Nazionali

Un buona difesa non basta all’Italia contro un’Australia minore: 7-26

Cattolica Test Match 2018, Padova, Stadio Euganeo, 17-11-2018, Italia v Australia.

Foto: Roberto Bregani / Fotosportit
Scritto da jpr

Touche pessima, attacco sterile e tanta buona volontà per un’Italia che non affonda, ma nemmeno vola

Resta un filo di amaro in bocca alla fine considerando che un’Australia così difficilmente ci capiterà di ritrovarcela davanti in futuro. Wallabies in palese crisi d’identità, con un allenatore confuso e nel quale la squadra sembra non avere troppa fiducia e che, per di più, giocano a tre o forse addirittura due pistoni per risparmiare energie in vista del match contro gli inglesi della prossima settimana. Eppure persino contro dei Wallabies che non saltano l’Italia di O’Sé non riesce a mostrare molto più che una solida linea di difesa (corroborata anche da alcune buone prove individuali) e la solita buona volontà. Troppe carenze strutturali in questa squadra che non riceve rifornimenti dalle fasi statiche e con una mediana opaca e priva di idee da cui scaturisce un attacco sterile come il deserto del Gobi.
In uno stadio Euganeo con larghi vuoti riempiti da un sole fuori stagione la partita inizia coi nostri avversari a giochicchiare senza troppa voglia di impegnarsi: dopo i primi tentativi di forzare la nostra solida ed efficace linea di difesa i gold lasciano perdere e si mettono lì a vedere cosa riusciamo a fare noi, magari in attesa di un nostro errore di cui approfittare. Ma il primo errore, che poteva costare caro, lo commettono loro: due aussie anziché placcare il ripartente Hayward si placcano fra loro spalancando al neozelandese un’autostrada. Il calcio a seguire viene raccolto dal sudafricano Steyn che potrebbe concludere utilmente se non toccasse con un piede l’out vanificando l’occasione al 6’. Da quella posizione di campo potremmo mettere pressione, ma con 3 sciagurati falli consecutivi gli facciamo guadagnare senza fatica 50 metri. Al 13’ un episodio dubbio: su una loro touche Gordon tenta il suicidio con un passaggio telefonatissimo. La chiamata viene agevolmente ricevuta da Tebaldi che vola in meta a gioco fermo, in quanto il ref Pascal Gauzere aveva immediatamente fischiato vedendo un fuorigioco di partenza del nocetano. A rigor di logica non si può nemmeno parlare di meta annullata, in quanto la volata di Tebaldi si svolge con tutti gli altri 29 in campo fermi proprio a causa del fischio forse poco azzeccato, ma tant’è. Il pericolo corso comunque non ridesta la brutta addormentata australe che continua a pasticcicchiare palla in mano senza scalfire una difesa in cui cominciano ad emergere le individualità di Bellini, Castello e soprattutto Campagnaro che si batte con vigore ed intelligenza. Ma basta la prima accelerazione vera dei nostri avversari per far saltare il banco: al 29’ Kerevi si invola al largo bevendosi Benvenuti e servendo il solito perfetto Adam Ashley.Cooper che scarica per Pocock, il quale fa da base per il volo in meta di Marika Koroibete (0-7). Sul restart lo svagato Allan di giornata calcia direttamente a fondo campo e per i nostri avversari è il segnale che il colpo ha fatto male ed è il momento di insistere. Al 35’, infatti, è ancora Marika Koroibete a concludere alla destra dei nostri pali una lunga manovra aussie che alterna pick&go ed aperture sino alla conclusione vincente grazie ad un perfetto offload del solito Ashley Cooper per l’ala isolana (0-14). Nel finale di frazione i nostri provano a reagire portandosi a ridosso della linea di meta avversaria, ma la nostra capacità di creare dubbi alla loro difesa è davvero inesistente ed alla fine commettiamo fallo e si torna negli spogliatoi.
Che peccato vien da dire già adesso: i nostri avversari giocano palesemente perché devono e si vedono tutte le loro vulnerabilità; purtroppo, però, anche se loro girano con un bersaglio disegnato davanti noi abbiamo gli archi in mano, ma le faretre vuote.
Si torna in campo e loro danno subito l’accelerata con l’intenzione di chiudere la faccenda e poi mettersi in modalità-gestione. La prima parte del piano riesce brillantemente già dopo 3’: basta una serie di attacchi sequenziali portati con il giusto ritmo finchè Dempsey da terra inventa un offload per Taniela Tupou che entra a voragine e si porta in meta pallone e Steyn come se fosse un fuscello. Gauzere va a rivedere l’azione sospettando un’ostruzione di Pocock che impedisce a Lovotti di intervenire, ma è piuttosto evidente che l’8 aussie rimane immobile senza cercare di ostruire (è il nostro pilone che va a sbattergli contro) e, per di più, il tutto si svolge ad una distanza tale dalla palla e dal suo portatore da essere giustamente giudicata ininfluente: al 43’ quindi è 0-21.L’Australia immagina da adesso in poi di traccheggiare fino alla fine, ma il calo di tensione fa si che i nostri avversari si deconcentrino portando con troppa faciloneria una palla al largo anzitempo senza averne creato spazio e condizioni, cosicchè Foley e Koroibete la combinano grossa buttando via una palla invitante per Mattia Bellini che raccoglie, ringrazia e vola per la più facile delle mete al 46’ (7-21). La marcatura ringalluzzisce i nostri che adesso provano a giocare anche in attacco; provano, purtroppo, è il verbo giusto perché viene a mancare un elemento fondamentale per poter orchestrare qualche offensiva, cioè la conquista in touche. La nostra rimessa, infatti, viene costantemente intercettata dagli avversari che ci privano di rifornimenti. La nostra pochezza in questa fondamentale fase risulta esasperante e vanifica perfino la migliore delle nostre occasioni. Al 58’ su una nostra azione al largo Scott Sio tocca senza particolare malizia né intenzione una palla in avanti, ma Gauzere ravvisa una volontarietà che lo spinge a mandare il pilone in sin bin. In superiorità numerica ci crediamo, ma, pur prevalendo in mischia, ogni volta che c’è da lanciare una touche sono dolori e la palla finisce immancabilmente ai nostri avversari. Al 64’ comunque Castello avrebbe la grandissima occasione, ma la spreca malamente facendosi recuperare e servendo male Pasquali che la perde in avanti. I nostri avversari,così riescono a consumare indenni la loro fase di inferiorità. Le cose potrebbero mettersi peggio poco dopo quando perdiamo palla in attacco e a raccoglierla è Folau che parte verso la nostra linea di meta miracolosamente rimontato da un grande Mattia Bellini che lo prende, lo placca e cadendo male si infortuna ad una spalla ed è costretto ad uscire. L’uscita del nostro miglior giocatore di giornata conclude un po’ la nostra partita al 70’ e rimane spazio ai Wallabies per arrotondare il punteggio al 78’ quando Adam Ashley-Cooper (ad avviso di chi scrive il migliore in campo) crea un break sontuoso su cui recuperiamo in affanno. La palla vola a destra finchè arriva a Will Genia che uccella il malcapitato sudafricano Meyer facendogli meta in mezzo ai piedi. Finisce così 7-26.
A conti fatti poteva andare peggio, tenuto conto della differenza di valori assoluti in campo. 20 punti sono tutto sommato un gap accettabile contro una delle grandi australi. Ma se consideriamo le condizioni effettive dei nostri avversari, di cui abbiamo parlato in apertura, ecco, forse era lecito pensare di combinare qualcosa di meglio. Una partita in cui va salvata una buona mischia chiusa e, come più volte detto, una prova difensiva efficace e volenterosa. Ma sul resto è meglio stendere un velo pietoso, specie su una touche che, del resto, è difficile giocare decentemente senza schierare seconde linee di ruolo, ma terze adattate che ce la mettono tutta, ma sono palesemente costrette a fare un lavoro non loro. La mediana oggi proprio non si è vista e, di conseguenza, senza touche e senza ispirazione della mediana l’attacco è stato inesistente. E’ strano: un anno fa parlavamo di una squadra che cercava di migliorare in attacco, anche riuscendoci, trascurando un po’ la difesa. Oggi succede il contrario. Coperta corta? Ma c’è la coperta? Difficilmente avremo risposte dalla partita proibitiva contro gli AB’s. Che dire, aspettiamo il 6N, cercando di essere fiduciosi, se siamo capaci.

Queste le parole di coach O’Sé in sala stampa che analizza il match e se la prende con l’arbitro: “La sfida era giocare il secondo tempo con la stessa decisione messa nel primo, ma con maggiore precisione in fase di possesso. Il match di oggi è un passo avanti per la squadra sotto molto punti di vista, soprattutto attitudinale, ma sono arrabbiato perché nel primo tempo abbiamo avuto 3-4 chance fondamentali, quella di Tebaldi in particolare era indubbiamente meta e questo avrebbe cambiato gli equilibri del match perché l’Australia aveva in quel momento molto pressione addosso. Dobbiamo certamente focalizzare il lavoro sui nostri errori, ma la strada è quella giusta”.

“Riguardo rimessa laterale e punti d’incontro, al netto dei nostri errori concordo con Eddie Jones sul richiamo fatto alla necessità di trovare un unico metro interpretativo su certe situazione di gioco. Dobbiamo comunque guardare con lucidità a tutto quello che rientra nella nostra possibilità di controllo: le nostre decisioni di gioco, la disciplina, l’esecuzione, quelle sono le aree dove dobbiamo e possiamo migliorare, in vista degli All Blacks e del prossimo Sei Nazioni”.

“Con le nostre due franchigie di Pro14 c’è stato un incontro in settimana: lavorare allineati dal punto di vista degli obiettivi del gioco è fondamentale per il nostro successo a livello internazionale”

I Tabellini:

17/11/2018 – Cattolica Test Match
Padova – Stadio Euganeo – Italia-Australia: 7-26

Marcatori: PT 29’ m. Kerevi, tr. To’omua (0-7); 35’ m. Kerevi, tr. To’omua (0-14). ST 43’ m. Tupou, tr. To’omua (0-21); 45’ m. Bellini, tr. Allan (7-21); 78’ m. Genia, nt (7-26).
Italia:Jayden Hayward; Tommaso Benvenuti, Michele Campagnaro,Tommaso Castello, Mattia Bellini (71’ Morisi); Tommaso Allan (64’ Canna), Tito Tebaldi (58’ Palazzani); Abraham Jurgens Steyn, Jake Polledri, Sebastian Negri (50’ Fuser);Dean Budd, Alessandro Zanni (59’ Meyer); Simone Ferrari (50’ Pasquali), Leonardo Ghiraldini (C – 61’ Bigi), Andrea Lovotti (61’ Traoré). Head-Coach: Conchuir O’Sé
Australia: Israel Folau; Adam Ashley-Cooper, Samu Kerevi, Bernard Foley (52’ Beale), Marika Koroibete (64’ Ainsley – 69’ Haylett-Petty));Matt To’omua, Jake Gordon (64’ Genia); David Pocock (50’ Dempsey), Michael Hooper (c), Jack Dempsey (6’ – 16’ pt. Samu); Adam Coleman (50’ Simmons), Izack Rodda; Taniela Tupou (46’ Kepu), Folau Fainga’a (46’ Polota-Nau), Scott Sio (77’ Ainsley). Head-Coach: Michael Cheika
Arbitro: Pascal Gauzere (FFR)
Assistenti: Andrew Brace (IRFU) e Mike Adamson (SRU)
Calciatori: Allan 1/1; To’omua 3/5.
Cartellini: 59’ giallo a Sio (AUS).
Man of the Match: Samu Kerevi (AUS)
Note: Cielo sereno. Temperatura 12°. Terreno in buone condizioni. Spettatori: 18621.

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jpr