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Le azzurre mettono in crisi le campionesse del mondo

Women's Six Nations Championship Round 2, Stadio Gino Pistoni, Ivrea, Italy 13/2/2016
Italy vs England
Italy's Maria Grazia Cioffi scores a try
Mandatory Credit ©INPHO/Matteo Ciambelli
Scritto da Rugby.it

6N femminile, Italia mai così vicina all’Inghilterra

ITALIA 24
INGHILTERRA 33

Italia: Furlan; Sillari (65’ Magatti), Cioffi, Rigoni (68’ Zangirolami), Stefan; Schiavon, Barattin; Giordano, Locatelli (65’ Este), Arrighetti; Trevisan, Pillotti (57’ Ruzza); Bettoni, Cammarano, Cucchiella (52’ Gai). Non entrate: Giacomoli, Nicoletti, Folli. All.: A. Di Giandomenico.
Inghilterra: Hunter (71’ Leitch), Noel-Smith, Millar-Mils; Scott, Braund; Cornborough, Cokayne (57’ Croker), Clark (75’ Kerr); L.Mason, Reed (58’ Blackburn); Clapp, Large, Cattell, Laybourn (52’ Thompson); K.Mason (78’ Riley). All.: S.Beaman.
Marcatrici: 1’ meta Cioffi tr Schiavon, 6’ meta Cattell tr Reed, 18’ meta K.Mason tr Reed, 29’ meta Stefan, 38’ meta Clapp; 43’ meta Giordano, 58’ meta Scotts tr Reed, 59’ meta Blackburn tr Cleall, 66’ meta Este tr Schiavon
Arbitro: Leah Berard (Usa), gdl B.Guastini e D.De Carlini.
Note: nessun cartellino. Calci: Italia 2/6, Inghilterra 4/5. Debutto in panchina per Diletta Nicoletti e Silvia Folli.
Donna dell’incontro: Manuela Furlan (Ita)

Le piccole volpi azzurre fanno tremare la grande potenza inglese, rimanendo gomito a gomito nel punteggio fino a metà secondo tempo e chiudendo con un passivo tanto stretto da essere impensabile alla vigilia. Ad Ivrea, nei luoghi di Adriano Olivetti, imprenditore che amava il lavoro di squadra illuminato e che avrebbe apprezzato il buon rugby, le azzurre hanno subìto la maggiore forza fisica delle avversarie nei primi venti minuti, per poi prendere il comando del gioco per buoni tratti del resto dell’incontro.
L’inizio, a dir la verità, è stata una fiammata azzurra: meta di Cioffi dopo appena 29”, con la beneventana innescata dal primo dei tanti break di Manuela Furlan. L’Inghilterra, più forte fisicamente e forse meglio impostata, si è presto portata nella metà campo italiana, dominando il gioco per più di venti minuti e producendo due mete con la linea arretrata al 6’ e 18’.
Dal 21’ lo spartito del match ha iniziato a mutare, grazie alle folate delle trequarti azzurre che hanno messo in progressiva difficoltà le inglesi togliendo loro sicurezza. Dopo alcuni tentativi non finalizzati e un piazzato fallito al 28’, le italiane hanno conquistato la seconda meta al 29’ grazie a Licia Stefan, brava ad impadronirsi tra due avversarie un grubber lungo la linea sinistra di Beatrice Rigoni e a filare in meta: 12-14 dopo la trasformazione di Veronica Schiavon, al 76° cap azzurro.
Prima dell’intervallo l’inaspettata meta dell’ala inglese Clapp ha riportato il punteggio sul 12-19.

Sara, imprendibile folletto

I primi quindici minuti della ripresa sono stati quasi un monologo italiano, anche se la maggior possanza inglese ha spesso costretto le azzurre non ad avanzate organiche ma a invenzioni e incursioni delle atlete più agili. Al 43’ il numero otto Giordano ha trovato la meta del 17-19 dopo un’azione multifase di entrambi i reparti; al 45’ e 48’ nuovi profondi break di Barattin e Furlan ma nulla di fatto. Al 50’ Barattin riceve palla dalla touche, finge l’apertura e si infila nell’area dei ventidue inglesi fino quasi ai pali, poi le seconde linee in sostegno pasticciano un poco e l’azione si perde. Sara è un folletto shakespereano, che confonde idee e visione del gioco alle inglesi.
Rimangono però troppi i palloni persi dalle azzurre per infrazioni nei raggruppamenti o per lanci sbagliati in touche. Al 55’ l’Inghilterra torna dopo mezz’ora in avanti e segna due mete e due trasformazioni in due minuti, approfittando di un’Italia forse troppo sbilanciata alla ricerca della meta.
Sembra il colpo del ko ma al 68’ Sara Barattin inventa ancora: pronta a ricevere palla da un raggruppamento, osserva a destra per aprire da quella parte e improvvisamente si volge a sinistra verso le compagne del lato chiuso, lo schieramento inglese si spande in due e Sara si infila nel vuoto al centro fin sulla linea dei pali, arrivano in sostegno le compagne e qualcuna -forse Michela Este- schiaccia in meta.
Gli ultimi quindici minuti non cambiano il risultato, finisce con uno splendido 24-33.
Le azzurre si prendono l’applauso dello stadio, in buona parte pieno a dimostrazione dell’affetto crescente per tutte le squadre azzurre di rugby. Alla Furlan il meritatissimo bottiglione di “woman of the match”.

“Troppe occasioni mancate”

Sara Barattin, sorridente  e intervistata a fine partita dai telecronisti di NPR: “quando arriviamo lì nei loro ventidue dobbiamo fare punti, abbiamo mancato troppe occasioni. Loro sono più fisiche e si è visto; noi siamo piccole, dobbiamo sfruttare le nostre caratteristiche”.
Nelle precedenti nove sfide con le inglesi le azzurre vantavano come miglior risultato uno 0-23 e in totale avevano realizzato appena tre mete. Oggi ne hanno segnate quattro. Un’altra medaglia sul petto delle ragazze e del loro allenatore gentiluomo Di Giandomenico.

(gorgo)

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