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Euro 7s maschile: Irlanda campione continentale, chiusura così così per l’Italia

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Scritto da Rugby.it

L’annata del rugby a sette azzurro maschile, iniziata con il sorprendente terzo posto nel torneo europeo di Mosca e proseguita con alcuni altri exploit (vittorie nei tornei a inviti di Roma e Harpenden) si conclude in parabola discendente: dopo il 3° posto di Mosca sono arrivati il 7° di Marcoussis, il 10° di Exeter e il 10° di Lodz nelle altre tappe dei Campionati Europei. Settima posizione generale per gli azzurri, in una classifica continentale che ha visto l’incoronazione dell’Irlanda (fino a pochi anni fa l’IRFU non aveva neppure una selezione 7s, ne ha creata una dopo la notizia del ritorno del rugby alle Olimpiadi), una sorprendente medaglia d’argento per la Germania e il bronzo della Russia.

euro 7s podio

Il podio finale degli Europei, verde-bianco-rosso ma non nel senso che avremmo voluto: oro all’Irlanda, argento alla Germania, bronzo alla Russia

Azzurro sbiadito in Polonia

Nella tappa finale a Lodz gli azzurri hanno forse disputato il peggior torneo della stagione, perdendo nella giornata iniziale contro Irlanda (7-19), Portogallo (7-19) e Spagna (12-24), vincendo domenica la semifinale di consolazione con la Polonia (17-7) e cedendo infine alla Georgia (12-31) nella finale per il nono posto.
L’esordio del giovane reggiano-parmigiano Bertaccini e la velocità del genovese Leveratto (tre mete per lui) sono forse le cose migliori lasciate alla nazionale azzurra dal torneo polacco.
Il buon Andy Vilk ha proposto ancora una volta una formazione rimaneggiata, senza alcune colonne come Ambrosini, Vian o Guardiano, senza un ariete molto promettente come Mori e senza diversi altri atleti schierati nei tornei precedenti. L’enorme turn-over operato dal coach azzurro durante l’annata (ben 60 giocatori convocati nei raduni del 2018, trentasette dei quali hanno poi effettivamente vestito l’azzurro) costituisce al tempo stesso la ricchezza e la debolezza della nostra nazionale 7s: tanti atleti sui quali contare, ma nell’impossibilità di fidare su un gruppo costante. La sensazione è che le esigenze della nazionale a sette siano considerate secondarie rispetto a quelle dei club, oltre che a quelle delle altre selezioni azzurre. Menzione speciale per Mattia D’Anna e Matteo Falsaperla, i due biondi giocatori che in questa annata si sono rivelati i più fedeli alla maglia azzurra: sette tornei su sette per l’ala del Mogliano, sei su sette per il mediano del San Donà che ha più di una volta concluso le partite con la testa fasciata.

7s 2018

Il ruolino 2018 delle convocazioni azzurre: 37 diversi giocatori schierati in sette tornei. Bertaccini e Russo hanno partecipato anche agli Europei U18 in maggio

O crowd, where art you?

A livello generale la nota negativa degli Europei 7s continua a essere il pubblico: a Lodz i circa 200 spettatori mediamente presenti (e buona parte erano giocatori in attesa del proprio turno di scendere in campo) si notavano a malapena nel vuoto degli ampi spalti. Il 7s riesce ad avere successo quando sospinto da una forte promozione (Mondiali di San Francisco, torneo di Hong Kong e alcuni altri eventi del circuito mondiale) ma senza propaganda e in nazioni prive di una forte tradizione continua a cadere troppo spesso in un disinteresse quasi generale.

pubblico

La tribuna principale di Lodz durante la finale per il 9° posto tra Italia e Georgia

Appuntamento a gennaio?

La stagione agonistica del 7s azzurro termina forse qui, in un 2018 nel quale la FIR non ha certo lesinato occasioni alla squadra di Vilk (nove raduni, più due triangolari con altre nazionali e i tornei a invito di Roma, Rovigo e Harpenden). In gennaio l’Italia potrebbe partecipare come ospite alle due tappe dei campionati sudamericani (Punta del Este in Uruguay e Vina del Mar in Cile): voci provenienti dal Sud America danno l’accordo per quasi raggiunto ma nulla vi è ancora di ufficiale.

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