Eccellenza

Rovigo arriva alla terza

Momberg_Rovigo_Mogliano
Scritto da Rugby.it

Al Battaglini Rovigo conquista la terza finale consecutiva, Mogliano doppiato 34-17

Sarà ancora finale-scudetto per Rovigo, la terza consecutiva, e chissà se i rossoblù riusciranno a smentire il modo di dire secondo cui non c’è due senza tre (finali scudetto perse di seguito). La conquista arriva al termine di un match che è esistito, praticamente, per quindici minuti, i primi in assoluto equilibrio, dopo di che Mogliano ha pensato bene di fare harakiri e distruggere la propria partita. Siamo, appunto, al 15′ e fino a questo momento è successo poco o niente: Mogliano e Rovigo hanno sbagliato un calcio ciascuno in mezzo al deserto di una partita bloccatissima e in cui le due forze, quella offensiva di Mogliano e quella difensiva di Rovigo, sembrano annullarsi alla perfezione. Rodriguez, spostato sulla destra tenta un calcetto a scavalcare senza eccessive pretese; la palla sarebbe facilmente preda della retroguardia trevigiana senonchè Van Vuren decide di commettere una delle più stupide stupidaggini che allo scrivano sia mai capitato di vedere su un campo da rugby: con il suo intero corpaccione si mette volontariamente davanti all’apertura rossoblù in modo palesemente ostruttivo e il sig. Rizzo non può fare altro che mandarlo fuori dal campo. La partita, sostanzialmente, finisce qui: quando in campo c’è un equilibrio così totale come quello visto finora basta togliere uno degli elementi in gioco per sbilanciare l’intera situazione. Nei dieci minuti di superiorità numerica Rovigo, sostanzialmente, si prende match e finalissima con la facilità con cui si ruberebbero le caramelle ad un bambino addormentato. Subito si va in touche e la successiva maul arriva in fondo con facilità irrisoria; è Edo Lubian a schiacciare, con Basson che trasforma per il 7-0. Passano pochissimi minuti e Rovigo torna nei 22 trevigiani dove percuote una difesa in inferiorità sino a che Momberg non trova lo spiraglio rialzandosi da una ruck e arrivando indisturbato in mezzo ai pali e lasciando a Basson l’incombenza di siglare il 14-0. Quando, al 25’, Van Vuren rientra la partita è morta e sepolta, nonostante manchi quasi un’ora alla fine. Mogliano è stordita, storditissima e Rovigo gioca con la sicurezza di chi può permettersi anche di sbagliare qualcosa senza pagare dazio. Così un incredibile buco di Halvorsen, che si fa 30 mt fin quasi a 5 dalla meta può essere facilmente recuperato dalla difesa: il resto di Mogliano è in mezzo al campo a grattarsi la pera e a rimuginare sull’alluvione che ha subito e quindi a nessuno dei biancoblù viene in mente di seguire il compagno e sostenerlo. Si deve arrivare al 29’ per vedere qualcosa di moglianese: da una touche nasce una maul che Rovigo difende con la leggerezza di chi sa che solo un cataclisma potrebbe sovvertire una sorte già segnata e per capitan Filippucci arriva la meta che Onori non riuscirà a trasformare; 14-5. Potrebbe sembrare uno squillo di risveglio, invece è solo una gentile concessione dei padroni di casa che, ad ogni buon conto, decidono di far capire agli ospiti che non è aria; ci pensa il solito intelligentissimo Stefan Basson che, giocando un vantaggio, centra i pali con un preciso drop che, al 32’, vale il 17-5. Tre minuti dopo un pasticcio inverecondo di Mogliano in attacco potrebbe generare una delle mete più comiche di sempre: su palla banalmente persa il piede intelligente di Basson calcia lungo con tutti i biancoblù sbilanciati in avanti. La palla arriva a danzare sulla linea di meta dove Majstorovic arriva con troppa foga e commette in avanti senza riuscire a schiacciare, come ben chiarito dal TMO. Pur graziata dalla sorte Mogliano riesce comunque ad affondare ancora un po’, perché sulla successiva mischia con propria introduzione i trevigiani crollano consegnando a Basson la possibilità del facile 20-5 sul quale si chiude il primo tempo.
Nell’intervallo la domanda che salta in mente al vostro scrivano è se valga la pena vedere anche il secondo tempo di questa ormai inutile partita e la risposta è positiva solo per malinteso senso del dovere nei confronti di voi (due) lettori.
Mogliano rientra in campo dando fondo alla panchina e, per lo meno, è possibile godere una decina di minuti di partita vera, o meglio quasi vera: sarebbe tale se fossimo ancora sullo 0-0. Ad ogni modo i nuovi entrati biancoblù, soprattutto Koroi e Cicchinelli, ma soprattutto Koroi, cercano di rianimare una squadra in coma depassè e, per pochi minuti, sembrano riuscirci. A tratti la partita sembra addirittura trasformarsi in una sorta di “Koroi contro tutti”: le mani incredibilmente sensibili di questo atipicissimo pilone sono fondamentali nella bellissima azione che porta, al 7’, Mogliano a siglare una meta con Saccardo che conclude appoggiando al palo, con Renata che fa 20-12. Naturalmente la partita non è riaperta, ma, almeno, si è vista una bella fiammata, utile giusto per rimpinguare la cesta dei rimpianti del “come sarebbe potuto essere se” per i malcapitati ospiti. Per una ventina di minuti assistiamo al tentativo di Mogliano di ripetere l’exploit, ma le forze fresche dei nuovi vanno rapidamente scemando, mentre Rovigo continua a controllare la lunghezza della catena concessa agli avversari. Si arriva così al 27’ quando, al termine di un’azione decisamente confusa, Chillon spostato sulla destra riceve palla e va in meta di forza neanche fosse un pilone; la palla, invero, non sembra schiacciata a terra correttamente, ma il TMO convalida lo stesso e Basson trasforma con una prodezza balistica di grande bellezza portando i suoi sul 27-12. Mogliano ormai aspetta solo il doccia-time e, tre minuti dopo, Chillon si esibisce in un prodigioso passaggio stretto per Menon che si infila in un varco e segna una bellissima meta che riscatta quella “sporca” di poco prima, col solito Basson che fa 34-12. Piccola soddisfazione, infine, per gli ospiti che con Buondonno chiudono il match con una bella meta non trasformata da Odiete.
Finisce 34-17 e Rovigo vola in finale con un’impressionante dimostrazione di forza e tranquillità; davvero è difficile immaginare che questa squadra possa perdere un titolo che sembra lì a portata di mano. Vedremo se sarà Calvisano o il Petrarca a dover cercare di sopravvivere nella bolgia che il Battaglini sicuramente sarà sabato prossimo. Per parte sua Mogliano deve davvero rimproverarsi per aver sprecato l’occasione di giocarsela alla pari: certe volte basta un errore, uno solo, specie quando l’equilibrio è completo, a compromettere il lavoro di un’intera stagione.

I Tabellini:

Rovigo, Stadio “Mario Battaglini” – sabato 21 maggio 2016

Eccellenza, semifinale ritorno

Femi-CZ Rovigo v Marchiol Mogliano 34-17

Marcatori: p.t. 18’ m. Lubian tr. Basson (7-0); 21’ m. Momberg tr. Basson (14-0); 31’ m. Filippucci (14-5); 33’ drop Basson (17-5); 38’ cp. Basson (20-5); s.t. 7’ m. Saccardo tr. Odiete (20-12); 28’ m. Chillon tr. Basson (27-12); 31’ m. Menon tr. Basson (34-12); 39’ m. Buondonno (34-17)

Femi-CZ Rovigo: Basson; McCann, Majstorovic, Van Niekerk (15’ st. Bronzini G.), Menon; Rodriguez, Frati M. (8’ st. Chillon); Bernini, Lubian (18’ st. Ferro), Ruffolo; Parker, Boggiani (9’ pt. Maran); Tenga (17’ st. Atalifo), Momberg (cap, 23’ st. Silvia), Quaglio (23’ st. Balboni)

Marchiol Mogliano: Odiete; Onori (1’ st. Buondonno), Ceccato E., Pavan R. (35’ st. Guarducci), Guarducci (25’ st. Benvenuti G.); Renata, Semenzato (1’ st. Endrizzi); Halvorsen, Saccardo, Filippucci (cap, 5’ st. Riccioli); Van Vuren, Maso (1’ st. Cicchinelli); Rouyet (1’ st. Koroy), Gatto (1’ st’ Makelara), Buonfiglio (5’ st. Zani)

arb. Rizzo

g.d.l. Bertelli, Favaro

TMO: Marrama

Man of the match: Momberg (Rovigo)

Cartellini: 16’ pt. giallo Van Vuren (Mogliano)

Calciatori: Onori (Mogliano) 0/1; Odiete (Mogliano) 1/2; Renata (Mogliano) 0/1; Basson (Rovigo) 5/6

jpr

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