Top 12

La carezza e lo scappellotto del TOP12

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Scritto da jpr

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in TOP12

Caro campionato, quanto abbiamo sentito la tua mancanza in queste due settimane! E appena tornato hai voluto darci l’ennesima prova di quanto avessimo ragione a sentire la tua mancanza. Che dire? Su sei partite cinque vittorie esterne, una casalinga combattutissima, e una sorpresona-ona, di quelle che, ormai, abbiamo imparato ad aspettarci ogni volta. La sorpresona è così succosa che assorbirà tanto il premio quanto la punizione di oggi, ma non vanno dimenticate tante altre cosine interessanti accadute in questa intensa due giorni. C’è un Calvisano che trova lo sponsor e ritrova la voglia; e per farlo va sul campo sul quale visse, lo scorso anno, il suo momento più nero. Un Viadana che esce da una serie di brutti risultati e sconfigge di misura la più bella sorpresa stagionale, che esce dal campo a testa alta. E che dire del tesissimo derby di San Donà dove un Petrarca brutto, ma buono ha la meglio rischiando di perdere tutto contro un avversario mai domo? Per non parlare della marcia sicura di una squadra, le Fiamme Oro, che trova la regolarità e la solidità che servono per costruire qualcosa di importante. Insomma, un campionato interessantissimo, da godere in ogni sua piega. Ma è chiaro che, al netto di tutto, il botto di oggi è ovviamente quello che arriva da un luogo pieno di storia e di passione, un luogo dove le cose non capitano mai banali. Insomma, oggi non possiamo che concentrare la nostra attenzione sul mitico Battaglini, dove capita, anzi ricapita la cosa che non ti aspetti, ma che forse potevi aspettarti.

La carezza della settimana va a: Pasquale Presutti, il Gran Capo Sioux

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Ogni tanto, nello scrivere queste noterelle, sento di dover essere sincero e confessare ai miei due lettori qualcosa. Perché mi sembra giusto essere onesto e non nascondere le mie preferenze, passioni e predilezioni. Quindi non faccio alcuna fatica a dire che il premio di oggi è uno di quelli che provo più piacere a dare perché posso darlo ad una delle persone che più stimo, apprezzo e, lo confesso, a cui voglio anche un po’ bene del nostro piccolo mondo ovale. Pasquale Presutti per me è da sempre il Gran Capo Sioux: mi basta guardare la sua bella faccia larga e vera, una di quelle belle facce dell’Italia contadina e sincera che per fortuna non ci siamo del tutto lasciati alle spalle. Ma oltre che di un contadino la faccia di Pasquale ha anche i tratti duri e scolpiti tipici dei grandi capitribù dei nativi americani: gente dura, combattiva e leale. Gente come Pasquale. Molti spesso lo ritengono vecchio, superato, portatore di un rugby poco trendy; semplicemente perché non capiscono. A Rovigo, purtroppo per loro, lo conoscono bene, anche troppo, al punto che qualche tempo fa lo invitarono per dargli un premio e fargli indossare una maglia rossoblù. Forse perché l’unico modo per non dover pagare dazio così spesso quando lo incontrano sarebbe quello di prenderlo dalla propria parte. Già, perché Pasquale Presutti è la bestia nera della Rugby Rovigo, soprattutto al Battaglini, dove, arrivando sempre da sfavorito, si è portato via uno Scudetto ed un Trofeo Eccellenza. Anche stavolta è andato là coi suoi ragazzi per giocare da sfavorito. Com’è andata lo sappiamo. Pasquale l’ha rifatto un’altra volta. Mi sa che a Rovigo l’unico modo che avrebbero per evitare che accada di nuovo sarebbe quello di fargliela indossare per davvero quella maglia lì.

Lo scappellotto della settimana va a: Rugby Rovigo, la brutta addormentata

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Eh sì, mi tocca proprio darglielo lo scappellotto ai rovigoti! Sempre per restare nella linea della sincerità non posso nascondere di non essere esattamente un simpatizzante della squadra polesana: che volete farci, mica posso avere solo simpatie, Ciononostante considero Rovigo una necessità del nostro campionato e, al di là di ciò che può farmi piacere o dispiacere, non posso non riconoscere che un torneo senza un Rovigo protagonista è un torneo più povero. Diciamolo, le cose non stanno andando bene: in campionato le soddisfazioni latitano, in coppa è arrivato un pareggio quando sembrava già vittoria; e poi polemiche, spifferi, rapporti tesi. In passato Rovigo ha già vissuto momenti così: dall’ultimo che ricordo arrivò uno scudetto. Insomma sembra una squadra brutta e addormentata, una squadra che ha bisogno di un bello “sveglione”. Quindi ai miei amici-rivali rossoblù devo dare uno scappellotto dei miei, di quelli che, come sanno i soliti due che mi leggono e che citavo più sopra, servono da sprone per cambiare registro quando ce n’è bisogno. La settimana prossima sono attesi dalla partita giusta, il classico tipo di partita che serve per caricarsi e mettersi alla frusta: solo un Rovigo vero può presentarsi degnamente sul campo delle solide Fiamme Oro di quest’anno. Vedremo, dunque, di che Rovigo si tratterà.

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jpr