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Una pagella sotto l’albero dell’eccellenza

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Scritto da Rugby.it

Diamo i voti alle 10 dell’eccellenza: promossi e bocciati del girone d’andata

E’ ormai tradizione dare i voti al termine del girone di andata alle 10magnifiche10 della nostra amata eccellenza (a cui voglio un gran bene): un po’ come accade a scuola al termine del primo quadrimestre: una buona occasione per riflettere su cosa si è ben fatto e su cosa si può e si deve migliorare. Quest’anno, poi, la consegna delle pagelle coincide col Natale e la chiusura dell’anno: tempo di bilanci e di riflessioni quant’altri mai. Vediamo un po’ come se la sono cavata le nostre beniamine, magari cercando di capire anche cosa potranno fare da qui in poi. Naturalmente i voti non si limitano a fotografare i punti ottenuti, ma misurano il rendimento in relazione alle attese ed alle potenzialità. Il tutto secondo il parere di uno che ci capisce poco, quindi un tutto ampiamente discutibile.

Rugby Calvisano, voto 8:

Non è più, con tutta evidenza, la gioiosa macchina da guerra dello scorso anno, quella fantastica tavolozza di colori sgargianti che ha riempito di bellezza e forza la scorsa stagione. Minore qualità e minore efficacia, senza dubbio. Ma nonostante questo è sempre là davanti: con meno autorevolezza, dando meno impressione di intangibilità, ma con risultati sempre al top. Qualche partita vinta di stretto margine, qualche rischio di troppo, ma, in fondo, una sola sconfitta e ottenuta a sirena suonata e di strettissimo margine. Ha fatto il suo, talvolta anche entusiasmando; se i nuovi, pur senza raggiungere il livello dei fenomeni emigrati in Pro14, miglioreranno sarà ancora la squadra con cui fare i conti.

Rugby Rovigo, voto 8:

Da Calvisano la separano solo pochi bonus, ma al netto di stranieri finora deludenti e di un gioco che ancora stenta a decollare ha un di più che fa riflettere: nel minicampionato avulso che raggruppa le 3 maggiori candidate al titolo è in testa con un percorso netto fatto di due vittorie. Ciò dimostra la scorza dura e la forza intrinseca di un gruppo, guidato da un grande e troppo sottovalutato coach, che ha un formidabile punto di forza e un punto debole che al momento ne costituisce il limite. Un limite, però, destinato a probabile miglioramento. Mi spiego: i Bersaglieri hanno costruito il girone di andata sulla mostruosa forza di un pack formidabile (una meta tecnica di mischia in media a match, più o meno…), ma sono stati finora deficitari nel gioco dei ¾, quello che di solito serve ad ottenere i bonus (sta qui la differenza con Calvisano). Ma a mancare è il gioco, non i giocatori, che sono tutti di qualità; ora è arrivato un signor tecnico come Umberto Casellato. Ecco perché mi aspetto che i rossoblù abbiano margini di miglioramento superiori a tutti gli altri. Possono essere i più forti, senza dubbio.

Petrarca Rugby, voto 7:

Un terzo posto che è il minimo per una squadra che, a livello di qualità e vastità dell’organico (specie nei primi 8 ruoli) è senza ombra di dubbio la più forte di tutte e 10. Un terzo posto in certo qual modo speculare a quello dei rovigoti e dovuto al rendimento opposto ottenuto nel minicampionato avulso: due sconfitte su due. E poi alcuni bonus raggiungibili e non raggiunti che avrebbero potuto accorciare un gap dall’attuale capolista che comincia ad essere non irrilevante. Attenuanti ce ne sono: molti infortuni, un coaching staff nuovo ed esordiente che ancora non ha portato a termine il proprio lavoro di costruzione del gioco. Dalla loro i neri hanno la forza di un calendario che li vedrà affrontare entrambe le rivali dirette alla Guizza e la prospettiva di un completamento del lavoro di costruzione tecnico-tattica che al momento è ancora un cantiere. Con quell’organico l’obiettivo è il titolo, non la semplice finale.

Fiamme Oro, voto 7,5:

Mezzo voto in più per il “sangue versato” da questa squadra alla “causa”: qualunque squadra di eccellenza si riterrebbe in credito con il destino se dovesse forzatamente rinunciare per vari motivi a due giocatori non forti, ma probabilmente i più forti in assoluto dell’intero torneo, tanto da essere dei nazionali, ma della maggiore, non dell’U20. Parlo, ovviamente, di Simone Favaro e Giovanni Licata. Con questo forzato handicap i cremisi, guidati da un tecnico nuovo e dalla mentalità vincente sono comunque oggi nel posto che dovevano raggiungere secondo le attese: quel quarto posto che lo stesso tecnico Gianluca Guidi ha chiaramente indicato ad inizio stagione come il discrimine fra successo e fallimento. La squadra ha un impianto solido basato su un pack fisicamente fortissimo e tecnicamente molto buono; al momento le aree di miglioramento riguardano soprattutto una mediana ordinata e poco più, non in grado di dare al gioco del reparto arretrato l’efficacia necessaria per il salto di qualità. Può e deve migliorare perché la concorrenza le morde i garretti.

Rugby Viadana, voto 7,5:

Anche ai gialloneri mantovani va un mezzo voto in più per essere riusciti a cavarsela nonostante il mercato (Brex) ed il destino (Ormson) li abbiano privati dei due elementi che erano stati la spina dorsale, il braccio e la mente del team che lo scorso anno aveva conquistato i playoff. Coach Frati quest’anno è ripartito con una squadra giovanissima e priva di elementi cardine (non dimentichiamo la defezione di Giovanni Scalvi) e ciononostante è lì a lottare in una compagnia affollata ed agguerrita per ripetere l’obiettivo dello scorso anno. Una squadra che ha tutto per battere le proprie concorrenti e che è andata vicinissima all’impresa con le più forti (al Battaglini e, soprattutto, in casa con Calvisano) a dimostrazione di un impianto di gioco solido ed equilibrato. Diversamente dalle sue rivali, però, non sembra avere grandissimi margini di miglioramento e sembra già esprimere il massimo del suo potenziale. Il che è allo stesso tempo un pregio (stanno facendo il massimo) ed un limite (di più non possono).

Rugby San Donà, voto 6,5:

I panociari sono partiti fortissimo, ottenendo anche una prestigiosa vittoria contro i vicecampioni rossoblù, per poi frenare un po’ nella seconda parte della stagione. La stagione era iniziata benissimo con premesse ottime: arrivi importanti e permanenze altrettanto importanti, prima fra tutte quella di coach Zane Ansell che sembrava destinato ad altri lidi sulla scorta della bellissima stagione precedente ed è alla fine rimasto. E poi c’era la benzina della voglia di rivalsa dopo il quarto posto scippato nella scorsa stagione. Insomma, c’erano tutte le premesse per attendersi qualcosina di più di quanto ottenuto da una squadra dal gioco equilibrato e migliorato ulteriormente dalla scorsa stagione grazie anche all’inserimento, specie fra i ¾, di alcuni ottimi e giovani elementi, primo fra tutti il promettente mediano di mischia Luca Crosato. Il quarto posto è il loro obiettivo e dovranno fare qualcosa di più nel girone di ritorno se vorranno prevalere su avversari che al momento stanno facendo meglio.

I Medicei, voto 7,5:

Mezzo voto in più perché hanno tre grandi meriti: aver riportato in eccellenza uno straordinario allenatore ed una splendida persona come Pasquale Presutti ed averci mantenuto un grande campione ed un fantastico ragazzo come Stefan Basson. Oltre che ad aver offerto al nostro domestic una meravigliosa città come Firenze che è una gioia per tutti. Ma i 7 punti che precedono il mezzo i ragazzi toscani se li sono guadagnati in pieno. Lo hanno fatto affrontando la loro prima stagione nella massima serie senza alcun timore reverenziale e senza adagiarsi sul comodo letto della permanenza garantita dall’assenza di retrocessioni. I Medicei non partono mai battuti e anche quando perdono perdono una partita e mai la faccia: in nessun caso, nemmeno contro le grandi, hanno perso con passivi umilianti e in alcuni casi (vedi Calvisano e Petrarca) dando anche non pochi grattacapi ai loro più blasonati avversari. Difficile possano inserirsi nella lotta playoff, in cui sono coinvolti navigli di maggior tonnellaggio rispetto alla spavalda corvetta biancorossa, ma contro di loro i punti non sono mai regalati e l’augurio è che possano utilizzare questa stagione per costruire un futuro degno di Firenze.

Conad Reggio, voto 5:

L’unica vera grande delusione stagionale sono loro, i diavoli rossoneri che in estate avevano inondato il web di proclami baldanzosi. “Punteremo ai playoff !”, questo il manifesto programmatico del conductor Roberto Manghi prima che la stagione si aprisse. In realtà nessuno credeva veramente che quello potesse essere per gli emiliani un obiettivo davvero “lottabile”. Ma nessuno, parimenti, si aspettava di vedere da parte loro un percorso così mediocre e deludente, molto al di sotto sia delle aspettative che del cammino della scorsa stagione. Anche il gioco offerto è apparso approssimativo e sparagnino: insomma, in questa squadra si fa fatica a trovare qualcosa di buono. Proprio questa è la ragione che spinge a pensare ad ampi margini di miglioramento. L’organico vale più della situazione attuale e Manghi è un nocchiero navigato e coriaceo: mi rifiuto di credere che voglia proseguire la stagione su questo livello. Il riscatto è d’obbligo.

Lazio Rugby, voto 5,5:

Loro la faccenda della stagione senza retrocessioni l’hanno ben introiettata e la stanno interpretando in pieno. Nessuno si aspettava risultati diversi o imprese particolari: la squadra ha più o meno i punti e la posizione che era lecito aspettarsi. Quindi il bilancio dei meriti dovrebbe fruttare una sufficienza; io, però, gli tolgo mezzo punto per una sgradevole impressione che mi viene ripensando alla Lazio dello scorso anno. La Lazio della scorsa stagione perdeva quasi sempre come quella di quest’anno, ma garantiva spettacolo e gioco aperto e vivace contro ogni avversario. Cosa che quest’anno si vede molto meno nonostante in rosa ci siano parecchi ragazzi dotati e promettenti. Mezzo punto in meno che vale come esortazione a ritrovare il livello di gioco, più che i risultati.

Mogliano Rugby, voto 6:

Mezzo voto in più perché, poveretti, che si può mai pretendere? Un luminoso recente passato ed un presente fatto di gramizie economiche e un pizzico di sfortuna. Molte partite perse dopo averle tenute in equilibrio e con un livello di gioco sempre dignitoso fanno dire che è un peccato che i ragazzi di Dalla Nora stiano ancora a zero vittorie. Nell’ultima di andata, ad esempio, hanno fatto vedere che non valgono affatto l’ultimo strapuntino tenendo la capolista Calvisano inchiodata sul pari sino a pochissimo dal termine e cedendo solo nel finale giocato in inferiorità numerica. Ce n’è abbastanza per giudicarli benevolmente ed augurare loro, soprattutto a livello societario, di usare il tempo che resta per ricostruirsi dal punto di vista finanziario e prepararsi alla prossima stagione in cui tornerà la retrocessione.

L’impressione alla fine è di essere stato, come spesso mi accade, un po’ troppo tenero e benevolo nei giudizi: che volete farci, quando il capo comincia ad ingrigirsi si diventa meno severi e più comprensivi. Mi rimane un giudizio complessivo sul torneo: io gli voglio un bene dell’anima, ma mi rendo conto che deve fare un salto di qualità su molti aspetti, specie quelli organizzativi e di comunicazione. Spero che l’agitarsi di alcune novità nel movimento porti davvero ad un rinascimento di quello che è un vero patrimonio per tutti noi che amiamo questo meraviglioso sport.
jpr

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