Coppe Europee

Coraggio Benetton, almeno la Champions è finita

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Scritto da Rugby.it

Treviso ancora sconfitto in Champions Cup

Il fatto che questo fosse l’ultimo turno di European Champions Cup è una delle poche buone notizie che i tifosi trevigiani possono trarre da questa ennesima sconfitta dei leoni; ora, almeno in Champions, non si raccoglieranno altre amarezze. A parte questo, se si vuole conservare un minimo di ottimismo, si può scavare qualche elemento positivo nell’ennesima giornata da dimenticare; la squadra ha mostrato una certa combattività, che si è espressa soprattutto nella voglia di non mollare i pappafichi in difesa, e una buona tenuta nelle fasi statiche, con una discreta efficacia delle maul da touche. Per il resto meglio stendere un velo pietoso, con una mediana, quella composta da Lucchese ed Ambrosini, davvero di una modestia assoluta, priva di idee diverse dal calcio di liberazione e dall’orizzontalità del gioco. Solo la maul, come detto, e, a tratti, la mischia chiusa, hanno fatto vedere che in campo c’era anche Treviso.
Ma andiamo con ordine. Pronti via e la Red Army fa subito vedere quale sarà il suo gioco: grandi sventagliate alla mano, incroci a velocità supersonica e ricerca insistita dello spazio e degli offloads. Treviso va subito in affanno a questi ritmi vertiginosi e concede una touche ai propri 22. Parte una maul che, però, è solo un hat trick: da dietro il raggruppamento spunta l’ala O’Mahony che penetra come un coltello nel burro e segna in mezzo ai pali; 0-7. Munster continua così, con manovre davvero esteticamente bellissime, che annichiliscono un impotente Benetton. Solo la voglia degli irlandesi di ricercare il ricamo più bello, con conseguenti errori di trasmissione, evita che Treviso debba subire almeno altre due segnature pesanti. Emblematica l’azione con cui Munster recupera palla da una buona maul trevigiana e sviluppa un attacco vertiginoso, con sequenze di passaggi velocissimi, vanificati da un ingenuo forward pass quando ormai si è quasi in fondo.
Treviso, comunque, evita l’errore di farsi trascinare nel vortice rosso e cerca di aggrapparsi al proprio gioco scarno e muscolare, conquistando un piazzato che, però, Ambrosini calcia malissimo, corto e fuori misura.
Al 16’, così, arriva un’altra segnatura ospite, col pilone Kilcoyne che schiaccia al termine di un’azione che mescola eleganza e forza fisica, e si va sul 0-14 con decisione del TMO che convalida. Si prosegue sulla stessa falsariga; la partita ha evidentemente due volti, con Munster che quando ha la palla folleggia come una ballerina delle Folies Bergère, scialando spesso opportunità per eccesso di confidenza e ricerca del colpo ad effetto, mentre Treviso, quando ha l’ovale, rumina un gioco lento, ma, tutto sommato, sobrio e solido. Così, quando i rossi tentano una delle loro magie per uscire dalla pressione e, anziché piegarsi ad una umile ruck da cui ripartire, tentano un offload rovesciato ad alto tasso di difficoltà, arriva il fallo. Da posizione piuttosto semplice Ambrosini incredibilmente fallisce ancora ed il punteggio resta fermo. Treviso, però, capisce di dover insistere con un gioco fisicamente aggressivo e di pressione; Munster reagisce solo con una serie di falli al termine della quale il terza linea Holland al 36’ si vede esibire un giusto giallo. Sulla successiva touche è Lazzaroni a concludere in meta l’ennesimo drive trevigiano; da posizione complicata Hayward è sfortunato e coglie il palo, col punteggio sul 5-14. Da qui alla fine del tempo non accade altro, tranne un’altra manovra dei rossi che solo per supponenza non produce una meta.
Al rientro in campo Munster, ancora in inferiorità, prende saldamente in mano il gioco e al 43’ va addirittura in meta con CJ Stander; l’arbitro prima concede, poi decide di andare dal TMO che rileva una lieve perdita del possesso prima di marcare; la decisione cambia e Treviso può giocare una mischia vincente in 8 contro 7. Ma non appena Munster ritrova la parità numerica ricomincia a suonare la solita musica: da una maul sui 22 Conor Murray con una finta da applausi disorienta l’intera difesa che si apre come il Mar Rosso davanti a Mosè: meta in mezzo ai pali e punteggio di 5-21.
Treviso ora non c’è quasi più e difende con sempre minore efficacia le trame fantasiose dei rossi che portano nuovamente in meta O’Mahony al 66’.
Da qui in poi i rossi smettono di giocare sul serio, soddisfatti del raggiunto bonus mete, ed accentuano ulteriormente la ricerca narcisistica della bella giocata, vanificando spesso preziosi possessi che si infrangono contro un Treviso , che, pure, è ormai piuttosto statico in difesa. Treviso che ha un ultimo sussulto di orgoglio arrivando a lanciare una touche a 5 metri dalla linea di meta che Giazzon, subentrato a Gega, però sbaglia malamente. Non succede più nulla e si arriva al fischio finale accompagnato dal silenzio rassegnato dei tifosi trevigiani e dal tipico canto dei tifosi irlandesi, la struggente “Fields of Athenry”.
Cala così il sipario sulla partecipazione della franchigia veneta a questa Champions Cup, un’esperienza abbastanza deprimente come tutta questa arida stagione biancoverde. Chi sperava che il cambio di guida tecnica avrebbe almeno dato una “sferzata all’ambiente” (una frase fatta con rari riscontri nella realtà) deve purtroppo ricredersi: questo Benetton è “poco”, davvero troppo poco sotto ogni punto di vista, salvo, forse, l’orgoglio personale di alcuni suoi elementi.

I Tabellini:

Benetton Rugby 5 Munster 28

Marcatori: 4′ O’Mahony tr. Keatley, 16′ meta Kilcoyne tr. Keatley, 36′ meta Lazzaroni, 49′ meta Murray tr. Keatley, 65′ meta O’Mahony tr. Keatley

Benetton Rugby: 15 Jayden Hayward, 14 Andrea Pratichetti, 13 Enrico Bacchin (63′ Sam Christie), 12 Alberto Sgarbi, 11 Simone Ragusi (48′ Tommaso Iannone), 10 James Ambrosini (67′ Luke McLean), 9 Alberto Lucchese, 8 Abraham Steyn, 7 Alessandro Zanni (C), 6 Marco Lazzaroni (63′ Marco Barbini), 5 Jeff Montauriol (48′ Tom Palmer), 4 Marco Fuser, 3 Simone Ferrari (48′ Salesi Manu), 2 Ornel Gega (48′ Davide Giazzon), 1 Matteo Zanusso (63′ Alberto De Marchi)

Munster Rugby: 15 Simon Zebo, 14 Keith Earls, 13 Francis Saili, 12 Rory Scannell (68′ Gerhard van den Heever), 11 Ronan O’Mahony, 10 Ian Keatley, 9 Conor Murray (73′ Tomas O’Leary), 8 CJ Stander (C) (54′ Jack O’Donoghue), 7 Tommy O’Donnell, 6 Billy Holland (63′ Robin Copeland), 5 Donnacha Ryan, 4 Dave Foley (68′ Mark Chisholm), 3 John Ryan (67′ Mario Sagario), 2 Mike Sherry (63′ Niall Scannell), 1 Dave Kilcoyne (48′ James Cronin)

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