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The Good & The bad

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Scritto da Rugby.it

Championship australi, vittorie nazionali, bilanci stagionali e Tigri hamburgerali. Tutto il meglio e il peggio della settimana.

Venerdì ci sarà il primo derby italico Zebre-Leoni. La cosa principale che ci viene da sperare è: ruotate tanto, tantissimo tutta la rosa e vedete di non spaccarvi nemmeno un unghia. Sì perché entrambe le nostre squadre hanno una situazione infortuni non confortante, e le zebre hanno ancora la rosa non chiusa dato che si attendono altri 2 giocatori stranieri (“vociferati” ma non ancora dichiarati pubblicamente, sarebbero un samoano e un giovane argentino).

The Bad

La piaga alcolica è spesso un problema enorme per il mondo rugbystico. Prendiamo spunto da quanto le cronache trevigiane riportano a proposito del post partita tra Leicester e Treviso (portato a casa dagli inglesi). Il terzo tempo sarebbe degenerato e dopo un passaggio in discoteca sembra che qualcuno del team abbia fatto fermare il bus che li riportava (o tentava di riportare) in albergo e abbia preso d’assalto un Mac Donald’s a Silea. Non si capisce perché, forse perché ormai il locale era chiuso o in via di chiusura (erano le 4 di notte) gli inglesi si sarebbero parecchio inalberati passando a vie di fatto non esattamente urbane e richiedendo l’arrivo della pubblica autorità per calmare gli animi.

Come sempre vi citiamo cose lette su organi di stampa, quindi da prendersi con il beneficio del dubbio. Ma il fatto (o il presunto fatto) ci serve da assist per parlare di un certo mito rugbystico un pochetto schioccherello. Quello della bevuta che da allegra e goliardica – come dovrebbe essere – spesso degenera nell’ubriachezza, in qualche caso anche molto molesta. Non sia mai che da questa tastiera escano intenti moraleggianti di sorta, però c’è una certa differenza a perseguire il nobile divertimento, l’otium, lo svago e la convivialità e invece doversi “per forza” sbiondare (= ingurgitare ettolitri di bionde fino a star male) ogni fine allenamento o ogni fine partita. La prima cosa è piacevole, la seconda diventa una sorta di dovere, un mostrarsi “forte”, un rigurgito di quel machismo che passa dall’esaltazione del placcaggio spaccaossa (video di questo genere proliferano in rete) e arriva alla necessità implicita di mettersi un imbuto in bocca e far scendere alcol in corpo come piovesse. Ecco, onestamente la cosa ci pare un po’ fanciullesca e pure molto pericolosa se inizia a diventare un’abitudine (come spesso è) dall’adolescenza rugbystica.

The good

Italia Under 20. Che bello dichiarare good della settimana la nostra nazionale giovanile. Così tante volte abbiamo sofferto vedendo la sua incapacità di produrre vittorie, gioco, mete ma anche banalmente la sua difficoltà a reggere il campo. Nel recente torneo sudafricano invece la under 20 (che poi era una selezione nazionale under 20, quindi ufficialmente nemmeno la nazionale vera) ha vinto contro i Bokke Schools (che non sappiamo dirvi che relazione abbia con i bokke under 20 ma dovrebbero essere una selezione scolastica) e, soprattutto, contro la Francia under 20. Sì, la terza partita abbiamo perso contro il Galles, però insomma  il risultato contro i galletti è importante e da tempo non si vedeva. Attendiamo ovviamente conferma nel Sei Nazioni di categoria ma intanto, come si suol dire, è un piccolo passo…

Vedi anche: La Coppa Europa che verrà.

Bilanci e bilancini

Si sta leggendo un po’ di tutto in questa estate rugbystica: bilanci federali non approvati dai revisori, stipendi in ritardo in casa zebronia, presunti buchi di bilancio. Tutte queste news, in particolare quelle sul bilancio, vanno tarate col “bilancino”, essendo per altro materia non semplicissima per i profani. Quindi non ci azzardiamo minimamente a fare commenti, tanto più quando si tratta di voci, vocine, indiscrezioni, illazioni, cioè in definitiva di aria fritta.

Però una cosa ci viene da dirla: alle elezioni federali manca poco tempo, meno di un mese. E il bilancio Fir non è ancora stato pubblicato. Si dice che arriverà alla prossima riunione del consiglio federale, per altro non ancora programmata. Adunque: i delegati, le società, il movimento, quanto tempo avranno per leggersi (e capire) il più importante documento della vita rugbystica nazionale? Dato che si parla non di 10 euro ma di una cifra intorno ai 40 milioni di euro sarebbe opportuno avere il dovuto tempo per capire come i soldi del movimento siano spesi.

Intanto, dall’altra parte del mondo

Tornando al rugby che ci piace, quello fatto in campo. La Rugby Championship 2016 è iniziata. Solito dominio AB, tanti errori australiani, Argentina ben performante, Bokke in cerca di rinnovamento.

Qui sotto un video con la cose migliori della prima giornata (guardate la meta Pumas nei primi secondi, ammazza che bravi).

Intanto, dall’altra parte del mondo 2

Vi avevamo già mostrato settimana scorsa belle scene di felicità collettiva nel Pacifico dopo la vittoria delle Isole Fiji nel torneo maschile di rugby a 7. Ora gli eroi fijani sono tornati a casa e si sono presi il giusto bagno di folla, in una bella festa popolare con tanto di camioncione che li ha portati in trionfo, banda di ottoni di accompagnamento e orgoglio nazional-rugbystico a fiumi.

Foto copy Stefano Del Frate (https://www.flickr.com/photos/stefanodelfrate/, http://www.stefanodelfrate.com/).

joseph k.

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