Eccellenza

La carezza e lo scappellotto dell’Eccellenza

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Scritto da Rugby.it

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in Eccellenza

Prima di tutto una risposta alla domanda che vedo affiorare sui volti dei miei pochi lettori: si, questa rubrica è una volgare scopiazzatura del G&B del bravo Joseph K. Io non scrivo bene come lui, non so trovare video divertenti come lui e non scrivo di rugby altolocato: perciò vi dovrete accontentare di un umile artigiano che parla del nostro rugby paneesalame di eccellenza. Proprio per questo la michetta col ben noto affettato sarà il simbolo di questo angoletto di chiacchiere.
Di che vogliamo parlare, dunque? Diciamo che cercheremo, all’indomani dei vari turni del campionato di Eccellenza, le squadre, i personaggi, gli eventi a cui dare il premio di una carezza oppure la bonaria punizione di uno scappellotto, con l’invito a fare meglio la volta dopo.
Partiamo, dunque, dopo questa interessante prima giornata.

La carezza va a: Pasquale Presutti, il capo Sioux.

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Insomma, guardatelo bene e ditemi se non ha la faccia di un leggendario capo Sioux, di un condottiero di uomini? Mi sembrava giusto distribuire la prima carezza dell’anno a lui, a Pasquale Presutti, ad avviso di chi scrive una delle persone più vere oltre che dei tecnici più esperti e preparati del nostro rugby. Uno che non si da arie da fenomeno, che da sempre lavora con serietà e impegno senza fare proclami e sapendo essere, prima di tutto, un maestro per i suoi ragazzi. Finalmente è tornato in Eccellenza coi suoi Medicei (chi scrive, per la verità, lo vedrebbe bene altrove, magari ad allenare gli avanti della nazionale, ma questo è un altro discorso…) e sin dalla prima partita ha fatto capire a tutti che giocare contro i suoi non sarà affare semplice per nessuno. Per un tempo intero i Medicei hanno tenuto inchiodati i campioni in carica del Calvisano ad un allarmante “0” nel tabellone segnapunti e anche nel secondo tempo, quando il caldo, la fatica e i cambi dell’avversario li avevano messi sotto, hanno saputo reagire e riportarsi a tiro di vittoria. Molto Presutti-style: mai mollare, credere nel proprio lavoro con umiltà ed impegno. Un peccato che un calcio allo scadere abbia tolto loro un meritatissimo punto di bonus. Grande Presutti, hombre vertical del nostro rugby! Bentornato, ce n’era bisogno!

Lo scappellotto va a: Petrarca

logoPetrarca

Chiariamo ancora che lo scappellotto non vuole essere una punizione, ma un bonario invito a riflettere e fare meglio la prossima volta. Nel caso specifico stiamo parlando di una squadra che vede alla propria guida una coppia di tecnici che, in un certo senso, sono l’esatto opposto del capo Sioux Presutti: Andrea Marcato e Augusto Allori sono due esordienti e soprattutto nel caso loro lo scappellotto va inteso proprio come uno stimolo. Il Petrarca è una squadra che da alcuni anni ha costruito un organico di primissimo livello, acquistando molto e facendo crescere elementi importanti del proprio settore giovanile. Lo scorso anno molti (quorum ego) lo davano come favoritissimo per il titolo. Anche quest’anno si presenta al via con notevoli ambizioni avendo mantenuto quasi tutti i suoi pezzi da 90 e avendo portato a casa il meglio della U20 che ha piacevolmente impressionato alla recente RWC. Da una squadra con questo organico e queste ambizioni è lecito attendersi sempre il massimo: sabato ha giocato in casa contro un avversario decisamente inferiore, al punto che non è riuscito a marcare nemmeno un punto. In partite come queste è d’obbligo fare punteggio pieno, cioè marcare almeno le quattro mete che fanno ottenere il bonus. I bonus sono fondamentali in una classifica che, quest’anno, sarà alquanto affollata nella corsa alle posizioni da playoff e vincere 22-0 senza fare bonus è una cosa che grida vendetta. Un punto mancato che si potrebbe trovarsi a rimpiangere a fine stagione. Per un punto è possibile perdere cappe e anche scudetti.

jpr

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