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Italia: una meta di troppo, ma non è un passo indietro

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Scritto da Rugby.it

Una buona Italia se la gioca e cede alla distanza: vincono i Pumas 15-31

Un peccato, davvero un peccato per una sconfitta che arriva larga al termine di una partita strettissima, tanto nel punteggio quanto nel gioco. La prestazione c’è anche stata e consistente, ma poi, alla fine, è stata la superiore qualità dei nostri avversari a fare la differenza. E noi, è giusto esserne consapevoli, non abbiamo al momento giocatori di livello paragonabile a quello che possono mettere in campo squadre come i Pumas che, al netto di periodi più o meno buoni, rimangono comunque di caratura tecnica ben superiore alla nostra.
Si parte in uno splendido pomeriggio fiorentino, con spalti non gremitissimi e subito siamo in difficoltà a causa di un errore individuale di Hayward che consente ai nostri avversari un’azione profonda davanti alla nostra linea di meta. La reazione difensiva è però ottima e Leo Sarto si produce in una buona cacciata a terra che sarà, purtroppo, l’unica cosa positiva della sua partita fitta di errori non forzati. Dopo una serie di giocate inconcludenti sono i nostri avversari ad aprire le marcature con il mago Hernandez (subentrato momentaneamente a Nicolas Sanchez per concussion) che punisce un offside della nostra linea all’11’ (0-3). Reagiamo, però, subito e Canna pareggia al 13’ premiando una bella cacciata a terra di un tonico e solidissimo Tommy Castello, probabilmente il migliore dei nostri. Già questi primi minuti fanno capire immediatamente che assisteremo ad un confronto fra squadre assai indisciplinate, tanto che il povero Jaco Peyper sarà costretto a fischiare come una vaporiera per tutto il match. I falli argentini vengono anche dalla mischia chiusa, tradizionale punto di forza dei nostri avversari: stavolta è molto bravo Simone Ferrari che avanza contro il proprio avversario costringendolo a tirare giù e manda Canna in piazzola per il 6-3 del 20’. La partita fila via così, fra falli ed errori, con i nostri avversari che, però, danno l’impressione di potenza inespressa fino al 28’ quando al termine di una lunga fase offensiva nei nostri 22, in cui Landajo per ben due volte gioca veloce rifiutando piazzole facili, la palla arriva al largo al giovane Cancelliere che uccella di brutto Sarto e va in meta; Sanchez trasforma, ma lo pensano solo lui ed il vostro scrivano, perché i soci di Peyper dicono no e sanciscono il 6-8 al 28’. Ma l’Italia è viva e vegeta ed ancora una volta reagisce immediatamente portandosi in attacco e cavando ancora una volta da una mischia nettamente superiore l’occasione con cui Carlo Canna ottiene il nuovo vantaggio (9-8) al 32’. Non succede più niente fino alla fine del tempo anche se l’impressione è quella di un certo crescendo dei nostri avversari che mi fa pensare “speriamo di non prendere la solita meta prima dell’intervallo”.
Ma l’intervallo arriva e chiude un primo tempo bruttino, caratterizzato da tantissima indisciplina da ambo le parti, ma dal quale mi porto via una certa soddisfazione per il dominio delle fasi statiche ed una certa capacità di recuperare con la tenacia e la costanza della difesa i non pochi breakouts prodotti dalla superiore qualità del reparto arretrato biancoceleste. Il lato negativo è, oltre ovviamente all’indisciplina nostra, la mancanza di credibili soluzioni offensive, specie nel gioco al largo che manca quasi completamente, anche perché il nostro triangolo allargato se ne sta ben schiscio e raramente si propone: Bellini non si vede mai, Sarto sarebbe meglio non vederlo perché è in giornata no e Hayward sembra avere un raggio d’azione che si ferma poco fuori dai nostri 22. Inoltre i sostegni sui nostri pochi avanzamenti sembrano spesso in ritardo e poco precisi in pulizia, consentendo agli avversari di contestare assai efficacemente i nostri possessi e forzare il turnover.
La ripresa si apre ancora coi nostri avversari in proiezione offensiva ed una difesa costretta al fallo in ruck che permette il sorpasso di Sanchez al 46’ (9-11). Ma ancora una volta reagiamo subito e, da una situazione di gioco rotto provochiamo l’offside grazie al quale Canna effettua il controsorpasso (12-11) al 49’. La partita rimane equilibrata e anche l’alternanza nel punteggio dimostra la nostra capacità di tenere il confronto contro un avversario che, non dimentichiamolo, sette giorni fa ha giocato un match equilibrato a Twickenham. Così al 54’ e 57’ assistiamo ad un altro botta e risposta fra Sanchez (12-14) e Marcellino Violi che giocando un vantaggio centra i pali con un drop che ci porta ancora avanti 15-14. Altri due minuti e siamo di nuovo sotto con Sanchez che fa 15-17 e ci presentiamo sulla soglia dell’ultimo quarto ancora in piedi contro una squadra abituata a battersi con le potenze dell’emisfero australe. Altri dieci minuti di confronto equilibrato e confuso e poi arriviamo in dirittura d’arrivo probabilmente un po’ corti, tanto che subiamo una giusta meta siglata da Kremer al 69’ al termine di un’azione insistita; ne subiamo, poi, un’altra meno giusta, nel senso che allarga il punteggio oltre la differenza fatta vedere dalla partita, con Tuculet al 77’; Sanchez le trasforma entrambe e la partita finisce 15-31.
16 punti di differenza forse ci stanno in termini di valore assoluto fra le rose di queste due squadre; sicuramente non ci stavano oggi per quanto visto in campo. I ragazzi di Conchuir O’Sé hanno giocato una partita giudiziosa e buona in difesa, mostrando però scarsa brillantezza in fase offensiva. Forse qualcosa di più in attacco si sarebbe potuto vedere se Minozzi, subentrato ad un Sarto oggi davvero molto molto molto sottotono, fosse entrato prima quando i suoi compagni erano ancora in grado di innescarlo. Nelle poche palle avute a disposizione ha fatto vedere quella freschezza ed imprevedibilità che paiono proprio mancare alla nostra manovra offensiva. Buonissima la prova della mischia chiusa ed anche la touche ha funzionato bene; buona e ordinata la mediana, ma il voto più alto per i nostri va sicuramente a Tommy Castello, apparso l’unico ball-carrier in campo, capace di rompere la linea avversaria oltre che, come sempre, mastino insuperabile in difesa. Una buona partita sporcata nel finale, una sconfitta giusta nel complesso, ma ingiusta nel punteggio troppo largo. Un altro mattoncino nella costruzione di un edificio che richiede lavori lunghi e pazienti. Ma sicuramente non un passo indietro. Questo no.

I Tabellini:

Firenze, Stadio “Artemio Franchi” – sabato 18 novembre
Crédit Agricole Cariparma Test Match
Italia v Argentina 15 -31 (9-8)
Marcatori: p.t. 12’ cp Hernandez (0-3), 15’ cp Canna (3-3), 22’ cp Canna (6-3), 29’ mt Cancelliere (6-8), 36’ cp Canna (9-8), 44’ cp Sanchez (9-11), 49’ cp Canna (12-11), 54’ cp Sanchez (12-14), 57’ drop Violi (15-14), 59’ cp Sanchez (15-17), 70’ mt Kremer tr Sanchez (15-24), 80’ mt Tuculet tr Sanchez (15-31)
Italia: Hayward; Sarto L. (51’ Minozzi), Boni, Castello, Bellini; Canna ( 73’ Mckinley), Violi (61’ Tebaldi); Parisse (c), Steyn, Minto (62’ Licata); Budd (73’ Ruzza), Fuser; Ferrari (61’ Chistolini), Bigi (40’-77’ Ghiraldini), Lovotti (51’ Zani)
all. O’Shea
Argentina: Tuculet; Cancelliere, Orlando (58’ Moroni), Gonzalez-Iglesias, Boffelli; Sanchez (9’-17’ Hernandez), Landajo (60’ Bertranou); Leguizamon (57’ Macome), Kremer, Matera; Lavanini, Alemanno (51’ Petti); Tetaz-Chaparro (64’ Pieretto) , Creevy (cap) (61’ Montoya), Garcia-Botta (44’ Noguera)
all. Hourcade
arb. Peyper (Sudafrica)
Calciatori: Hernandez (Argentina) 1/1, Canna (Italia) 4/4, Sanchez (Argentina) 5/6
Note: Giornata soleggiata a Firenze. Campo in perfette condizioni. Spettatori presenti 21.874
Man of the Match: Nicolas Sanchez (Argentina)

             jpr

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