Eccellenza

Calvisano e Rovigo danzano sull’orlo del precipizio fino alla fine

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Scritto da Rugby.it

Un drop di Novillo a tempo scaduto fa da spartiacque fra trionfo e delusione: Calvisano in finale

Foto by Stefano Delfrate

Nel tempo rubato all’oblio è Calvisano a conquistare la gloria della finale (sabato 19 Maggio allo stadio Plebiscito contro il Petrarca) grazie ad una gemma scintillante del proprio fuoriclasse tucumano. Ma oltre alla classe del 10 argentino è la ferina intelligenza a determinare un finale di terrificante bellezza. Andiamo subito alla coda e vediamo che succede. Siamo a tempo scaduto quando Calvisano (avanti di 1 nel match e sotto di 2 nel conto che conta) lancia una touche appena fuori dai 22. La porta giù il solito infinito Cavalieri e qui viene fuori l’intelligenza di cui parlavo. Calvisano SA di non avere forze sufficienti per arrivare in meta, SA che Rovigo non farà mai fallo (non ne ha bisogno perché sta difendendo con grande compattezza contro un avversario distrutto), SA di avere una sola possibilità: il drop. Ecco, Calvisano SA, SA sempre cosa fare in queste situazioni e forse è questo che fa la differenza minima, ma decisiva. Quel drop lo costruisce in maniera perfetta: comincia una serie di pick&go coi suoi esausti avanti che guadagnano metri, pochi in avanti, ma tanti da “fuori” verso “dentro” e quando arriva in mezzo arriva il “momentum”: escono di scena i muratori ed entrano gli ingegneri. Casilio lavora un passaggio perfetto per Novillo che in posizione azzerata perfetta esegue un calcio perfetto perfettamente in mezzo ai pali: il momento, splendidamente catturato dal bravissimo Stefano Delfrate (un fuoriclasse anche lui) lo potete vedere nella foto di apertura. Ed è finale, finale meritatissima per Calvisano, così come meritatissima sarebbe stata anche per Rovigo: le due squadre escono dal campo avendo dato persino più di quel che avevano ed in fondo ad una battaglia come questa è persino ingeneroso, anzi ingiusto, designare uno sconfitto.
La conclusione da infarto arriva in fondo ad una battaglia bellissima sul piano agonistico, anche se magari non scintillante dal punto di vista tecnico. Anche se il colpo finale arriva proprio dal giocatore probabilmente più tecnicamente dotato fra tutti quelli scesi ieri in campo. Si era iniziato con il cuore gonfio di commozione nel saluto, che unisce davvero tutti, alla piccola Rebecca che tutti avremmo voluto lì con noi. Mi piace pensare che quel momento di vera commozione unitaria sia anche una delle ragioni per cui il comportamento delle due tifoserie, separate da una forte rivalità, sia stato ieri improntato alla massima correttezza e rispetto, persino simpatia reciproca sia durante che dopo il match. Del resto l’etimologia greca del termine “simpatia” significa provare sentimenti insieme ed è evidente che tutti ieri a Calvisano, sin da quel commovente prologo, abbiano provato sentimenti forti stando vicini. E questo non può non coinvolgere ed unire.
Il primo tempo vede Rovigo gestire con grande maturità le sfuriate avversarie e controbattere con rapide sortite: al vantaggio dalla piazzola di Novillo al 13’ risponde una bella meta di Van Niekerk che incrocia splendidamente con Ferro e vola oltre la linea portando i suoi sul 3-7 al 22’. Calvisano si ributta in avanti e mette il naso avanti grazie ad un try di Balocchi che conclude una serie di avanzamenti e sorpassa al 26’. Ma è un attimo perché Majstorovic segna addirittura in prima fase partendo da una touche rubata a metà campo sulla quale la difesa giallonera rimane colpevolmente ferma e i Bersaglieri sorpassano al 29’ sull’8-12. Ma Calvisano non ci sta e prima che il tempo finisca si ributta in avanti dove Rovigo ricorre ad un placcaggio alto (invero molto molto duro e pericoloso) su Novillo che rimane a terra facendo spaventare tutti. Calvisano rinuncia ai pali e va in touche, fallendo l’occasione, ma poco dopo il piccolo tucumano ha un’altra occasione e stavolta va per i pali chiudendo la prima frazione sull’11-12.
Nella ripresa Calvisano parte in maniera ancora più aggressiva e Rovigo va subito in affanno ricorrendo più volte al fallo per arginare l’impeto avversario. Al 46’, dopo che Tuimavave spreca una chiara occasione da meta evitando di servire Balocchi al largo, Novillo batte con grande astuzia la punizione per un vantaggio che era in corso e si incunea in meta e, con la trasformazione seguente, porta i suoi per la prima volta virtualmente in finale sul 18-12. Rovigo reagisce, però, da grande squadra e vola in meta con l’azione più bella di tutto il match: Van Niekerk produce una ferita profonda alla retroguardia centrale e trasmette al collega di linea Majstorovic che è lestissimo ad innescare l’accorrente Cioffi. Il funambolico estremo ubriaca la difesa e consegna a Mantelli il cui cross-kick al bacio è perfetto per l’accorrente Guido Barion che conclude splendidamente un’azione da standing ovation. Una meta che, in assenza di trasformazione, non ribalta il punteggio (18-17), ma la qualificazione si. Ancora Novillo trova i pali al 67’ e riporta in finale i gialloneri (21-17), ma al 74’ giù il cappello davanti alla classe ed al coraggio della giovane apertura rossoblù Leo Mantelli che da posizione assurda (appena oltre la metà campo e tutto spostato a destra) mette dentro un calcio di una pesantezza incredibile che risposta nel polesine la qualificazione (21-20). Manca niente (o forse troppo) e Rovigo cerca di gestire questo niente, che forse è troppo, allestendo in mezzo al campo una serie non interminabile di millimetrici pick&go: non interminabile perché Momberg si isola e Chiesa è stupendo nel cacciare la palla a terra procurandosi il tenuto da cui nascerà la gemma di Novillo di cui ho già raccontato.
Si finisce con i rossoblù accasciati dalla fatica e dalla delusione e con i gialloneri in estasi: al centro del campo lui, il killer del match con un gesto che molti, probabilmente equivocando, travisano per uno scherno all’avversario, ma che, in realtà, è rivolto alla propria parte: “Mi avete criticato spesso durante l’anno e anche dopo la brutta partita di domenica: adesso voglio sentire il vostro applauso!”.

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Adesso Calvisano, rabberciato e con l’infermeria piena, va verso una finale difficilissima contro un avversario fortissimo che giocherà in casa ed in condizioni atletiche perfette, senza alcun infortunato. Ma con una sapienza delle cose da fare ed una garra che non possono non impensierire chiunque. Sarà una grande finale.

I Tabellini:

Calvisano (Brescia), “Pata Stadium”- domenica 6 maggio
Eccellenza, Semifinale play-off (ritorno)
Patarò Calvisano v FEMI-CZ Rovigo
Marcatori: p.t. 13’ c.p. Novillo (3-0); 22’ m. Van Niekerk tr. Mantelli (3-7); 26’ m. Balocchi (8-7); 29’ m. Majstorovic (8-12); 41’ c.p. Novillo (11-12); s.t. 46’ m. Novillo tr. Novillo (18-12); 54’ m. Barion (18-17); 67’ c.p. Novillo (21-17); 74’ c.p. Mantelli (21-20); 80’ drop Novillo (24-20)
Patarò Calvisano: Tuimavave; Balocchi, Chiesa, Mortali, Bruno (68’ De Santis); Novillo, Semenzato (58’ Casilio); Tuivaiti, Zdrilich, Pettinelli (52’ Archetti); Andreotti, Cavalieri; Zilocchi (70’ Biancotti), Morelli (cap) (58’ Giovanchelli), Fischetti (60’ Rimpelli)
A disposizione non entrati: D’Onofrio, Dal Zilio
All. Brunello
FEMI-CZ Rovigo: Cioffi; Barion, Majstorovic, Van Niekerk (55’ Modena), Davies; Mantelli, Chillon; Ferro (cap.) (62’ Venco), Lubian (48’ Zanini), De Marchi; Boggiani, Ortis; D’Amico (52’ Pavesi), Momberg, Brugnara (55’ Muccignat)
A disposizione non entrati: Cadoini, Parolo, Loro
All. McDonnell
Arb. Giuseppe Vivarini (Padova)
TMO Stefano Pennè (Lodi)
AA1 Claudio Blessano (Treviso), AA2 Luca Trentin (Lecco)
Quarto Uomo: Riccardo Salafia (Milano)
Quinto Uomo: Eugenio Pasquale Scrimieri (Milano)
Calciatori: Mantelli (FEMI-CZ Rovigo) 2/5; Novillo (Patarò Calvisano) 4/4; Mortali (Patarò Calvisano) 0/1
Note: giornata molto calda. Presenti circa 3.500 spettatori
Punti conquistati in classifica: Patarò Calvisano 4, FEMI-CZ Rovigo 1
Man of the match: Zilocchi (Patarò Calvisano)

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