Nazionali

Per una touche l’Italia perse coi Pumas

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Scritto da Rugby.it

Sconfitta di 6 punti con touche finale a pochi metri dalla meta della possibile vittoria. Ma non si è riusciti a vincere. Per una volta però forse è giusto accontentarsi

La prima Italia di Conor O’Shea non sfigura a Santa Fè contro la – al solito – ruvida e ostica Argentina. Gli azzurri fanno un buon primo tempo e restano in partita fino alla fine. E già questa è una buona notizia visti i passivi del recente 6 nazioni. Ma purtroppo si perde, si perde ancora, anche se fino all’ultimo si aveva la palla per chiudere la partita a nostro favore.

Dunque un buon risultato che in un campionato avrebbe significato almeno bonus difensivo. Contro quella che è comunque la quinta forza mondiale. Una partita che però lascia tanto amaro in bocca, dato che a pochi secondi dalla fine avevamo una touche ai 10 metri, touche entro la quale un giocatore avversario si è inserito volpinamente per generare un turnover abbastanza dubbio. Con la successiva mischia che è stata arata dai nostri, ma purtroppo senza recuperare palla.

Una partita dove si sono viste buone cose, un gigantesco Favaro, un buon Canna nonostante qualche esagerazione nei calcetti per se stesso. Una buona linea difensiva che regge forse più con l’ardore che con una tecnica tenuta per tutti gli 80 minuti. Una buona mischia. Ma dove ci sono anche un po’ di solite cose che non vanno: i buchi sul primo canale, i placcaggi non conclusi, le autostrade di 60 metri lasciate dopo il primo tackle non portato correttamente, un gioco al piede non sempre chirurgico, un drop di Canna a inizio partita da galleria degli orrori, un po’ di prevedibilità nel gioco alla mano.

Quello che ci è piaciuto è che la squadra ci ha provato, ha mostrato voglia di combattere, è uscita realmente a testa alta. Ci dobbiamo accontentare? Siamo alla solita “sconfitta onorevole”? Ci vengono alcune risposte:

  • meglio una sconfitta onorevole di 70 punti sul groppone con partita chiusa dopo 3 minuti
  • è un buon inizio, volendo vedere il boccale mezzo pieno
  • sì, ci dobbiamo accontentare, dato che ci accontentiamo di vedere queste partite su streaming di siti con 25 ads pubblicitari e banner invasivi che ci propongono pillole per ritrovare la virilità perduta probabilmente finte. Se siamo disposti a questo per vedere una nazionale che 8 volte su 10 perde allora siamo persino oltre il concetto di “accontentarsi” dopo questo incontro.

Tabellino:

Argentina: 15 Joaquin Tuculet, 14 Santiago Cordero, 13 Matías Moroni, 12 Juan Martin Hernandez, 11 Manuel Montero, 10 Nicolas Sanchez, 9 Martin Landajo, 8 Facundo Isa, 7 Thomas Lezana, 6 Pablo Matera, 5 Matias Alemanno, 4 Guido Petti, 3 Nahuel Chaparro Tetaz, 2 Agustín Creevy (c), 1 Santiago García Botta
A disposizione: 16 Julian Montoya, 17 Felipe Arregui, 18 Enrique Pieretto, 19 Javier Ortega Desio, 20 Juan Manuel Leguizamón, 21 Tomás Cubelli, 22 Jeronimo de la Fuente, 23 Ramiro Moyano

Marcatori Argentina
Mete: Montero (25), Moroni (60)
Conversioni: Sanchez (60)
Punizioni: Sanchez (11, 20, 31, 36, 57, 65)

Italia: 15 Luke McLean, 14 Leonardo Sarto, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 David Odiete, 10 Carlo Canna, 9 Edoardo Gori, 8 Andries van Schalkwyk, 7 Simone Favaro, 6 Abraham Steyn, 5 Marco Fuser, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Lorenzo Cittadini, 2 Ornel Gega, 1 Andrea Lovotti
A disposizione: 16 Oliviero Fabiani, 17 Sami Panico, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Valerio Bernabo’, 20 Robert Barbieri, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Tommaso Allan, 23 Giovanbattista Venditti

Marcatori Italia
Mete: Sarto (35), Favaro (68)
Conversioni: Canna (35)
Punizioni: Canna (15, 28, 39, 42)

Joseph k.

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