Eccellenza

La carezza e lo scappellotto dell’Eccellenza

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Scritto da Rugby.it

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in Eccellenza

Un turno pieno di cose interessanti, un turno che certifica gerarchie finora immaginate ed ora del tutto chiare, con un Calvisano magari non brillante come in passato, ma capace di vincere sempre e comunque, un plotone di inseguitori agguerriti ed un gruppetto che si stacca, come fanno i velocisti durante le tappe di montagna. Arrivano le prime soddisfazioni per chi non aveva ancora mosso la classifica e le delusioni per chi pensava di poter guidare gli inseguitori, arrivano certezze e rassicurazioni, insomma, ce n’è per tutti e per me, come al solito, arriva il momento di distribuire premi e punizioni. Prima di questo turno avevo identificato una partita-bivio in cui si incrociavano i destini di chi voleva risalire e di chi non voleva imboccare la via discendente: lì ad aspettarli c’erano anche la carezza e lo scappellotto di questa settimana.

La carezza della settimana va a: Gianluca Guidi, il ritorno del sergente

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Gianluca Guidi è un personaggio che divide; conosco persone che lo detestano e non lo stimano ed altre che su di lui hanno opinioni esattamente opposte. Molti trovano che sia brusco e poco diplomatico, un sergente da caserma, insomma, che quindi sarebbe finito nel posto giusto, in un certo senso. Di sicuro, per me (che mi autodenuncio come suo estimatore e simpatizzante) ci sono alcuni punti fermi: ha competenza, passione e coraggio. Uno che non si tira indietro se c’è da polemizzare e che ha l’abitudine di dire le cose in faccia senza tanti giri di parole. Ha iniziato questa nuova avventura alle Fiamme Oro consapevole di avere gli occhi puntati addosso e sa che si gioca una parte importante della sua carriera. La partita di ieri era un turning-point e lui l’ha superato brillantemente: partite ad inizio stagione come certe semifinaliste le Fiamme finora avevano deluso non poco. Sconfitte sempre contro le prime della classe e compitini svolti contro le altre: una sconfitta ieri avrebbe significato una probabile condanna ad una stagione anonima e deludente. Invece ieri, finalmente, una partita convincente, dominata in lungo e in largo e vinta con 5 punti che fanno classifica e ancor di più morale. Ora che è stata imboccata la via che porta al vertice, però, c’è bisogno innanzitutto di continuità e, in questo senso, il prossimo turno contro una delle realtà più brillanti di questo torneo, i Medicei del capo Sioux, sarà per il sergente ed i suoi poliziotti un altro momento chiave. Staremo a vedere.

Lo scappellotto della settimana va a: Pippo Frati, quello che aspetta un’occasione

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Diversamente da Gianluca Guidi Pippo Frati è uno di quelli che piacciono più o meno a tutti; nessuno (nemmeno il sottoscritto), ne mette in dubbio le competenze, nessuno lo ha in uggia e, anzi, molti lo hanno decisamente in simpatia. Le sue squadre, raramente vincenti, hanno sempre, però, raccolto complimenti per il gioco, gradevole e vario. Ma i complimenti, dopo un po’, stancano se non sono accompagnati da qualcosa di più concreto. Un qualcosa che il nostro Pippo ancora sta aspettando. Dopo Prato e Rovigo Viadana, per lui, è un’occasione importante, specie quest’anno dopo la brillante stagione scorsa. Dopo un avvio davvero promettente il suo Viadana sembrava destinato a giocare un ruolo da protagonista nella lotta per i playoff, ma, poi, sono arrivati gli avversari tosti e le cose hanno preso una piega diversa. Pippo ha trovato davanti a sé il suo passato: Rovigo, il luogo dei trionfi mancati, e Calvisano, l’avversario che glieli ha portati via per ben tre volte. Due sconfitte, ma onorevoli e con punticini importanti erano state comunque brodini confortanti. Ieri, però, bisognava invertire la tendenza e dimostrare di non saper fare la voce grossa solo coi deboli; e poi, dall’altra parte, c’era uno dei suoi avversari “storci”, uno contro il quale aveva perso ben due finali scudetto: quale migliore occasione per dare una svolta alla propria stagione? E invece è arrivata una batosta di quelle brutte, di quelle da cui torni facendoti un sacco di domande su chi sei e cosa vali. Questo scappellotto al bravo Pippo è un invito a rimettersi in carreggiata e riprendere un cammino da protagonista sin da subito. Perché le sconfitte, quelle brutte, talvolta sono come lo scappellotto dato a fin di bene da un genitore: fortificano e indicano la retta via.
jpr

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