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I fiori di Scozia sono tornati sul prato di mr. Murray

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Scritto da Rugby.it

A Murrayfield un grande Hogg guida la Scozia a trionfare sull’Irlanda: 27-22

Quando vi rivedremo, o fiori di Scozia, recita struggente il meraviglioso inno di questo nobile e antico Paese; lo recita con nostalgia, con quel desiderio di un ritorno che sta inscritto nell’etimologia greca della parola. Sono tornati, dunque, i fiori di Scozia, i cardi delle Highlands e quelli dei Borders, quelli delle Ebridi e quelli delle Orkneys. E, nella tradizione di questo fiero e nobile popolo, non è stato un ritorno semplice, ma sofferto e ancora sofferto.
Nel prato di mr. Murray, che oggi è anche un po’ quello di mr. Stuart Hogg, si apre questo 6 Nazioni 2017, quello del nuovo punteggio sperimentale, con una partita semplicemente fantastica, combattuta e bellissima, a celebrare la nobiltà del più bello e antico torneo del mondo. Sin dalla partenza si capisce immediatamente che non sarà una partita banale: i verdi d’Irlanda, come da pronostico, dominano tutte le mischie, gettando, cioè, quelle che di solito sono le fondamenta di ogni vittoria nel rugby. Ma stavolta sulle fondamenta non crescono muri portanti, perché i fiori di Scozia fanno capire subito che di licenze edilizie non intendono rilasciarne tanto facilmente. Così se tutte le mischie sono verdi, tutti i punti d’incontro sono blu di Prussia (o di Scozia, fate voi) e gli irlandesi sin da subito ci capiscono poco. Anche perché i loro cugini e fratelli di lingua quando prendono la palla dimostrano di saperne trarre quel profitto che sino all’altro ieri sembravano non trovare mai. E lo strumento di questo profitto ha un nome, Finn, e un cognome, Russell, cioè un’apertura vera, capace di inventare gioco e non solo di petardare lontano col piedone ruvido. L’apertura scozzese, all’8’, conduce con il compare di reparto Laidlaw una buona azione offensiva, richiamando la difesa irlandese attorno ai ripetuti punti d’incontro e poi rischia il passaggio a scavalcare per la littorina di Glasgow, mr. Stuart Hogg (a parere di chi scrive il miglior giocatore d’Europa) che arriva a voragine sull’out destro e conclude in meta (trasformata da Laidlaw, 7-0). La sberla fa male agli irlandesi che sembrano incapaci di reagire, anche perché tante altre sberle arrivano in ogni punto d’incontro: i verdi attaccano, perdono palla e i blu ribaltano con manovre ariose e varie. Se, poi, all’efficacia della manovra si aggiunge la classe del fuoriclasse si arriva al 20’ per vedere spuntare a sinistra colui che a destra aveva già colpito: palla ricevuta in velocità, dirimpettaio fissato e scarico all’al, ma no, non ha scaricato niente, ha solo fatto finta e si è bevuto tutta la Guinness d’Irlanda in una corsa sola che termina ancora in try; inutile dire chi è, naturalmente. Così ci troviamo su un inaspettato 14-0, inaspettato da noi, dagli irlandesi e, credo, pure dagli scozzesi. Gli irlandesi, però, sono quelli che hanno interrotto la serie d’oro dei tuttineri, non scordiamolo, e al 25’ accorciano grazie ad una meta al largo di Earls che arriva dopo una ordinata ed efficace serie di pick&go; la trasformazione non arriva dal piede di Jackson, in campo al posto dell’indisponibile Sexton, e siamo 14-5. Più efficace, poco dopo, è invece il piede del dirimpettaio Russell che disegna un meraviglioso grubberino sulla destra che frutta una touche ai 5 metri, per di più con lancio proprio. Ed il lancio di Ross Ford è furbo, furbissimo per l’inattesa penetrazione di Dunbar che tra i marmorizzati avanti irlandesi riceve ad altezza petto e si tuffa oltre la linea. Laidlaw da posizione impossibile è incredibilmente preciso e sigla il 21-5 al 28’. L’Irlanda sembra un pugile suonato e barcolla lungo il campo esponendo spesso il proprio possesso, protratto ed infruttuoso, alle rapine dei blu. Ma quando stai per soffocare può capitare che arrivi l’improvvisa boccata d’ossigeno, e proprio quello dev’essere sembrato agli irlandesi il fuorigioco che permette a Jackson al 32’ di racimolare il 21-8 e avvicinare il sospirato intervallo.
Durante l’intervallo, guardando un po’ di numeri, troviamo un’Irlanda maggioritaria nel possesso e dominante in chiusa, ma dominata in tutto il resto da una Scozia furibonda nei breakdowns, abile nel grillotalpa e manovriera in attacco. L’intervallo e i 3 punti finali sono giunti provvidenziali come il suono del gong per gli irlandesi che stavano rischiando il Ko.
E infatti la pausa è servita perché dall’inizio del secondo tempo vediamo tutta un’altra partita: gli irlandesi adesso attaccano, anzi, asfissiano i loro avversari dentro i loro 22, costringendoli a difese affannose e indisciplinate. A togliere ossigeno ai blu arriva anche il colpo che obbliga il faro scozzese Russell ad uscire per il protocollo-concussion. Dopo due mete evitate con fallo arriva l’affondo di Henderson che conclude una serie di sfondamenti schiacciando sulla linea e consentendo a Jackson di portare l’Irlanda sotto break (21-15 al 47’). La meta subita opera una trasfusione di fiducia ed energia dagli stanchi scozzesi ai ringalluzziti irlandesi che adesso cominciano a giocare con grande efficacia: per la Scozia adesso è solo difesa e tampone, fatica e frustrazione. Al 58’ il muro blu rischia di crollare sotto il maglio di Kearney che fugge sull’out destro e consegna ad Earls l’offload del sorpasso; ma il TMO ci vede giusto, perché l’estremo irlandese era finito out prima di passare e la meta è annullata. Solo di quattro minuti, però, quelli che servono perché un’altra azione sequenziale venga conclusa dal breve Paddy Jackson che si allunga due cm. oltre la linea del try infiandosi nella breccia aperta da due percussioni bum bum e sigla, stavolta si, il sorpasso con la trasformazione del 62’ (21-22). Mi dico che se avessi un euro da giocare me lo giocherei certamente sulla quarta meta irlandese, perché adesso il campo è così verde che il blu dei cardi non si vede nemmeno. Invece avrei dovuto ricordarmi di come la sofferenza sia una compagna ben nota agli scozzesi (oddio, non che per gli irlandesi sia diverso, avendo entrambi certi vicini). E così i blu resistono resistono resistono e, non appena escono dalla tana, trovano un’occasione per il piede di Laidlaw che al 71’ firma il controsorpasso sul 24-22. Continuo a pensare che comunque la bilancia, alla fine, penderà da parte irlandese, ma, evidentemente, il nuovo vantaggio riesce a moltiplicare le forze degli Highlanders che adesso monopolizzano il possesso e non la fanno più vedere ai loro avversari. Anzi, la tengono e avanzano, trovando la frustrazione indisciplinata degli ospiti che, nella disperata foga di cercare il turnover, cadono in fallo. A 3’ dalla fine ci sarebbe anche l’occasione per cercare la quarta meta blu, ma i verdi fanno ancora fallo e allora Laidlaw, saggiamente, fa passare il minuto rimanente ad assaporare il suo ultimo calcio, quello del definitivo 27-22 una frazione di secondo prima del fischio finale di Poite.
Vince la Scozia questa bellissima partita. Bellissima e combattuta: se queste sono le premesse ci aspetta un grande torneo. Per noi, noi azzurri, invece, una cattiva notizia: se contavamo di far punti sul prato del signor Murray, ora gestito dal signor Hogg…

r177921_608x342_16-9I Tabellini:

Edimburgo – Stadio Murrayfield – 04/02/2017
Primo turno 6 Nazioni 2017
SCOZIA – IRLANDA 27-22
Scozia: 15. Stuart Hogg 14. Sean Maitland 13. Huw Jones 12. Alex Dunbar 11. Tommy Seymour 10. Finn Russell 9. Greig Laidlaw (C) 1. Allan Dell 2. Fraser Brown 3. Zander Fagerson 4. Richie Gray 5. Jonny Gray 6. Ryan Wilson 7. Hamish Watson 8. Josh Strauss
A disposizione: 16. Ross Ford 17. Gordon Reid 18. Simon Berghan 19. Tim Swinson 20. John Barclay 21. Ali Price 22. Duncan Weir 23. Mark Bennett
Marcatori Scozia
Mete: Hogg (8′, 20′), Dunbar (29′)
Conversioni: Laidlaw (9′, 21′, 29′)
Punizioni: Laidlaw (73′, 80′)
Irlanda: 15. Rob Kearney 14. Keith Earls 13. Garry Ringrose 12. Robbie Henshaw 11. Simon Zebo 10. Paddy Jackson 9. Conor Murray 8. Jamie Heaslip 7. Sean O’Brien 6. CJ Stander 5. Devin Toner 4. Iain Henderson 3. Tadhg Furlong 2. Rory Best (C) 1. Jack McGrath
A disposizione: 16. Niall Scannell 17. Cian Healy 18. John Ryan 19. Ultan Dillane 20. Josh van der Flier 21. Kieran Marmion 22. Ian Keatley 23. Tommy Bowe
Marcatori Irlanda
Mete: Earls (25′), Henderson (47′), Jackson (61′)
Conversioni: Jackson (48′, 62′)
Punizioni: Jackson (33′)
Punti in classifica: Scozia 4 – Irlanda 1
MoM: Stuart Hogg (Scotland)                                                                                                                                                      jpr

 

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