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Intervista a Serena Chiavaroli, preparatrice atletica San Donà Rugby

Serena Chiavaroli
Scritto da Rugby.it

Serena Chiavaroli, nuova preparatrice atletica delle giovanili sandonatesi e aiuto preparatrice della prima squadra

Hai fatto della tua passione un lavoro, come è andata fino ad ora?

Ho fatto una vita da camaleonte…ho conosciuto lo sport a 5 anni quando ho iniziato a nuotare, poi sono arrivati il triathlon, la pallanuoto, la mountan-bike, l’escursionismo in generale…non mi sono mai fermata, anche quando dovevo studiare e anche dopo un infortunio alle spalle che mi ha costretto ad abbandonarne alcuni. Nel frattempo, studiavo a L’Aquila scienze motorie e ho terminato gli studi con un dottorato di ricerca scientifica applicata allo sport. Oggi lavoro per un’azienda romana, Erbalife, come consulente sui prodotti di alimentazione sportivi…credo molto nell’importanza dell’alimentazione per migliorare la prestazione di uno sportivo. Amavo la ricerca ma sono uscita dai laboratori dell’università perché amo stare all’aria aperta.

I campi da rugby sono il tuo habitat naturale allora?

Direi proprio di sì. Mi sono avvicinata al rugby perché ne ero completamente affascinata. In questo sport ci sono molte capacità motorie su cui poter lavorare come la forma, la velocità, l’esperienza, e che le altre discipline non hanno. In più ho iniziato con una squadra femminile aquilana, che proprio quell’anno ha vinto lo scudetto della Coppa Italia Seven contro il Casale sul Sile! Poi sono arrivata in serie C e infine a L’Aquila Rugby dove mi occupavo del recupero funzionale nel post infortunio: un’attività interessante, forse quella dove mi piacerebbe lavorare di più, perché sei a contatto diretto con il giocatore e il tuo lavoro non è solo fisico ma anche mentale…oltre ad instaurare un legame con la persona e capire cosa è successo al suo corpo, devi anche aiutarla a ritrovare la speranza e la forza d’animo per tornare in campo.

Alla fine sei arrivata al San Donà…

Sì, ho lasciato l’Abruzzo per fare esperienza e perché credo che esperienza significhi ricevere nuovi input direttamente dal campo, allontanarsi dagli ambienti che conosci e riadattare il tuo lavoro per migliorare. Ho scelto il Veneto prima e il San Donà poi…o forse è più corretto dire che è stato il San Donà a scegliere me! Ma era un club che seguivo da diverso tempo, con cui condividevo e condivido tuttora molti valori come il senso di squadra e la cura per il dettaglio.

Come sono stati questi primi mesi?

Non mi aspettavo questa accoglienza calorosa, mi trovo molto bene e con Giulia Farnia c’è un ottimo rapporto di collaborazione. Io mi occupo prevalentemente del settore giovanile…mi piace perché sono ragazzi assolutamente non abituati ad avere un programma di lavoro e ad essere orientati al futuro. C’è molto da lavorare, è una bella sfida.

Chi è Serena fuori dalla palestra di rugby?

Quella che ti ho raccontato fino ad ora…amo molto la natura e i viaggi in bicicletta. L’ultimo è stato in Irlanda, in solitaria! E’ una forma diversa di viaggio, dove sei tu il regista! In compagnia è ugualmente bello, condivi esperienze nuove ma ti devi anche adattare! Poi amo la montagna…questa mattina ero in cima al Grappa, il prossimo weekend andrò a rampicare a Erto.

Sbirciando la tua pagina fb, sembra che ti piacciano gli animali…

Si, certo! Ho un coniglietto nano di nome Camillo…ma mi piacciono molto anche gli umani eh!

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