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Irlanda – Scozia: la sfida celtica

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Scritto da Rugby.it

All’Aviva Stadium di Dublino va in scena la battaglia celtica per definizione

La Premessa:

Aviva Stadium di Dublino, la sfida celtica sarà decisiva in maniera speculare per le due squadre.
Servirà agli irlandesi per decretare decente un torneo che sa di fine ciclo, di necessità di ricostruire e ripartire. Se con Joe Schmidt o meno, sarà da vedere.
Servirà agli scozzesi per invece etichettare come buono un torneo che li ha visti crescere nel suo corso e che soprattutto ha messo in luce i margini di miglioramento che i cardi hanno.
Due squadre agli opposti, un’Irlanda sedimentata e stanca che solo grazie alla pochezza degli azzurri settimana scorsa è riuscita a prendere ossigeno, dall’altra parte una Scozia in esplorazione dei propri limiti che ha sorpreso la Francia a Edimburgo.
Conseguenza non secondaria di questa partita è la definizione del ranking nell’ottica della prossima coppa del mondo. La Scozia, vincendo, sorpasserebbe i verdi entrando nelle prime otto e diventando così testa di serie nella definizione dei gironi di Giappone 2019.
Gli irlandesi hanno dalla loro il fattore campo che potrebbe salvarli e un giorno di riposo in più mentre la Scozia è una buona squadra che combatte bene nei punti di incontro (è probabilmente tra le migliori del torneo in questo fondamentale). Ma lo è a tal punto da battere fuori casa una squadra del calibro dei trifogli?

La Partita:

Primo tempo.
Pronti via magnifico calcio tattico di Sexton, Scozia subito sotto pressione con touche ai 5 metri.
L’Irlanda comincia decisa in attacco, cercando la penetrazione sulle linee verticali.
Al 4′ Barclay, da placcatore, gioca per il tenuto ma l’arbitro dichiara la ruck già formata e quindi fischia il fallo. Punizione di Sexton che non sbaglia, 3 a 0 Irlanda.
Al 9′ ancora un’aggressiva Irlanda subisce un altro fallo in ruck: Sexton va per i pali ma sbaglia da posizione non impossibile.
E’ chiaro che l’arbitro sta ponendo il proprio focus sui breakdown, in particolare sul rallentamento sistematico dei punti di incontro da parte dei giocatori scozzesi e quindi, al minuto 11, li sanziona di nuovo. Sexton ci riprova da 45 metri e non sbaglia, 6 a 0.
Scozia che sembra imbrigliata e non riesce a far valere le sue qualità nei punti di incontro, di conseguenza non innesca mai i suoi tre quarti.
Al 15′ primo attacco scozzese che sfocia nell’ennesimo fallo in ruck della partita, questa volta irlandese. L’altro cecchino della partita, Laidlaw, ci prova dai 22 metri e non sbaglia. Distanza dimezzata, 6 a 3.
Dopo nemmeno un minuto, un difensore scozzese prova a forzare un turnover ma non essendo sugli appoggi viene sanzionato: Sexton va dalla piazzola da 35 metri, zona centrale, e riporta i suoi in vantaggio di 6 punti.
Partita molto spezzettata, al 17′ il punteggio è 9 a 3 per i padroni di casa, con le due formazioni che si tallonano nell’indisciplina.
Al 19′, Murray calcia dalla base sbagliando completamente gittata. Il calcio, troppo lungo, alimenta il peggior cliente possibile: Hogg. L’estremo scozzese parte della sua metà campo e trova il buco tra gli uomini lenti irlandesi, esplode tutti i suoi cavalli ed è imprendibile per tutti grazie alla sua ottima linea di corsa. Laidlaw trasforma e gli scozzesi vanno davanti 9 a 10.
Minuto 23. Calcio per l’Irlanda che sceglie di andare in touche, rimessa ai 5 metri per i trifogli. I verdi giocano la furba e producono una maul che viene però portata a terra dagli scozzesi. Azione che si trasforma nel classico gioco irlandese di pick and go, quando il tutto viene interrotto dall’ennesimo fallo di Barclay in ruck. Fallo e giallo per la terza linea scozzese.
Irlanda va in touche e porta giù il pallone. Alla sesta fase ancora fallo highlander e Laidlaw riceve un richiamo ufficiale. Di nuovo touche irlandese e maul che termina quasi sulla linea di marcatura, Stander si tuffa oltre il raggruppamento e schiaccia in meta. Sexton trasforma, 16 a 10 per i padroni di casa.
Al 30′ la Scozia non reagisce, anzi, è l’Irlanda che preme e con un geniale sinistro di Sexton scavalca la linea avversaria e va a schiacciare in meta con Earls. Perfetta sia l’idea che l’esecuzione dell’apertura di Leinster che però non trasforma mantenendo il risultato sul 21 a 10.
I cardi sembrano pagare caramente il cartellino giallo di Barclay mentre l’Irlanda, dopo la meta subita, sembra essere tornata in controllo del match.
Impressionante fino a qui la partita di Stander, tra palloni portati, recuperati e placcaggi è motore e anima di questa squadra insieme al genio e al coraggio di Sexton.
Al 39′ la Scozia ci prova e guadagna un calcio di punizione da 45 metri, Laidlaw prova a piazzare e centra i pali, avvicinando i suoi agli avversari. Primo tempo che termina 21 a 13 per gli uomini di Schmidt.
Fino a qui un’Irlanda precisa, efficace e fisicamente presente sta limitando bene la Scozia nei punti d’incontro. Determinati nella verticalità e soprattutto baciati dalla prestazione quasi perfetta di Sexton nei primi 40 minuti. Scozzesi che sembrano stanchi e poco efficaci nell’impatto.

Secondo tempo.
Gli uomini di Cotter partono bene con la palla in mano mettendo in mostra ottime individualità tecniche.
Ma al 45′ è stupenda l’azione alla mano irlandese, i ¾ si scambiano il pallone e si mangiano tutto il campo e solo alla fine Weir intercetta l’ultimo passaggio ed è costretto a correre fuori dal terreno di gioco con l’ovale in mano.
Touche e maul irlandesi, cardi che commettono sacking e padroni di casa che vanno per la touche di nuovo. Stesso copione, di nuovo maul ai 5 metri, strenua difesa highlander, ma alla prima occasione Murray scavalca il raggruppamento e va in meta. Sexton non sbaglia e punteggio sul 28 a 13.
La Scozia propone un buon gioco alla mano, ma la difesa è un muro di trifogli e sembra aver imparato la lezione del primo tempo quando si è vista bucare da Hogg.
Al 54′ però la difesa irlandese è troppo irruente, fallo in ruck e Scozia che va in touche. Maul degli highlanders, palla subito mossa al largo, ottime linee di corsa dei tre quarti che disassano la difesa irlandese fino a creare il buco che permette a Richie Gray di schiacciare in mezzo ai pali. Il capitano trasforma e Scozia che torna quasi a distanza di break, 28 a 20.
Ma di nuovo la Scozia non riesce a farne due buone di fila: al 67′ giallo per Dunbar che commette un brutto fallo su Sexton. Dalla punizione, calciata in touche, nasce la meta di Toner. 35 a 20, la Scozia sembra essersi spenta, ma non il nervosismo.
La partita, nell’ultimo quarto, vive di fiammate da ambo le parti, con un Sexton nervoso che cerca di ripagare gli avversari del trattamento di favore ricevuto fino a quel momento: l’apertura irlandese entra di spalla in un raggruppamento e si guadagna il cartellino giallo.
La Scozia, ora in superiorità numerica, ritrova coraggio e convinzione e a fine match va in meta con il rientrato Dunbar. Il 9 di Gloucester non trasforma e partita che finisce 35 a 25 per i padroni di casa.

Conclusione:

La Scozia ha mostrato una buona propensione per il gioco alla mano, discrete idee offensive che si sono però schiantate spesso contro la difesa irlandese ben organizzata. In più, gli uomini di Cotter hanno completamente fallito il gioco tattico al piede, con la pessima partita di Weir che stride a confronto con l’ottima prestazione di Sexton.
Irlanda efficace, presente fisicamente, ha spuntato l’arma principale degli scoti, ossia l’abilità nel breakdown e ha messo in seria difficoltà l’avversario con i calci tattici.
Successo meritato per gli uomini di Eire e Ulster, forse il giorno in più di riposo è la ragione dell’evidente gap di energie tra le due squadre.
Ma non è stato solo questo, gli irlandesi sono stati cinici e hanno dominato l’impatto fisico, vera chiave della partita.
Gli uomini di Schmidt portano quasi in bolla un torneo che non può essere sicuramente soddisfacente ma, almeno, mantengono lo status di testa di serie dei gironi mondiali.
Scozia che chiude il torneo con l’amaro in bocca, è mancata la ciliegina sulla torta e la conferma delle buone cose messe in mostra fino adesso. E’ una buona squadra, con ampi margini di miglioramento, ma necessita ancora di esperienza per ottenere quella maturità che permette di vincere in terreni ostici come l’Aviva Stadium.

Il Tabellino:

Irlanda: 15 Simon Zebo, 14 Andrew Trimble, 13 Jared Payne, 12 Robbie Henshaw, 11 Keith Earls, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Tommy O’Donnell, 6 CJ Stander, 5 Devin Toner, 4 Donnacha Ryan, 3 Mike Ross, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath
A disposizione: 16 Richardt Strauss, 17 Cian Healy, 18 Nathan White, 19 Ultan Dillane, 20 Rhys Ruddock, 21 Eoin Reddan, 22 Ian Madigan, 23 Fergus McFadden
Marcatori:
Mete: CJ Stander (28′), Keith Earls (32′), Conor Murray (48′), Devin Toner (68′)
Trasformazioni: Jonathan Sexton (29′, 50′)
Punizioni: Jonathan Sexton (6′, 13′, 18)

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Duncan Taylor, 12 Alex Dunbar, 11 Tim Visser, 10 Duncan Weir, 9 Greig Laidlaw (c), 8 Ryan Wilson, 7 John Hardie, 6 John Barclay, 5 Tim Swinson, 4 Richie Gray, 3 Willem Nel, 2 Ross Ford, 1 Alasdair Dickinson
A disposizione: 16 Stuart McInally, 17 Rory Sutherland, 18 Moray Low, 19 Rob Harley, 20 Josh Strauss, 21 Henry Pyrgos, 22 Pete Horne, 23 Sean Lamont
Marcatori:
Mete: Stuart Hogg (20′), Riche Gray (56′) , Alex Dunbar (78′)
Trasformazioni: Greig Laidlaw (21′, 57′)
Punizioni: Greig Laidlaw (15′)

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