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1939, un ammutinamento dimenticato: quindici azzurri contro il capitano

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Scritto da Rugby.it
11 febbraio

Le formazioni di Italia-Germania, 11 febbraio ’39

A metà febbraio 1939 uscì negli USA “Ombre rosse”, il film con John Wayne destinato a diventare la più famosa pellicola western di sempre; in Italia i tifosi di rugby erano invece assorbiti da una cupa vicenda avvenuta in quei giorni e che ruotava intorno al test match di Milano contro la Germania. I tempi stessi in generale erano cupi, come ben si sa; nello stesso mese di febbraio il partito fascista diede ordine di porre in congedo permanente tutti i militari ebrei (le leggi razziali risalivano all’estate precedente) e nel suo piccolo anche il rugby (o “rugbi”, come talora i giornalisti italiani preferivano chiamarlo) testimoniava lo spirito del momento, con l’annullamento di partite contro club francesi e la loro sostituzione con squadre tedesche. La seconda guerra mondiale era subito dietro l’angolo.
ombrosseSabato 11 febbraio l’arena di Milano ospitò l’incontro tra Italia e Germania, davanti a diecimila spettatori. I tedeschi dominarono la sfida con due mete e due punizioni, l’Italia segnò solo un calcio piazzato nel finale con Bottonelli (pilone!) e il match si chiuse 12-3 per i teutonici. Alla fine festeggiamenti tra le due nazionali amiche e terzo tempo (“rancio”) serale in un albergo della città. Senonchè… Senonchè nei giorni immediatamente successivi alla partita iniziò a emergere la notizia di un’indagine della FIR contro giocatori azzurri accusati di condotta indegna e slealtà sportiva. La vicenda occupò articoli o trafiletti della stampa fino alle sanzioni definitive, che arrivarono al principio di marzo: quattordici azzurri sospesi per tre o quattro settimane e un altro azzurro –Giuseppe Visentin– addirittura radiato.marzo 1939
Cos’era accaduto? Rissa con i giocatori della nazione nazista? Vendita della partita? Aiuti chimici? No, un trafiletto de La Stampa alfine scovato spiega bene che si trattò di qualcosa di molto meno grave: nei giorni precedenti la sfida dell’Arena quasi tutti gli azzurri avevano porto una lettera al capitano Vinci IV (il più giovane dei famosi quattro fratelli Vinci) per chiedergli di non giocare contro la Germania, poiché palesemente fuori forma. La federazione interpretò questa lettera come una insubordinazione, un ammutinamento; scattarono le indagini e arrivarono le sanzioni, stigmatizzate e quasi ridicolizzate dal giornalista Arnaldi negli articoli su “La Stampa”, come si può leggere nell’ultimo dei trafiletti riportati (tutte queste notizie sono tratte dall’archivio on line del quotidiano torinese). Un giornalista a suo modo coraggioso, perché nel 1939 non doveva essere tranquillizzante contestare le decisioni di una federazione sportiva statale. Dei diciannove giocatori convocati per la partita solo quattro non subirono punizioni, cioè i quattro della Roma Rugby: il destinatario della lettera Vinci IV (Piero), suo fratello Vinci III, D’Alessio e il pilone Tommaso Fattori, il nome del quale ancora bene conosciamo poiché a lui è intitolato lo stadio de L’Aquila.
Giuseppe Visentin pagò molto più di tutti, probabilmente perché individuato come ideatore della missiva; giocava terza linea nell’Amatori Milano (compare forse nella foto sotto al titolo che ritrae una formazione dell’Amatori negli anni ’30, ma non conosciamo il suo volto), era nato nel 1912 a Padova e dopo quella partita effettivamente non vestì più l’azzurro e presumibilmente neppure la maglia di club (http://en.espn.co.uk/italy/rugby/player/4279.html). Non sappiamo se la sanzione sia mai stata tolta o almeno attenuata e il suo onore “riabilitato”. Nella sua forzatamente breve carriera Visentin disputò nove match in nazionale segnando quattro mete e tre trasformazioni; l’Italia si privò dunque di uno dei propri uomini migliori, ma del resto negli anni successivi le partite della nazionale divennero molto rade. Ombre nere incombevano su tutto il mondo.

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14 febbraio, “La Stampa” spiega i retroscena del caso

Esiste un libro sulla storia dell’Amatori Milano Rugby, edito molto recentemente e scritto da Genesio Rossi, ma purtroppo non lo possediamo; forse quest’opera può fornire maggior dettagli sulla vicenda e fare luce sul destino di Visentin dopo la radiazione www.edizioniacar.com/scheda-libro/genesio-rossi/amatori-rugby-milano-9788864901763-467391.html

(Gorgo)

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