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The Good & the bad

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Scritto da Rugby.it

Sistemi un po’ bizantini di acquisto biglietti, piccole nazionali che crescono, un tocco di verdero. Il meglio e il peggio della settimana ovale.

Agosto è arrivato, partono le amichevoli, un poco impegnative perché le nostre celtiche si troveranno di fronte team del calibro di Leicester, Munster, faranno trasferte in Francia e poi faranno un bel derby di chiusura pre-campionato tra di loro… Forse ci piaceva di più quando i team celtici sfidavano le nostre squadre Eccellenti, incontri magari un poco meno impegnativi e a rischio infortuni (ricordate 2 anni fa il Benetton quanti giocatori perse nel pre-campionato) e utili per il nostro movimento, non foss’altro per fare un po’ di cassa. Però poi poteva capitare che la celtica perdeva con l’eccellente, e magari è stato proprio questo il motivo che ha fatto cambiare programmi?

The good

Lo Sri Lanka. Il piccolo paese ha ottenuto un successo storico nella versione seven, precisamente ha vinto i campionati continentali prevalendo in finale sulla Corea del Sud (che a sua volta era riuscita in un’altra impresa, battere in semifinale il favorito Giappone). Ci piace sempre quando “piccole” nazionali crescono e iniziare a sentire qualche nome diverso rispetto a quei 10-15 che girano sempre è salutare per il nostro rugby. Il seven inoltre sta richiamando sempre più pubblico (basta vedere i biglietti delle Seven Series di Città del Capo, andati a ruba in poche ore mentre) e tra poco comincerà il torneo olimpico che probabilmente significherà ancora più promozione globale.

The bad

Ticketone. Sì, avete capito bene, il servizio di vendita online di biglietti cui si appoggia anche il rugby italiano per il 6 nazioni, i test match e le partite di Benetton e Zebre. Avete provato ad acquistare un biglietto su ticketone, ad esempio per i prossimi test match novembrini? L’esperienza richiede del tempo e una buona dose di “interpretazione” anche per chi di mestiere usa computer e affini.

Prima vi compare una schermata che separa gli acquisti tra “stampa a casa”, tessera Azzurro XV, nuova tessera. Appena eseguite la prima selezione vi compaiono tipo 30 scelte, ogni settore diviso (es. per l’Olimpico distinti nord stampa a casa, distinti nord azzurro XV, distinti nord vecchia tessera, distinti nord ridotto…) che ripropone nuovamente – per altro – anche le scelte che già avevate fatto. E pensate: ma mettere una piantina dello stadio e far scegliere da lì è troppo difficile? Ebbene, se procedete lasciando fare tutto al sistema (quindi senza scegliere voi il posto, ci torniamo dopo) se volete comprare biglietti subito (opzione “miglior posto”) vi capiterà di selezionare la mascherina del numero dei biglietti e come idioti cercare di capire perché non si apre. Non siete voi un po’ gandula (lombardismo), è che dovete prima mettere una spunta al quadratino minuscolo a sinistra accanto al settore. Non è intuitivo, chi scrive l’ha capito dopo 10 minuti pensando che fosse la pagina ad avere problemi.

Se invece provate a fare la scelta del posto diretta in pianta, magari con Azzurro XV, la card Fir, arrivano ulteriori problemi. Premessa: la piantina su Chrome non si apre, o almeno a noi non si è aperta, abbiamo dovuto usare Firefox. Poi vi si richiede l’installazione dell’aggiornamento java se non l’avete fatto. Poi vi si apre una cartina piccola piccola dove non si capisce se la direzione del campo è alto basso o contrario, insomma se state acquistando un biglietto vicino al campo o nella parte alta degli spalti. Per sicurezza andate al centro (ovviamente altri siti, tipo quello dello Stade de France, vi mostrano anche la visuale dal singolo settore che scegliete). Poi selezionate il sedile dove mettervi, ma se volete prendere due posti il secondo non ve lo fa selezionare. Questo perché dovete, per ogni singolo biglietto, nuovamente confermare se state comprando un Azzurro XV, uno stampa a casa, un ridotto… La ridondanza fa quasi ridere… Poi dovete inserire i dettagli della card e i dati dell’acquirente ma qui 2 volte su 3 il sistema va in palla e addio core…

Se cedete e fate lo stampa a casa si applicano delle commissioni di 2,5 euro, non si capisce per cosa dato che risparmiate loro anche i costi di stampa, una tipica gabella medioevale che si aggiunge ai diritti di prevendita e ai non indifferenti “costi di servizio” che non abbiamo fatto il calcolo preciso ma vanno a diventare abbastanza importanti come proporzione sul totale.

Quindi, un appello: fare tutto più semplice? Mettere una bella cartina all’inizio (magari con la visuale da quella posizione), si seleziona il settore, si seleziona il posto con la relativa opzione biglietto e arrivederci? Non è possibile?

Uno sport per femminucce

Qualcuno pensa ancora che il rugby femminile sia più brutto, meno performante, meno spettacolare… Beh guardando le azioni del video che trovate qui sopra dovreste ricredervi perché di capacità di corsa, passaggio, visione del gioco e anche di bruto, grezzo, maschio sfondamento ne trovate a iosa…

Un tocco di verdeoro

Qualche anno fa d’estate c’era una bellissima iniziativa, si chiamava Un tocco di azzurro e consentiva a tutti i tifosi di fare un torneo di rugby al tocco con i ragazzi della nazionale che facevano degli stage estivi. Era molto bello calcare lo stesso campo con i Perugini, i Mc Lean, i Geldenhuys, ci si divertiva e poi si passava un terzo tempo tutti insieme. Purtroppo l’appuntamento  dopo le prime due edizioni non è più stato ripetuto, speriamo si riprenda in futuro… Però lo stesso spirito lo abbiamo rivisto in questi ragazzi che nella spiaggia di Copacabana si ritrovano a giocare con i campioni del seven francese. Magari non conoscevano neanche il seven però per una volta è bello che l’alto e il basso si incontrino, perché alla fine chiunque stia anche un solo secondo in campo con quella strana palla per sempre resta un rugbysta.

joseph k.

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