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The Good & The Bad

la ba pa
Scritto da Rugby.it

Ucci ucci sento odor di inglesucci.
Arriva il sei nazioni, tutti aspettano i campioni
andiamo allo stadio Olimpìco sperando di non prenderle dove non dico…

Questa filastrocca che un Anonimo Lombardo ha coniato in onore del nuovo Torneo ci avvia ad una sana riflessione su cosa possiamo e cosa non possiamo fare in queso week end…

The Good

Corrado Oscìa. Il nostro condottiero si è reso protagonista di un gustoso siparietto. Gli veniva chiesto se, visti i tanti infortunati della nazionale della Rosa, questa non fosse la volta buona per battere un Inghilterra abbordabile.
A parte che: la domanda non è gentilissima, dato che presuppone che li possiamo battere solo se hanno stampelle e i barellieri fuori dal campo. Cosa che sarà anche parzialmente vera visti i valori oggi ma che insomma non è gentilissima.
A parte che: se non sai cosa chiedere al coach della squadra più debole vai ai giocatori, al sistema di gioco, insomma non parlare di quanto sono fortissimissimi gli altri.
A parte che: a parti invertite il discorso non si fa mai e di titolari forti non è che non ce manchino (Fuser, Gega, Campangaro, Sarto…).

Ma detto questo la risposta del nostro O’Shea è stata meravigliosa: ha stilato lui un team inglese fortissimo, “nonostante gli assenti”. E certamente ha lasciato fuori tanti altri campioni. Ecco ora non vorremmo che, nell’improbabile caso in cui lo scalpo lo prendiamo, si avesse già pronta la scusante. E che magari siamo noi stessi a tirarla fuori “E ma non era l’Inghilterra vera”. Col cavolo…

The Bad

Il meteo. Come ci insegnano i militari di Meteo Aeronautica fare previsioni oltre i 2-3 giorni è poco sensato. Ma noi rugbisti che pigliamo i biglietti delle partite 6 mesi prima, i voli un anno prima, la maglia 3 mesi prima, amiamo anche un po’ “anticipare”. Il meteo per il prossimo week-end, nelle zone del Lazio, sembra volgere al bello. Cosa non ottimale per noi.
Ci vorrebbe un bel diluvione, fango importato dalle terme di Saturnia, neve come quella volta in cui uno stoppone su Masi ci tolse l’incontro, vento fortissimo di tramontana. Qualche cosa che un pochetto ci aiuti insomma, non certo quel sole splendente che prevedono ora…

Mi spezzo ma non mi piego

Capita a volte che succedano cose non simpatiche nella vita. Capita poi che ti si sommi la ciliegina finale, tipo che muoia di colpo, senza manco dirti “fai un ultimo salvataggio del tuo lavoro”, il tuo bel computer. Pare che il destino voglia accanirsi. Ma in definitiva sono sempre punti di vista e per “avere un punto di vista” occorre uscire dal proprio punto di vista.

Se ad esempio un autoarticolato ti travolgesse o se un bilico di pupù ti rovesciasse letame addosso sarebbe decisamente peggio. Insomma, come nel famoso film, “potrebbe piovere”.
Un buon rugbista dovrebbe capire che quello che ha fatto e sta cercando di fare Oscìa è esattamente uscire dal proprio punto di vista.

Dice: “voglio fare la migliore Italia di sempre”. Dice: “Abbiamo ottimi giovani, stiamo costruendo un sistema di gioco”. Insomma chiaro che potrebbe dire: “Non abbiamo né Sexton né Win Jones, accontentatevi se battiamo il Canada”. Invece è ambizioso e l’ambizione è il sale del miglioramento che non si interrompe. And In Cos we trust.

Just in case

Certamente è solo una pubblicità. Ma pensiamo che molti babbi abbiano sorriso vedendola. Perché in definitiva, per quanto proiettiva come cosa e se esagerata anche un poco manipolatoria, però che il figliolo si appassioni al gioco lo vorremmo tutti. Certo se poi facesse basket o volano o qualsiasi altra cosa andrebbe bene comunque, purché lasci aperto lo spazio per quei momenti padre-figlio che sono così belli.

P.s. naturalmente la stessa cosa vale per le altre combinazioni: padre-figlia, madre-figlio, madre-figlia, nonno…

Manuele Grosso

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