Eccellenza

La carezza e lo scappellotto dell’Eccellenza

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Scritto da Rugby.it

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in eccellenza

Una giornata piena di cose interessanti questa seconda di ritorno, con Calvisano che, pur soffrendo da bestia, va in fuga, Rovigo e Petrarca a contatto come due amanti e una lotta per il quarto posto che al momento appare più interessante di quella per il vertice. L’impresa di giornata è, sicuramente, quella delle Fiamme Oro che fermano la corazzata rossoblù rendendone più difficile la rincorsa alla capolista, e si mettono in prima fila per la corsa alla quarta piazza. Ma dietro i poliziotti anche San Donà continua a mostrarsi in gran spolvero, uscendo vincente da una dura contesa sul campo della rivelazione Medicei. Giornata di ordinaria amministrazione, invece, per Petrarca e Viadana che passeggiano contro avversari fin troppo remissivi.

La carezza della settimana va a: Luca Roden, l’eroe che non c’era ancora

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Dai, Luca Roden non lo sapreste nemmeno riconoscere dalla foto qui sopra: un bravo ragazzo come tanti che sgambettano sui campi della nostra eccellenza. Buon giocatore, arrivato quest’anno alle Fiamme Oro per giocarsi delle chances in un ruolo, quello di apertura, ancora orfano del grande amore del passato, il Carletto Canna nazionale. Quindi Luca arriva alla corte di Guidi, in una squadra costruita con ambizioni non banali, portandosi dietro le proprie di ambizioni personali, ma senza sbandierarle ai quattro venti. Il ragazzo gioca, fa sempre la sua parte, tiene pure un bel piede, ma, diciamocelo sinceramente, fino a ieri nessuno lo avrebbe annoverato fra i protagonisti del torneo. Ebbene, in questa giornata anche per lui è arrivato il momento di uscire allo scoperto e chissà se, da ora in avanti, saprà ritagliarsi un ruolo di primo piano: glielo e ce lo auguriamo! Dunque ieri il buon Luca, come raccontato in cronaca, ha ingaggiato a partire dal secondo tempo un duello di cazzotti da 3 punti col dirimpettaio Leo Mantelli, ottimo condottiero dei Bersaglieri: 3 punti io, 3 punti lui e via così a contendersi la vittoria. Inutile dire che a quel punto tutti ci aspettavamo la vittoria finale dei rossoblù: una squadra di campioni, costruita per vincere, una di quelle squadre così forti che, anche in giornate non brillanti, di riffa o di raffa alla fine la portano sempre a casa. E non per fortuna, ma perché quella di saper vincere anche quando si gioca così così è proprio la caratteristica delle squadre forti e vincenti. Anche ieri stava andando così, grazie all’ultima pedata da facile posizione del Mantelli che aveva fissato il definitivo 21-24. Definitivo un corno, perché i ragazzi di Guidi ci provano a sirena spirata e ottengono un piazzato, uno di quelli a tempo scaduto in cui ti chiedi cosa fare, se piazzare o no e se il kicker se la sente. La posizione è pessima: tutta spostata sulla sinistra e lontano dai pali. Luca dice che se la sente e va sulla piazzola, ci pensa su un attimo, parte ed il suo piede colpisce perfettamente l’ovale mandandolo fra i pali e fissando un insperato e pesantissimo 24-24. Non ha tremato, Luca, non ha sbagliato e si è fatto trovare pronto come sanno fare quelli bravi. E lui, evidentemente, bravo lo è!

Lo scappellotto della settimana va a: Lazio Rugby, o dello Zeman perduto

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Adesso si sta un po’ esagerando. Diciamocelo pure senza finzioni: che quest’anno squadre come Lazio o Mogliano gliela dessero un po’ su traccheggiando ed approfittando della scelta sciagurata di bloccare le retrocessioni ce lo aspettavamo. Mogliano, poi, tiene davvero dei bei problemi di carattere finanziario e ci rendiamo conto che non sia facile gestire una situazione come quella. Dalla Lazio di Montella, invece, confesso che mi aspettavo un po’ di più. Intendiamoci, i biancocelesti stanno nella posizione in cui dovrebbero stare e con i punti che, più o meno, dovrebbero avere. Ma a mancare è tutto il resto, cioè il rugby, se vi pare poco. Lo scorso anno Montella e i suoi furono una delle rivelazioni del torneo: perdevano quasi sempre, ma sempre con la baionetta inastata, indomitamente all’attacco e regalando bel gioco, mete e divertimento. Le partite finivano con punteggi da estrazioni del lotto, tanto da farmi coniare per Daniele Montella il soprannome di Zeman del nostro rugby, a significare di un tecnico che cerca sempre il bel gioco, magari tralasciando qualcosa in difesa, ma regalando sempre spettacolo e combattività. Ieri, ricevendo Viadana (una squadra più forte, ma certamente non una corazzata annichilente) i biancocelesti hanno giochicchiato per un tempo rimanendo non distanti dagli avversari, ma nella seconda frazione hanno letteralmente sbracato, consegnandosi senza resistere e senza nulla tentare. Come sempre più spesso accade loro in questa mesta stagione. Non va bene, c’è modo e modo di perdere. Ad esempio quello da applausi della Lazio di Montella, quella dello scorso campionato, però.
jpr

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