Coppe Europee

Calvisano piccolo piccolo e l’HRK vola meritatamente in finale

26805097_195232327724856_6494994252612752940_n
Scritto da Rugby.it

I campioni di Germania fanno piccolo il nostro domestic: quanto valiamo veramente?

Già, quanto vale il nostro rugby di eccellenza se la squadra campione di Germania, esponente di un campionato privo di competitività e con stranieri di seconda scelta, sbatte meritatamente fuori la capolista del nostro domestic? E’ una domanda che non si può evitare dopo la sconcertante partita che ha visto la squadra di Massimo Brunello venir cacciata a pedate dall’ultima competizione europea in cui una nostra squadra di club poteva raggiungere un risultato importante (Benetton e Zebre nelle rispettive competizioni non hanno mai avuto la minima chance di passare il turno). Calvisano va fuori, senza attenuanti e senza applausi, e saranno meritatamente i tedeschi dell’Heidelberger Rugby Klub a sfidare i romeni dei Saracens Timisoara nel turno conclusivo della Continental Shield che farà da prologo alla finalissima di Bilbao.
Si inizia in un sabato di freddo solicello con spalti tutt’altro che gremiti e Calvisano sembra subito voler imporre il proprio ritmo con avanzamenti veloci e ripetuti: dopo pochi minuti i gialloneri giocano una palla in irrefrenabile avanzamento fino alla linea di meta; ma con la difesa germanica in affanno e la meta quasi già fatta i calvini non trovano di meglio che tafazzare il proprio attacco con una insensata entrata laterale in ruck. E’ un segno inequivocabile di come i campioni d’Italia affrontino il match con una mentalità sbagliata. Già da questa azione mi faccio l’idea che le cose andranno molto male (guardato ovviamente come un menagramo da chi mi sta intorno). Infatti, di lì a poco, succede il patatrac: Calvisano si era portata avanti con un piazzato di Mortali e i tedeschi stanno traccheggiando sui 10 metri calvini quando Bruno (entrato da poco per uno scavigliato De Santis) sbaglia di brutto il posizionamento difensivo e il 9 Armstrong (davvero molto bravo e meritatamente MoM) buca la difesa provocando una profonda ferita sulla destra, cui segue un cross-kick che determina la meta ospite. Calvisano va in paranoia e, soprattutto, ci va Bruno che sarà autore di una prova francamente catastrofale. Il giovane calvino, posizionato ad estremo, riceve un calcio in posizione da ultimo e, con due avversari accorrenti, anziché calciare pretende di fare il fenomeno e sfidarli: ovvio tenuto e piazzato facile in mezzo ai pali per il 3-8. La confusione aumenta di brutto: Bruno in attacco fa peggio che in difesa perdendo sanguinosamente palle facili che i tedeschi riciclano costringendo i padroni di casa, nervosissimi, ad una ripetuta indisciplina. Parkinson punisce dalla piazzola e il punteggio diventa 3-11, con un gap di 13 da recuperare. Sull’orlo della resa Calvisano si vede offrire una ghiotta possibilità allo scadere, quando gli avversari subiscono un’espulsione temporanea e, a tempo scaduto, Mortali capitalizza per il 6-11 che chiude una bruttissima prima frazione.
Durante l’intervallo la situazione mi appare chiara: Calvisano deve recuperare 10 punti ed avrà 10’ di superiorità numerica in apertura di secondo tempo. E’ evidente che la partita si deciderà lì.
Si decide, infatti. I calvini sbagliano persino gli indicativi del gioco, non solo i complicati congiuntivi, e i tedeschi, intelligentemente, giocano sugli errori marchiani dei padroni di casa: bilancio di 10’ di superiorità numerica? 6-0 per quelli in 14, che al 50’ si trovano avanti addirittura per 6-17 (16 da recuperare). Game over, la partita finisce ed al suo posto inizia una sagra strapaesana di cavolate, con l’arbitro basco dal cognome impronunciabile che sovrasta la contesa puntando dritto al record mondiale di cartellini estratti (confesso di non essere riuscito a tenere il conto, ma erano tantissimi). Per larghi tratti si giocherà in 13 per parte o 13 contro 14 ora a favore dell’uno, ora a favore dell’altro. Fatto sta che non succede nulla di rugbysticamente decente e Calvisano trova l’inutile e tristissima meta di Dal Zilio ad una manciata di minuti dalla fine che arriva di lì a poco con un umiliante 13-17.
Scende mestamente il sipario sulla stagione internazionale dei campioni d’Italia e capolista dell’eccellenza; ci domandiamo: ma se i migliori del nostro domestic (stando alla classifica) vengono presi a pesciate in faccia da una squadra che gioca un rugby ordinato e nulla più e con giusto un giocatore o due di buon livello, qual è il livello delle nostre squadre di eccellenza? La prova dei gialloneri è stata pessima sotto tutti i punti di vista: la difesa è stata solo ed esclusivamente indisciplina, l’attacco è stato rappresentato solo dai generosi assalti di Tuivaiti e di Lucchin. La mediana è stata letteralmente inesistente: Semenzato viaggiava a due cilindri e Mortali ha solo due giocate: o prova ad attaccare la linea del vantaggio personalmente o scarica indietro di 10 metri alla seconda linea d’attacco; i tedeschi ci hanno messo 2’ a decrittare un gioco tanto monocorde. La linea del vantaggio veniva spesso presa, ma poi, anziché accelerare avanzando, ci si perdeva in spostamenti laterali lentissimi che consentivano alla difesa di adattarsi e recuperare. Sul piano individuale da salvare, oltre a Tuivaiti e Lucchin, solo Cavalieri e capitan Morelli, che escono dal campo schiumando rabbia e frustrazione. Gli altri forniscono una prova mediocre ed alcuni addirittura pessima, con una punta di biasimo per Bruno: questo ragazzo ha grandi qualità (ed io, a scanso di equivoci, ne sono un grande estimatore); il problema è che lui è convinto di averne molte di più.
Onore e merito ai tedeschi di Heidelberg: giocano ordinati, difendono bene ed attaccano un po’ scolasticamente, ma non fanno cacchiate e sanno capitalizzare quelle avversarie. Auguri a loro per il prossimo turno.

I Tabellini:

Calvisano: semifinale Continental Shield

Calvisano-HRK: 13-17

Calvisano: Chiesa; Dal Zilio, De Santis (14′ Bruno, 63′ Balocchi, 69′-73′ Rimpelli), Lucchin, Susio; Mortali, Semenzato (76′ Casilio); Tuivaiti, Archetti, Zanetti (54′ D’Onofrio); Venditti, Cavalieri (76′ Martani); Zilocchi (65′ Biancotti), Morelli (c, 66′ Giovanchelli), Fischetti (73′ Rimpelli). All: Brunello

Heidelberger Rugby Klub: Klewinghaus; Liebig, Coetzee, Parkinson, Mathurin; Schulte, Armstrong (migliore in campo); Els (43′-50′ Schmidt, 50′ Schramm), Ferreira, Otto (60′ Henn); Rodriguez, Poppmeier (c); Fuchsel, Barber, Schroeder. A disposizione: Fairhurst, Dickinson, Vollenkemper, Schramm, O’Grady, Lammers. All: Jordaan

Marcatori: 10′ cp Mortali (3-0), 16′ m Liebig (3-5), 19′ cp Parkinson (3-8), 31′ cp Parkinson (3-11), 43′ pt cp Mortali (6-11); 44′ cp Coetzee (6-14), 46′ cp Parkinson (6-17), 79′ m Dal Zilio tr Mortali (13-17),

Calciatori: Mortali (Calvisano) 2/2, Parkinson (Heidelberger) 3/6, Coetzee (Heidelberg) 1/2

Cartellini: 42′ pt giallo Fuchsel (Heidelberger), 53′ giallo Zilocchi (Calvisano), 61′ giallo Ferreira (Heidelberger), 63′ giallo Fischetti (Calvisano) per pugno, 66′ giallo Henn (Heidelberger), 72′ giallo Coetzee (Heidelberger), 78′ giallo Rodriguez (Heidelberger), 81′ rosso Biancotti (Calvisano)

Arbitro: Iñigo Atorrasagasti (SPA)

jpr

Informazioni sull'autore

Rugby.it