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La carezza e lo scappellotto dell’Eccellenza

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Scritto da Rugby.it

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in eccellenza

Si chiude il girone di andata e la reginetta d’inverno è il solito Calvisano, anche se con qualche patema, nella giornata in cui due derby fanno classifica e due partite dividono la classifica in due tronconi. Se Calvisano strappa 5 punti, Rovigo vince la partita che nessuno vuol perdere e le Fiamme Oro, che finalmente possono schierare il gioiello-Licata, si mettono in pole-position per i playoff e dietro di loro corrono Viadana e San Donà che iniziano presto e finiscono presto la corsa ai 5 punti necessari per le proprie ambizioni. Maaa, nessuno di questi protagonisti, oggi, si merita una carezza o uno scappellotto.

La carezza della settimana va a: Mogliano Rugby o l’orgoglio e la sfortuna

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Lo avevamo anticipato: la partita testacoda contro Calvisano poteva essere la grande occasione per una squadra senza pressioni e con la voglia di dimostrare qualcosa. Nel corso della settimana, poi, abbiamo saputo che ben altre motivazioni potevano spingere i cuori dei ragazzi di Dalla Nora: le finanze della società trevigiana languono, gli stipendi latitano e sul ponte poteva sventolare bandiera bianca. Invece no, invece l’istinto di sopravvivenza di molti giocatori in cerca di qualcosa per il proprio futuro (c’è poco da ironizzare: non c’è nulla di poco nobile nella necessità di sopravvivere) è stato una carburante formidabile per una prestazione orgogliosa e sfortunata. Calvisano doveva fare un sol boccone dei poveri derelitti biancoblù e invece questi hanno combattuto allo stremo, non facendosi fermare nemmeno dal segno del destino che dopo pochi minuti ha tolto loro il giocatore più blasonato, cioè Visentin. Primo tempo pareggiato con credito verso la sorte e secondo tempo in pari fino a 5’ dalla fine. Poi la sfortuna sotto forma di ingenuità da cartellino ribalta tutto. Perché nella realtà le favole muoiono sempre prima che faccia giorno. Coraggio ragazzi di Mogliano: adesso avete fatto vedere che siete ultimi ma solo in classifica.

Lo scappellotto della settimana va a: il rugby italiano, che non sa riconoscere le occasioni e le perde

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Questa settimana lo scappellotto ce lo prendiamo tutti noi del rugby italiano. So già che l’istinto sarebbe quello di dire “Ma io che c’entro?”. In realtà sabato 23 dicembre 2017 è stato un giorno molto negativo per il nostro movimento che ha fatto vedere una volta di più (e non ce n’era alcun bisogno) tutta la propria insipienza nel non saper riconoscere e sfruttare le poche occasioni che gli capitano. Sabato 23, da mesi, era in calendario a Monigo alle 15.00 il derby di Pro 14 fra Benetton e Zebre, vale a dire le due formazioni più rappresentative del nostro rugby, nelle quali militano quasi tutti i ragazzi per cui facciamo il tifo quando vestono la maglia azzurra. Sabato 23, da mesi, alle 15.00 nella stessa regione erano previste ben 3 partite del campionato nazionale di Eccellenza, quello che calamita la passione dei pochi eroici appassionati del nostro ovale. Non c’era nessuna sorpresa: lo si sapeva, appunto, da mesi. E in tutto questo tempo a nessuno è venuto in mente di escogitare un qualche cosa che potesse permettere agli appassionati da streaming e tv e a quelli da spalto e trasferta di seguire sia la propria squadra di eccellenza sia il derby pro? Ma un minimo di marketing sportivo ha mai fatto capolino nelle teste di chi deve prendere decisioni? La giornata di sabato 23 dicembre ha costretto i pochi che amano questo sport a prendere decisioni dolorose, sacrificando qualcosa quando, con un minimo di programmazione, era possibile avere più pubblico sia da casa che sugli spalti per tutte queste manifestazioni. L’anno scorso fu possibile: l’eccellenza si giocò alle 15.00 ed il derby celtico alle 19.35 praticamente alla stessa data (era il 22). In un anno siamo diventati più scemi?
jpr

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