Eccellenza

La carezza e lo scappellotto dell’Eccellenza

pane-salame
Scritto da Rugby.it

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in eccellenza

Innanzitutto lasciatemi dire che nella giornata di ieri una carezza andrebbe data a quasi tutti i team dell’eccellenza e, quindi, trovare qualcuno da premiare in particolare non è stato facile (molto più facile individuare l’unico reprobo…). Meritano carezze Calvisano e Fiamme Oro: i campioni vincono, poi sembrano perdere, poi stravincono; merito a loro e ai loro avversari che hanno tenuto vivissima la tensione fino a 2’ dalla fine. Meritano applausi Mogliano, Lazio e Reggio insieme ai loro avversari di giornata, squadre, le prime 3, che avevamo di recente scappellottato ed invitato alla reazione e che hanno saputo reagire con partite coraggiose, anche se non sempre accompagnate dalla buona sorte. Non demerita certo Rovigo, anzi, che si riprende da un mezzo passo falso e vince convintamente. Vedete quanti possibili destinatari di carezze, oggi! Ma a farmi decidere, in realtà, è stata una suggestione; ieri il rugby mondiale è stato dominato da un gesto folle e bellissimo, crudele e meraviglioso: nel tempo morto di France-Eire al 6N i coqs avevano vinto il match, ma i loro avversari celti non lo sapevano. E avevano ragione, perché il loro druido più potente, quando ormai le speranze spiravano col tempo, ha creato una magia e cambiato la realtà.

La carezza della settimana va a: Andrea Menniti-Ippolito, l’alchimista timido

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Già, se i prodi irlandesi hanno Jonny Sexton, un druido che trasforma una sconfitta in vittoria con un calcio magico, anche il Petrarca non è da meno. Lo confesso, sono un fan sfegatato di Andrea da quando, anni fa, gli vidi vincere praticamente da solo un derby contro Rovigo e coniai per lui la definizione di “gioiellino”. Giocava apertura Andrea e lo faceva con un talento che oserei definire musicale; un ragazzo intelligente, educato, mai sopra le righe, magari anche un po’ timido. E del resto bastava la sua classe innata a fare di lui un personaggio del nostro movimento, senza che ci fosse bisogno di inventarsi tale con atteggiamenti sopra le righe. Nel tempo Andrea si è un pochino fermato e, ahimè, non è (ancora) arrivato dove la sua classe dovrebbe portarlo se ci fosse una giustizia a questo mondo. Ha anche cambiato ruolo (e confesso che io questa cosa non l’ho mai digerita del tutto…) ed è riuscito anche giocando dietro tutti a far vedere di quante qualità lo abbia dotato la natura. Ieri, però, ha fatto qualcosa di più del solito ottimo e solido lavoro tecnico: era una giornata di quelle grame, il suo Petrarca non girava a dovere e a tempo scaduto era comunque arrivato un pareggio insperato fino a poco prima. Ma al timido Andrea non bastava: lui non ha la magia del druido irlandese, ma l’intelligenza scientifica dell’alchimista si, ed è con quella che il suo magico piede ha trovato la pietra filosofale capace di trasformare il piombo di un pareggio nell’oro di una vittoria preziosa. Preziosa perché necessaria, preziosa perché impossibile come un drop dall’oltretomba del tempo scaduto. Timidamente, da lontano, senza supponenza, l’alchimista timido che sa cavare oro dal piombo ha cambiato, forse, la storia di questa stagione per la sua squadra.

Lo scappellotto della settimana va a: Rugby San Donà, perché da voi non me lo aspettavo

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Come si dice in tanti film di second’ordine, quando qualcuno deve punire chi gli sta a cuore: “Fa più male a me che a te!”. Ecco, mi fa male allungare uno scappellotto a quei dee panoce, ad una squadra per cui non nascondo di provare simpatia e il cui risultato è sempre il secondo che vado a vedere ad ogni giornata. Ma ieri, in una giornata in cui 4 partite su 5 sono finite con soluzioni thrilling nei minuti finali, spiccava particolarmente il risultato “soporifero” del Battaglini dove i Bersaglieri padroni di casa hanno fatto il loro dovere, mentre gli ospiti hanno profondamente deluso. Era un derby, quindi una partita che già di per sé dovrebbe essere combattuta strenuamente; e poi veniva dopo una tesissima partita di andata in cui i biancocelesti avevano addirittura vinto. Orbene, nessuno pretendeva davvero si ripetessero ieri, in uno stadio “difficile” e contro una squadra obbligata a vincere. Ma che almeno ci fosse battaglia (sportiva ovviamente) era nell’ordine naturale delle cose. Invece niente: risultato mai in discussione e San Donà mai in partita. Sarebbe accettabile per una squadra mediocre e senza obiettivi, non certo per una delle migliori realtà del torneo impegnata in una serratissima lotta per un obiettivo importante. Cari Zane-boys, al lavoro immediatamente e che quella di ieri diventi in fretta una brutta parentesi da chiudere e dimenticare. Ci sono 3 squadre impegnate per un obiettivo importante e nessuna delle 3 deve astenersi dalla lotta. Perché chi si astiene dalla lotta è un…
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