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Championship, II° turno: la logica ed il cuore

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Scritto da Rugby.it

Rugby Championship: AB’s, o la logica del più forte; Pumas, o la forza dell’emozione

Un secondo turno del Championship dai due volti: al mattino (italiano) gli Allblacks vincono secondo logica; alla sera (italiana) i Pumas vincono contro qualsiasi parvenza di logica!
Ma andiamo con ordine e partiamo dal match di Wellington. Ci sono molti modi per esprimere la superiorità assoluta ed incontrastabile: c’è la furia irridente con cui nel primo turno gli AB’s hanno letteralmente annichilito i malcapitati Wallabies e c’è la tranquilla supremazia del controllo assoluto con cui questi ultimi sono stati tenuti a bada nella partita disputata ieri al Westpac di Wellington. In un certo senso tutto si può rappresentare con le due differenti Haka messe in campo dai bicampioni: una feroce Kapa O Pango sabato scorso, una più tranquilla e “moderata” Ka’ mate ieri. Nei due casi il risultato non cambia: vittoria per i padroni del gioco con punto di bonus e frustrazione a zero punti per i loro avversari. E sì che, poveretti, ci avevano anche provato i rappezzati cangurini di Cheika a cercare un canovaccio diverso per il loro match. Al fischio d’inizio di Poite partono a razzo, con adrenalina a 1000 e breakdowns aggressivi conditi di voglia di taccar lite. Già al primo minuto sono scintille e palloni rubati per gli ospiti; il tutto senza seguito. Si, perché i sornioni in maglia nera lasciano sfogare i “ragazzi” e poi, quando decidono che la ricreazione è finita tornano in cattedra. Al 7’ Aaron Smith semina avversari con impressionante facilità e, dal suo break, con splendidi passaggi sequenziali arriva la prima meta di Israel Dagg per il 7-0. Gli australiani provano a resistere col piede di Foley (assai impacciato nel ruolo di primo centro/seconda apertura in cabina di regia con il cartonato del Quade Cooper che fu, mille anni fa ai Reds) che accorcia per due volte, con in mezzo il riallungo di un Beauden Barrett strepitoso nel gioco, anche se un po’ falloso dalla piazzola. Così si arriva al 22’ sul 10-6 quando la geniale apertura degli Hurricanes, con una splendida incursione con paso doble, libera ancora Dagg in bandiera e si va sul 15-6. C’è tempo per annotare che il rientro di Fardy non ha assolutamente guarito la malattia della touche australiana (ieri decisamente al di sotto di uno standard accettabile) e per registrare un calcio da lontanissimo di Hodge che accorcia sul 15-9 e Coleman, con un placcaggio di spalla in ritardo assolutamente stupido va in panca puniti al 37’. Poi è intervallo e considerazione del fatto che gli AB’s, senza strafare, fanno quello che vogliono. L’unica cosa positiva della partita australiana sarà, invece, l’aver resistito all’inferiorità numerica senza incassare punti, come se i padroni avessero deciso di concedere una tregua. Tregua che finisce appena si ritorna in pari numero al 46’: ci siamo tutti? Si? Allora si può andare in meta con Savea alla bandiera, splendidamente lanciato da un’azione da manuale, come pure bellissima è l’iniziativa di Ben Smith che al 61’ manda Sam Cane a siglare il definitivo 29-9. Due giornate, 10 punti in classifica, Bledisloe cup piena di ghiaccio con bottiglia di Dom Perignon, e avanti per i prossimi brindisi per i formidabili padroni. Grandi prove di tutti, con acuti per Barrett, sempre più padrone della maglia di Dan Carter (e forse destinato a diventare ancora più grande dell’illustre predecessore) e per Dane Coles, utility rugby, visto che sa fare tutto alla grande. Note di merito anche per il buonissimo esordio di Anton Lienert-Brown, già ottimamente inserito nell’ingranaggio. Dall’altra parte si preparano due settimane di ulteriore graticola per un Michael Cheika sempre più perdente e confuso: ieri le aveva provate tutte, un po’ alla disperata: la disperazione era del tutto giustificata.

I Tabellini:

Westpac Stadium, Wellington
NUOVA ZELANDA – AUSTRALIA 29-9

Nuova Zelanda: 15 Ben Smith, 14 Israel Dagg, 13 Malakai Fekitoa, 12 Anton Lienert-Brown, 11 Julian Savea, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Sam Cane, 6 Jerome Kaino, 5 Samuel Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Joe Moody
In panchina: 16 James Parsons, 17 Wyatt Crockett, 18 Charlie Faumuina, 19 Liam Squire, 20 Ardie Savea, 21 TJ Perenara, 22 Aaron Cruden, 23 Seta Tamanivalu
Australia: 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Samu Kerevi, 12 Bernard Foley, 11 Dane Haylett-Petty, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy, 5 Adam Coleman, 4 Kane Douglas, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore, 1 Scott Sio
In panchina: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 James Slipper, 18 Allan Ala’alatoa, 19 Dean Mumm, 20 Will Skelton, 21 Tevita Kuridrani, 22 Reece Hodge, 23 Nick Phipps

Arbitro: Romain Poite
Marcatori: 8’m. Dagg tr. Barrett, 12′ cp. Foley, 14′ cp. Barrett, 21′ cp. Foley, 22′ m. Dagg, 35′ cp. Hodge, 47′ m. Savea tr. Barrett, 62′ m. Cane tr. Barrett
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Ma le emozioni più belle di giornata arrivano quando da noi il sabato è quasi domenica. A Salta la partita, agli ordini di Jerome Garces, parte in maniera confusa ed i primi 20’ sono, in pratica, una frenetica fase di studio in cui l’aggressività e l’approssimazione tarpano le ali al gioco stesso. Ma una cosa si coglie sin da subito ed è la meravigliosa attitudine al gioco dei padroni di casa, capaci di trovare sempre soluzioni originali e sorprendenti. Appare evidente come ai giocatori albiceleste abbia fatto un gran bene disputare il Super Rugby con la franchigia dei Jaguares: gli argentini paiono aver acquisito skills e soluzioni sia offensive che difensive che sino allo scorso anno non gli appartenevano e la cui carenza rendeva il gioco prevedibile e contrastabile. Così, dopo una bellissima azione alla mano ed una meta vanificata per un banale in avanti di Montero sembra che i padroni di casa siano pronti a dare una bella accelerata. Nemmeno un giallo, invero severo, sventolato ad Herrera cambia le cose e gli argentini continuano a controllare il gioco: sul fallo del 3 albiazul Jantjes aveva portato avanti i Bokke, ma poco dopo Nicolas Sanchez prima pareggia e poi sorpassa al 29’ sul 6-3. E’ la premessa per la splendida azione che, al termine di una serie rapinosa di passaggi spinti, porta in meta Tuculet al 31’ e i Pumas sul 13-3. I Pumas giocano davvero bene, con soluzioni originali e ordinate per quanto creative anche quando devono difendere: notevoli un paio di “uscite” da situazioni critiche nei propri 22 che un tempo, probabilmente, avrebbero portato a marcature subite. Ma prima della fine del primo tempo i padroni di casa perdono per infortunio Manuel Montero, fin lì autore di una splendida prestazione che lascia il posto ad Amorosino: purtroppo non sarà l’unico infortunio. All’inizio della seconda frazione i Bokke partono a manetta ed in 5’ pareggiano, prima con un piazzato di Jantjes e poi con una meta di Habana, facilitata da una temporanea superiorità numerica dovuta ad un infortunio Pumas. Nel corso dell’azione, che porta al 45’ sul 13-13, si infortuna seriamente anche Sanchez, che deve lasciare il posto a Gonzalez Iglesias e le chiavi del gioco a Juan Martin Hernandez. Il mago non si fa pregare e subito inventa un cross-kick spaziale che manda in orbita Leguizamon per farlo atterrare in meta; lo stesso mago si incarica di trasformare da posizione impossibile e i Pumas sono di nuovo avanti 20-13. Nel frattempo si rivede in campo l’usato sicuro Mornè Steyn al posto di un balbettante Jantjes, ma mentre si è distratti da questa considerazione Facundo Isa si produce in una strepitosa accelerazione che buca la difesa sudafricana costringendola al fallo che il mago capitalizza andando sul 23-13. Si tratta, purtroppo, del canto del cigno di questo fantastico giocatore nel match: in un duro quanto fortuito scontro con Mohoje si infortuna anche lui ed è costretto ad uscire in barella e a dar vita ad una delle sostituzioni più strane della storia del rugby: al suo posto entra l’unico giocatore rimasto in panchina, Enrique Pieretto, di professione pilone! Con una formazione assurda (4 prime linee, una seconda e due mediani di mischia) gli argentini devono affrontare l’ultimo quarto e l’incubo dell’ennesima beffa, l’ennesima partita persa in volata. L’incubo pare materializzarsi perché prima Steyn accorcia sul 23-16, poi Du Toit, di forza, segna la meta non trasformata del 23-21; infine ancora Steyn, dopo una serie di pasticci, al 72’ sorpassa dalla piazzola per 23-24. Sta per verificarsi una delle vittorie più ingiuste della storia dello sport ovale, ma la disperazione argentina è più forte del destino: al 76’ la scombicchierata formazione albiceleste riesce a conquistare una punizione e Santiago Gonzalez Iglesias diventa l’incredibile eroe per caso di giornata segnando il 26-24 al 77’. Che meraviglioso sport è il rugby! Da lì sono 3’ che durano tre secoli per i ragazzi di Hourcade e la cancha di Salta, fino al fischio finale di Garces. Si ballerà fino a notte fonda a Salta e si celebreranno gli eroi malconci di questa grande vittoria. Difficile fare una graduatoria dei meriti fra i Pumas, ma il mago Hernandez rimarrà l’icona di una giornata memorabile. Per i Bokke una sconfitta che brucia e fa riflettere; immaginiamo che la notte in cui gli argentini balleranno sarà insonne anche per Allister Coetzee, solo con mille brutti pensieri.

I Tabellini:

Salta, Eastadio Ernesto Martearena
Argentina – Sudafrica 24-26
Argentina: 15 Joaquín Tuculet, 14 Santiago Cordero, 13 Matías Orlando, 12 Juan Martín Hernández, 11 Manuel Montero, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martín Landajo, 8 Facundo Isa, 7 Juan Manuel Leguizamón, 6 Pablo Matera, 5 Tomás Lavanini, 4 Matías Alemanno, 3 Ramiro Herrera, 2 Agustín Creevy (c), 1 Nahuel Tetaz Chaparro
A disposizione: 16 Julian Montoya, 17 Felipe Arregui, 18 Enrique Pieretto, 19 Guido Petti, 20 Javier Ortega Desio, 21 Tomas Cubelli, 22 Santiago Gonzalez Iglesias, 23 Lucas González Amorosino

Springboks: 15 Johan Goosen, 14 Ruan Combrinck, 13 Lionel Mapoe, 12 Damian de Allende, 11 Bryan Habana, 10 Elton Jantjies, Faf de Klerk, 8 Warren Whiteley, 7 Teboho Mohoje, 6 Francois Louw, 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth, 3 Vincent Koch, 2 Adriaan Strauss (c) , Tendai Mtawarira.
A disposizione: 16 Bongi Mbonambi, 17 Steven Kitshoff, 18 Lourens Adriaanse, 19 Pieter-Steph du Toit, 20 Jaco Kriel, 21 Rudy Paige, 22 Morne Steyn, 23 Jesse Kriel.

Arbitro: Jerome Garces
Marcatori: 21′ cp. Jantjies, 23′ cp. Sanchez, 30′ cp. Sanchez, 31′ m. Tuculet tr. Sanchez, 43′ cp. Jantjies, 45′ m. Habana tr. Goosen, 48′ m. Leguizamon tr. Hernandez, 54′ cp. Hernandez, 64′ cp. Steyn, 68′ cp. du Toit, 74′ cp. Steyn, 78′ cp. Iglesias

E adesso, purtroppo, pausa e toccherà aspettare due settimane per rivedere lo spettacolo del Championship che ripartirà con la seguente classifica sabato 10 settembre:
Allblacks 10, Springboks e Pumas 5, Wallabies (malinconicamente) 0.
jpr

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