ale...
Parlando in giro qualcono dice: che cavolo d'idea ha avuto tuo Cugggino. In Italia se una vuole le cose buone le può fare anche con il club. Guarda il Prato dov'è arrivato e come gioca...

Sbaglio o quest'anno il Prato non ha schierato l'under 16 e partirà da -4? 8-)
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Re: Organizzare i campionati guardando la realtà.

Messaggioda GheraHomerLover » 1 set 2011, 14:01

zorrykid WroteColonPerfetto Ale...
Parlando in giro qualcono dice: che cavolo d'idea ha avuto tuo Cugggino. In Italia se una vuole le cose buone le può fare anche con il club. Guarda il Prato dov'è arrivato e come gioca...

Sbaglio o quest'anno il Prato non ha schierato l'under 16 e partirà da -4? 8-)


Non è proprio così, Zorry....
Le due U16 hanno partecipato al campionato, una vincendolo e l'altra arrivando nelle primissime posizioni del proprio girone.
La seconda squadra, non so per quale motivo, ha però saltato una partita sulle 18 da giocare e, come da regolamento (credo...), non le
è stata riconosciuta l'obbligatorietà.
C'è stato sicuramente l'errore ma non è proprio come dire che "non ha schierato l'under 16".... :roll:

Questo giusto per chiarire il discorso Cavalieri, per il resto sono in linea di massima d'accordo con tua idea della riorganizzazione dei campionati ed
in particolare con la soluzione di Gotrek della pagina precedente.

Saluti :wink:
L'allenatore, dalla tribuna, al Turano:
"Barba !!! Metti il testone in quella c4$$o di ruck !!!"


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