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The Good & the Bad della settimana

Brazil_brothers
Scritto da Rugby.it

Il meglio e il peggio della settimana – 2 –

Una settimana intensa richiede un The good and the bad intenso tanto che a questo giro siamo costretti a raddoppiare i good, sarà un’eccezione, solo per questa volta (o forse no, tanto di regole non ne abbiamo).
The super good
Settimana scorsa
 vi scrivevamo di quanto lo spirito del rugby è riassunto da alcune partite simboliche. Italia-Francia del 2001 quando vinciamo di un punto con 3, 4, 5 mischie francesi piantate a 30 metri dai pali. I Samurai che battono il Sudafrica al mondiale facendo la follia di non piazzare per il pareggio e andando a marcare a tempo scaduto la meta della vittoria.

Dio Ovale è incostante et imprevedibile, come evidenzia la sua natural forma terrena: a volte scombussola quello che dovrebbe essere il normale corso delle cose e ci fa commuovere davanti alla bellezza di una meravigliosa vittoria del più debole. La 42esima del ranking che batte la 16esima. Qualcosa di incredibile. E il tutto che avviene nel modo più bello: vittoria di un punto, all’ultimo respiro, anzi, oltre l’ultimo respiro. Il liberarsi del pianto di gioia collettivo che svuota tutte le emozioni di un momento storico.
Brasile vince 24-23, 3 minuti dopo la fine del tempo regolamentare, sugli Usa. Una piccola impresa di quelle che ci piacciono e che rendono bellissimo questo sport…

The goods

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Sì, lo sapete, abbiamo perso contro gli scoti. Quella che da sempre è considerata per noi La partita se la sono presa, purtroppo, i nostri cugini di cucchiaio.
In questo incontro un giocatore, uno di quelli che “è oriundo, “non è italiano”, uno che nel tempo si è preso molte più critiche di quante ne meritasse, ha fatto l’ennesima ottima partita. Questo giocatore è il Sergente, Gonzalo Garcia, un fabbro, uno chiamato a dare sostanza in difesa, a tentare di piazzare dalle posizioni più impossibili, uno che sabato ha mostrato anche ottime mani nella nostra prima meta.
Il good di questa settimana è lui. Ma insieme a lui c’è un altro good, uno della sua stessa pasta abrasiva, che è partito come rincalzo, che si è fatto gavette in Eccellenza e che in Celtic ha faticato tanto ma che ora sta inanellando ottime prestazioni: Sciur Barbun Alberto Lucchese.
Appena esce dal campo ed entra il più “titolato” straniero ti rendi conto che a volte l’orto si semina meglio con il badile, piuttosto che con la vanga placcata oro.
The Bad
Sapete placcare? Sapete placcare correttamente o, come faceva il sottoscritto, vi appendete pietosamente al corpo altrui o fate scudo umano agli avversari stile “occupy Wall street”? Insomma siete di quelli bravi o avete elaborato un personale sistema di tackle “purché caschi”?
Ecco, dovete sapere che la tecnica del placcaggio-maglietta o del placcaggio-pantaloncino non funziona molto bene. Il video che vedete qui sotto lo dimostra: potete lasciare l’avversario in mutande, anzi anche senza mutande, chiappone di 15 kg al vento. Ma questo potrebbe non impedire la marcatura. Quindi credo che il consiglio migliora da ricavare sia: evitate l’abito e andate direttamente sul monaco…

Se il poliziotto ha giocato a rugby o a football americano (o almeno le pignatte le sa dare)
Qualcuno di questi placcaggi sarebbe su un campo da rugby sanzionato con cartellini colorati; qualcun altro invece è fatto a regola d’arte.
Sta di fatto che se pensate che le skills rugbystiche vi possano essere utili solo all’interno di un campo con le H, in fondo, vi sbagliate.
Vedere per credere:

Joseph K.

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