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Così in campo sabato al Battaglini

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Scritto da Rugby.it

Sabato: finale di Eccellenza, le scelte dei tecnici

La finale ormai è lì, così vicina che sembra di toccarla ed i tecnici delle due finaliste cominciano a svelare le proprie carte. Naturalmente non sappiamo se hanno svelato tutto quanto, ma, comunque, quanto segue è quel che al momento è lecito sapere.
Da Rovigo, dove la città vive una vigilia sospesa fra euforia e tensione, il tecnico Joe McDonnell è confidente nella capacità dei suoi ragazzi di scaricare sul campo tutti i progressi fatti vedere negli ultimi mesi sempre in crescendo: “Sono molto felice perché i ragazzi nelle ultime settimane sono riusciti ad assimilare tutto il lavoro portato avanti in questi 5 mesi, nei quali si sono impegnati sia in allenamento che in partita per essere pronti a giocare questa meritata Finale. Arriviamo da due belle gare di semifinale e ci manca solo l’ultima partita, per la quale siamo sicuri di aver fatto un grande regalo al nostro meraviglioso pubblico. Abbiamo cercato di impostare quest’ultima settimana senza pressioni, con allenamenti tranquilli, e sono sicuro che i ragazzi faranno una buona performance, giocheranno con il cuore e daranno il 100% in campo”. Sulla porta dell’infermeria rossoblù campeggia in bella evidenza il cartello “empty”, ed il tecnico neozelandese può contare perciò sull’intera rosa a disposizione.

Formazione annunciata:

Femi CZ Vea Rugby Rovigo Delta: 15 Basson, 14 McCann, 13 Majstorovic, 12 Van Niekerk, 11 Menon, 10 Rodriguez, 9 Frati, 8 Bernini, 7 Lubian, 6 Ruffolo, 5 Ferro, 4 Parker, 3 Tenga, 2 Momberg (cap.), 1 Quaglio.
A disposizione: 16 Silva, 17 Balboni, 18 Atalifo, 19 Maran, 20 Zanini, 21 Chillon, 22 Bronzini, 23 Mantelli.
Da Calvisano le ultime (poche) parole arrivano dal presidente Alessandro Vaccari: “Sappiamo bene cosa ci attende e sappiamo che sarà dura, ma puntiamo a vincere. Ora quel che conta per i giocatori è l’aspetto mentale“. E sicuramente la solidità mentale dovrà essere l’arma su cui fare leva per una squadra oggettivamente inferiore all’avversario sul piano tecnico e con molti giocatori in non perfette condizioni fisiche. Vedremo se il tecnico Massimo Brunello sarà in grado di colmare il gap. Per lui, che vediamo qua sotto in una rara immagine di quando giocava in rossoblù (sta placcando un certo Wayne Smith…) una partita piena di mille suggestioni.

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Formazione annunciata:

Rugby Calvisano: 15Chiesa; 14 Canavosio, 13 Bergamo, 12 Castello (cap), 11 Di Giulio G.; 10 Vlaicu, 9 Raffaele; 8 Tuivaiti, 7 Mbandà, 6 Belardo; 5 Beccaris, 4 Cavalieri; 3 Costanzo, 2 Morelli, 1 Panico.
A disposizione: 16 Giovanchelli, 17 Riccioni, 18 Violi, 19 Andreotti, 20 Giammarioli, 21 Surugiu, 22 Buscema, 23 Minozzi.
Ad un primo sguardo si tratta di formazioni piuttosto “pesanti” sul piano atletico e sarà interessante vedere come reagiranno al gran caldo previsto per sabato. Il tema tattico, sulla carta, dovrebbe vedere un Rovigo (squadra dal grande potenziale offensivo) all’arrembaggio contro un Calvisano (miglior difesa dell’Eccellenza) più attendista, ma è anche vero che in partite come queste spesso è la capacità di saper sorprendere l’avversario con un atteggiamento diverso da quello atteso a risultare decisiva.
2 giornata
Se tecnici e giocatori parlano poco, chi non si tira indietro davanti ai microfoni è Matteo Liperini, il 34enne arbitro livornese cui è affidata la direzione del match: “Cosa aspettarmi da questa partita non lo so nemmeno io. Come tutte le finali sarà molto sentita e combattuta. Le emozioni in campo e fuori saranno sicuramente molte, anche perché giocheremo allo Stadio “Battaglini” di Rovigo, uno dei templi sacri del rugby italiano. Cerchero’ senza dubbio di mettercela tutta mettendomi a disposizione del gioco e dello spettacolo, in modo da poter contribuire ad una bella finale. Spero di riuscire a far bene in primis per me e poi per tutte le persone che mi sono sempre state vicine e mi hanno permesso di arrivare fino a qui. Inoltre spero di godermi ogni secondo di questa partita perché la “prima finale non si scorda mai“. Arbitrare un match così è indubbiamente un notevole punto di arrivo, ma anche un punto di partenza: “Con questa partita credo, come arbitro, di aver raggiunto uno dei miei obiettivi. Ho arbitrato anche altre belle partite all’estero, nel passato, ma credo comunque che la Finale del Campionato Italiano, rimanga sempre un traguardo che ogni arbitro italiano vorrebbe raggiungere. Spero comunque di avere ancora molti anni per arbitrare davanti a me ( alla fine ho solo 34 anni).
 Mi piacerebbe inoltre dedicarmi alla formazione e allo sviluppo di nuovi e giovani arbitri, cosa che per il nostro movimento e’ di fondamentale importanza“. E siamo totalmente d’accordo con lui!
Ma adesso le chiacchiere sono all’ammazzacaffè e tocca al campo parlare, come sempre. Vinca il migliore, perchè, alla fine, il migliore vince sempre e le chiacchiere contano nulla nè prima, nè, soprattutto, dopo. Nel rugby chi vince merita sempre.
Buona finale a tutti.
jpr

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