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Rugby in Etiopia/2: “abbiamo bisogno di un po’ d’aiuto”

addis abeba
Scritto da Rugby.it

Nel film “I due nemici”, con Alberto Sordi e David Niven, un giovane soldato italiano si affezionava a una antilope etiope, da poco nata; anche Rugby.it, sito italiano dal nome inglesizzante, ha preso in forte simpatia l’appena nato rugby etiope, che ha una antilope (nyala) come simbolo e che sta muovendo i primi passi grazie a un intraprendente 24enne, Resha Abdu. Dopo il post di qualche mese fa abbiamo chiesto a Resha un aggiornamento sul progetto di diffusione del rugby tra i ragazzi di Addis Abeba.

Come procedono le cose?
“Il numero di praticanti sta crescendo e questo soprattutto grazie alla partecipazione a due festival giovanili, cosa che ci è stata gentilmente concessa e che ci ha dato la possibilità di venire in contatto con tante persone, alcune delle quali si sono unite al nostro progetto. Abbiamo preso parte all’Ethio Youth Festival in febbraio e al Desta Family Fun Festival in marzo, dove abbiamo potuto farci conoscere a ragazzi che non sapevano nulla del nostro sport”.
Siete ancora in cerca di aiuto o è arrivato qualche sponsor?
“Stiamo ancora cercando… è difficile trovare sponsor. Se conoscete qualcuno interessato ci dareste un grande aiuto”.
Di cosa necessitate maggiormente?
“Soprattutto di equipaggiamento, ma naturalmente anche di soldi perché i ragazzi che si allenano non hanno denaro per i viaggi; anch’io sono volontario, nessuno mi paga”.
Esistono veri campi da rugby con i pali ad H in Etiopia?
“Addis Abeba è la capitale d’Etiopia e noi la consideriamo anche la capitale d’Africa, ci sono molte ambasciate e istituzioni internazionali e stranieri che giocano a rugby; il rugby in Etiopia è nato così, osservando gli stranieri giocare”
Una curiosità: come si dice ‘try’ in etiopico? Noi in Italia la chiamiamo ‘meta’.
“Si dice ‘try’ “.
Ah.

(gorgo)

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