dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

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jpriv
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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda jpriv » 2 apr 2018, 21:23

jpr williams WroteColonSia chiaro, io sono contro la regola dell'equiparazione in assoluto, non solo sull'equiparazione fatta da noi. E' ovvio che finchè questa regola per me aberrante esiste tocca adeguarsi, anche se spero non lo si faccia affatto. Ma il mio auspicio è che tutte le equiparazioni vengano vietate.
E questo per un motivo di principio. So che i motivi di principio nella nostra epoca pragamatica (io userei un altro termine...) non vanno tanto di moda, ma il concetto, come ho detto, è che stiamo parlando di competizioni fra squadre nazionali, cioè della nazione. In una squadra nazionale per me devono giocare solo cittadini di quel paese, punto e basta. Altrimenti lasciamo perdere le squadre nazionali e dedichiamoci ad altro.
In quest'ottica non riesco a capire da dove possa mai discendere la preclusione verso cittadini italiani dovunque si siano formati. Sono italiani, giocano per l'Italia. Non sono italiani, non giocano per l'Italia. Perchè dev'essere così difficile?
Sono agnostico, ma scomoderei Matteo per dire "Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno." :roll:


jpr, l'angelo biondo :-] :-] :-] apprezza molto il Tuo modo di pensare. Il richiamo ai motivi di principio e il senso nazionale sono dei valori importanti, per me, ancora e sempre. Ma oggi, purtroppo, solo il denaro sembra contare e quindi tutto va bene, se porta più soldi......

Mero
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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda Mero » 3 apr 2018, 0:29

Garryowen WroteColonPer me non ha senso aggiungere all'handicap tecnico e "quantitativo" che già abbiamo con le nostre avversarie, anche un handicap nella scelta dei giocatori.

La regola dell'equiparato non mi è mai piaciuta, e non mi piace nemmeno per gli altri sport, anche perché era nata per casi estremi e con le migliori intenzioni per poi allargare progressivamente le maglie.
Pensa con quale "piacere", da appassionato di scacchi, vedo il nostro Fabiano Caruana, sicuramente il più forte giocatore italiano di tutti i tempi (di gran lunga), giocare nella nazionale USA dopo aver giocato per sette/otto anni nella nazionale italiana.


Però Garry, cadiamo sempre nello stesso tema: un professionista come Caruana, nato e cresciuto negli USA fino all'adolescenza, è da considerarsi di scuola USA, così come nel rugby Negri è di scuola SAF e Polledri di scuola GB.

A mio modo di vedere i suddetti, avendo la doppia cittadinanza hanno il pieno diritto scegliere per quale nazione gareggiare, ma per l'Italia sono nient'altro che dei giocatori provenienti dall'estero, che si trovano a dover assimilare da zero o quasi la nostra lingua, il nostro patriottismo e stile di vita.
Nella stragrande maggioranza dei casi, questa "assimilazione" dura giusto il tempo utile ai fini della loro carriera, poi tutti fanno ritorno a casa come appunto ha fatto Caruana.

metabolik
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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda metabolik » 3 apr 2018, 1:02

E' innegabile che Negri e Polledri sono stati formati dalla scuola inglese e in questo senso sono certamente un regalo.
Ce lo meritiamo ?
Avendo mantenuto doppia cittadinanza grazie allo ius sanguinis hanno potuto scegliere.
Diciamo che ce ne sono altri che non hanno scelto l'Italia; è probabile che l'educazione familiare sia un fattore discriminante.
Le ns. colline in Agosto si riempiono di emigrati inglesi che ritornano al paese dei loro padri o nonni; per un breve periodo nei bar si sente parlare più l'inglese che l'italiano !
E dire che a Londra si sono costruiti tutti una buona posizione (pensate p.e. al famoso Dino's), sono fortemente integrati , ma il legame con i luoghi di origine è rimasto molto forte. E' quindi giusto e, direi, buono che possano scegliere, al di là del vantaggio che ne riceve la Nazionale.

Garryowen
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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda Garryowen » 3 apr 2018, 8:26

Mero WroteColon
Garryowen WroteColonPensa con quale "piacere", da appassionato di scacchi, vedo il nostro Fabiano Caruana, sicuramente il più forte giocatore italiano di tutti i tempi (di gran lunga), giocare nella nazionale USA dopo aver giocato per sette/otto anni nella nazionale italiana.


Però Garry, cadiamo sempre nello stesso tema: un professionista come Caruana, nato e cresciuto negli USA fino all'adolescenza, è da considerarsi di scuola USA, così come nel rugby Negri è di scuola SAF e Polledri di scuola GB.

A mio modo di vedere i suddetti, avendo la doppia cittadinanza hanno il pieno diritto scegliere per quale nazione gareggiare...


Ho citato Caruana andando OT solo come caso estremo, perché pensavo che almeno su un caso come quello potessimo essere tutti d’accordo. Veramente pensi che sia corretto e normale che si passi da una nazionale a un’altra? Vogliamo eliminare anche questo vincolo?
"C'è solo una cosa al mondo meglio del rugby. Parlare di rugby"
(parafrasi da G.G. Marquez)

http://www.walesonline.co.uk/sport/rugby/rugby-news/how-much-funding-welsh-rugby-12405682 A imperitura memoria

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda jpr williams » 3 apr 2018, 9:35

jpriv WroteColon
jpr williams WroteColonSia chiaro, io sono contro la regola dell'equiparazione in assoluto, non solo sull'equiparazione fatta da noi. E' ovvio che finchè questa regola per me aberrante esiste tocca adeguarsi, anche se spero non lo si faccia affatto. Ma il mio auspicio è che tutte le equiparazioni vengano vietate.
E questo per un motivo di principio. So che i motivi di principio nella nostra epoca pragamatica (io userei un altro termine...) non vanno tanto di moda, ma il concetto, come ho detto, è che stiamo parlando di competizioni fra squadre nazionali, cioè della nazione. In una squadra nazionale per me devono giocare solo cittadini di quel paese, punto e basta. Altrimenti lasciamo perdere le squadre nazionali e dedichiamoci ad altro.
In quest'ottica non riesco a capire da dove possa mai discendere la preclusione verso cittadini italiani dovunque si siano formati. Sono italiani, giocano per l'Italia. Non sono italiani, non giocano per l'Italia. Perchè dev'essere così difficile?
Sono agnostico, ma scomoderei Matteo per dire "Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno." :roll:


jpr, l'angelo biondo :-] :-] :-] apprezza molto il Tuo modo di pensare. Il richiamo ai motivi di principio e il senso nazionale sono dei valori importanti, per me, ancora e sempre. Ma oggi, purtroppo, solo il denaro sembra contare e quindi tutto va bene, se porta più soldi......


Che ci vuoi fare, amico mio, siamo fuori moda, oggi ci sono altre valut, ehm, valori. Vedi pro>12
Il Pro>12 è un'aberrazione palancaia.
Gli italiani ammirano a tal punto la furbizia da apprezzarla persino quando è usata contro di loro. (Ennio Flaiano).
La cosa più bella del rugby è l'avversario, perchè senza di lui non si giocherebbe e quindi zero divertimento, zero rugby.
https://www.youtube.com/watch?v=-rXd8ftJSBo

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda Luqa-bis » 3 apr 2018, 16:23

Non è solo questione di valute e valori.

Come scritto altre volte, l'equiparazione sana anche una possibile controversia e mercanzia (salvo poi andarsi a creare guai con i cavilli 7's-15's).

Il diritto (io dire il'opportunità di giocare con una nazionale) è riconosciuto secondo i due diritti più in voga:

1. ius sanguinis - figlio di ...
2. ius soli - nato in ...

in maniera assolutamente inclusiva (o l'una o l'altra motivazione basta) affidando la funzione esclusiva "ma solo per un paese" - affidando alla presenza in una nazionale almeno di secondo livello come fattore "tombale".

Esiste però un terzo criterio di cittadinanza, quello per naturalizzazione, che nei fatti esiste anche da noi , i dieci anni, e il raggiungimento del 18mo anno per i figli di immigrati, il matrimonio.
Il guaio è che è un criterio soggettivo della Repubblica Italiana.
Altri paesi hanno 5 anni, 3 anni, qualcuno 6 mesi (nel Golfo Persico , nel Caucaso e nell'Asia Centrale va di moda per certi sport).

Il criterio per l'equiparazione scelto da World Rugby serve a dare una regola comune:

- sei nato a Zenda?
- hai un genitore di Zenda ?
- ti sei trasferito a Zenda da almeno x anni continuativi?

se soddisfi almeno uno dei criteri precedenti e non sei stato convocato per la nazionale di Videssos nel frattempo puoi giocare per Zenda.

Cancellare l'equiparazione farebbe sì che un ragazzo arrivato in Italia per ricongiungersi con i propri genitori stranieri, possa giocare per l'Italia a secondo di come i politici locali valutano la norma e non secondo una regola condivisa a livello internazionale.

per cui, magari , noi terremmo marocchini, romeni, georgiani, russi, caraibici, senegalesi che hanno fatto elementari, medie e superiori in Italia fuori dalla U20 e dalla nazionale, mentre altrove nazionalizzerebbero in 6 mesi come Ahmed Ben Bakir 'Nkualofa mezze Tonga .

Ovvero non si fermerebbe chi ragiona con le valute e si negherebbe a chi vorrebbe ragionare con i valori e con i sentimenti.

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda Hap » 3 apr 2018, 16:36

Luqa-bis WroteColon...

se soddisfi almeno uno dei criteri precedenti e non sei stato convocato per la nazionale di Videssos nel frattempo puoi giocare per Zenda.

...


OT. Ma Videssos quella di Turtledove?
Agli amici che compaiono dagli abissi di internet solo quando l'Italia le prende, gustando il momento con rara intensità: grazie.
Grazie.
Grazie perché mi avete fatto capire il senso di tutti quei video porno in cui i mariti si sollazzano vedendo la moglie soddisfatta da un estraneo.

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda Luqa-bis » 3 apr 2018, 18:03

Aspettavo uno che la riconoscesse...

Il passaggio successivo era passare ai rossocrinuti portasottane di romana anagrafe e lusitano etnonimo.

Si, mi sto sulle balle da solo.

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Hap
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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda Hap » 3 apr 2018, 18:18

Luqa-bis WroteColonAspettavo uno che la riconoscesse...

Il passaggio successivo era passare ai rossocrinuti portasottane di romana anagrafe e lusitano etnonimo.

Si, mi sto sulle balle da solo.


:rotfl:
Agli amici che compaiono dagli abissi di internet solo quando l'Italia le prende, gustando il momento con rara intensità: grazie.
Grazie.
Grazie perché mi avete fatto capire il senso di tutti quei video porno in cui i mariti si sollazzano vedendo la moglie soddisfatta da un estraneo.

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda fabrio13 » 3 apr 2018, 18:37

Io noto che più che altro si parla molto di diritto, cavilli e mica cavilli, ius e succhi vari (ma non era jus in lingua angla?! NO, it didn't, era "juice"). Io provavo a parlare di convenienze: non potrebbe essere meglio fermarci da nuove acquisizioni giusto per un annetto? Poi rivalutare se fermarsi un altro annetto o ricercare (che fa pure rima).
@Alcuni, decisi e senza compromessi, dicono: "No, si deve procedere passi innanzi ben lunghi e distesi pena l'Armaggeddon finale dell'Italrugby". @Altri (io e se c'è, qualcun altro) dicono, nessun Amageddon, vediamo come vanno Canna, Lovotti, e Castello, prospettandogli come concorrenza e come profondità, i giovani dell'Under e, per il tempo dell'eventuale moratoria, nessuno che venga da fuori Italia, sia perché sia.
Questo è l'oggetto del mio contendere, nessuna materia per Azzeccagarbugli.

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda Garryowen » 3 apr 2018, 20:00

A me sembra che questo stia già succedendo. Poi è chiaro che ci saranno sempre giovani che spingono per entrare, ma sta a loro farsi largo.
Arriverà un momento fra un po' di anni, in cui qualcuno dirà che Minozzi e Padovani sbarrano la strada a giovani promettenti. E "Basta con 'sti Licata e Polledri, che lascino il posto a Pinco Pallino"...
Normale, no?

Non è normale, invece, che un italiano che va a scuola all'estero non possa poi lavorare in Italia per una qualche norma cervellotica
"C'è solo una cosa al mondo meglio del rugby. Parlare di rugby"
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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda Italos » 4 apr 2018, 8:36

fabrio13 WroteColonIo noto che più che altro si parla molto di diritto, cavilli e mica cavilli, ius e succhi vari (ma non era jus in lingua angla?! NO, it didn't, era "juice"). Io provavo a parlare di convenienze: non potrebbe essere meglio fermarci da nuove acquisizioni giusto per un annetto? Poi rivalutare se fermarsi un altro annetto o ricercare (che fa pure rima).
@Alcuni, decisi e senza compromessi, dicono: "No, si deve procedere passi innanzi ben lunghi e distesi pena l'Armaggeddon finale dell'Italrugby". @Altri (io e se c'è, qualcun altro) dicono, nessun Amageddon, vediamo come vanno Canna, Lovotti, e Castello, prospettandogli come concorrenza e come profondità, i giovani dell'Under e, per il tempo dell'eventuale moratoria, nessuno che venga da fuori Italia, sia perché sia.
Questo è l'oggetto del mio contendere, nessuna materia per Azzeccagarbugli.


Jus è in lingua franca, se non sbaglio. In un paio d'anni non vedi niente. Il periodo è troppo corto. Allora smettiamo completamente, pur essendo la più debole delle tier1, prendiamo una posizione etico-morale. Che però mi sa di nazionalismo autarchico, e quindi non molto etico o morale, secondo il mio modo di vedere.

Domanda pratica: Lorenzo Dallaglio, etnicamente italiano, con passaporto (se lo voleva) ma cresciuto in Inghilterra, è inglese o italiano? E Sergio Parisse? E i miei figli. Tu vuoi fare una moratoria che potrebbe stroncare una carriera. Così, per dare un'occhiata per qualche anno.

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda fabrio13 » 4 apr 2018, 10:25

Jus è in lingua franca, se non sbaglio. In un paio d'anni non vedi niente. Il periodo è troppo corto. Allora smettiamo completamente, pur essendo la più debole delle tier1, prendiamo una posizione etico-morale. Che però mi sa di nazionalismo autarchico, e quindi non molto etico o morale, secondo il mio modo di vedere.

Domanda pratica: Lorenzo Dallaglio, etnicamente italiano, con passaporto (se lo voleva) ma cresciuto in Inghilterra, è inglese o italiano? E Sergio Parisse? E i miei figli. Tu vuoi fare una moratoria che potrebbe stroncare una carriera. Così, per dare un'occhiata per qualche anno.[/quote]

La posizione etico-morale mi vede contrario e l'ho già detto. Mi si continuano ad attribuire posizioni non mie. Ho scritto più volte moratoria temporanea come strumento tattico temporaneo, scelto e non vincolante (vedi quindi Parisse, e carriere NON stroncate). Forse si dovrà chiamare qualcuno dal Gaeltach per tradurre ciò che dico in una lingua comprensibile anche dalle nostre parti?!? ;)

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda fabrio13 » 4 apr 2018, 10:27

La posizione etico-morale mi vede contrario e l'ho già detto. Mi si continuano ad attribuire posizioni non mie. Ho scritto più volte moratoria temporanea come strumento tattico temporaneo, scelto e non vincolante (vedi quindi Parisse, e carriere NON stroncate). Forse si dovrà chiamare qualcuno dal Gaeltach per tradurre ciò che dico in una lingua comprensibile anche dalle nostre parti?!? ;)

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Re: dopo il 6N 2018: stato dell'arte dell'Italia

Messaggioda fabrio13 » 4 apr 2018, 10:33

fabrio13 WroteColonLa posizione etico-morale mi vede contrario e l'ho già detto. Mi si continuano ad attribuire posizioni non mie. Ho scritto più volte moratoria temporanea come strumento tattico temporaneo, scelto e non vincolante (vedi quindi Parisse, e carriere NON stroncate). Forse si dovrà chiamare qualcuno dal Gaeltach per tradurre ciò che dico in una lingua comprensibile anche dalle nostre parti?!? ;)


"La posizione etico-morale mi vede contrario e l'ho già detto". Intendo dire che in ciò di cui stiamo dibattendo non mi pare il caso di fare intervenire l'etica e la morale ma solo considerazioni pratiche.


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