Top 12

La carezza e lo scappellotto del TOP12

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Scritto da jpr

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in TOP12

Vien da dire che è davvero un peccato dover aspettare 20 lunghi giorni (si riprende all’antiantivigilia di Natale…) per vedere la prossima puntata di questa serie piena di colpi di scena, sorprese e suspence che è il TOP12 di quest’anno di grazia 2018/19! Se andiamo a ripassare non troviamo nemmeno una delle nove giornate fin qui disputate in cui non sia successo qualcosa di inatteso, di sorprendente. Bene, tutto lavoro più facile per me che trovo senza fatica spunti per la rubrichetta della michetta e non mi devo scervellare per scovare argomenti. Oggi, per esempio, come già accaduto, mi troverò a scappellottare qualcuno che avevo accarezzato non molto tempo fa: quale miglior conferma di quanto grande sia la confusione sotto il cielo! Che per un rivoluzionario del passato era un’ottima notizia. Senza questa confusione ci annoieremmo davvero e quindi ben vengano le sorprese che terremotano gli equilibri consolidati. La notiziona di ieri è, ovviamente, l’esplosione della Morte Nera che fin qui aveva minacciato di ammazzare il torneo. Si potrebbe dire che il torneo gode di ottima salute, ma attenzione, perché chi conosce la saga di Star Wars sa che dopo la distruzione del terribile satellite killer viene un episodio intitolato “L’Impero colpisce ancora”… Ma non perdiamoci in queste chiacchiere e passiamo ad altre chiacchiere. Detto che agli imperiali è troppo presto per dare uno scappellotto (ne hanno perso una ed in un modo che paradossalmente fa capire quanto siano vivi e vegeti!), non possiamo non notare la resurrezione delle due ex grandi, con segnali molto positivi che arrivano dal Rovigo, che sembra tornare all’antico splendore e, in parte, anche dal Calvisano che, faticando da bestia e con un pizzico di fortuna non del tutto meritata, fanno bottino pieno su campi molto difficili. Bello anche lo spirito di vendetta di San Donà che spegn… (no, non lo dico, giuro!) che, dicevamo, si vendica delle Fiamme che l’anno scorso gli tolsero i playoff e le costringe ad attardarsi per aspettare le due tardone di cui sopra. E si sveglia, finalmente, anche il tanto atteso Verona che in un’asperrima contesa piega, per ora, l’indomito Valsu. Ma, insomma, non c’è da girarci tanto intorno: il personaggio meritevole di carezza può essere uno solo: lui!

La carezza della settimana va a: Roberto Manghi, lo Yoda antipatico col gilet da ribelle

Manghi
Lo vedete qua sopra il Robertone Manghi col suo gilet giallo che di questi tempi fa tanto ribelle incendiario; un atteggiamento dei suoi, di quelli che lo rendono al tempo stesso antipatico e genuino. Un atteggiamento, come diremmo in Lombardia, da ganassa: “Uè, guardate qua cosa sono riuscito a combinare, ciumbia!”. Uno vero, che non finge di essere quello che non è, uno che bada al sodo, uno che raggiunge risultati perché bravo e sgobbone. Quest’anno il suo Valorugby è stato una sorpresa. Adesso non lo è più. Non può più esserlo. Diciamolo, tutti (io si…) ci aspettavamo che da un momento all’altro il miracolo reggiano evaporasse e tornasse ad essere una squadretta di quelle toste si, ma non top. Da ieri non possiamo più pensarla così. E considerando che non si può dire che in riva all’Enza siano approdati dei mega top player (ma buoni si, scelti con cura dal Robertone), non si può che concludere che gran parte del merito vada dato all’impulso del nuovo vulcanico patròn (il presidente cowboy Enrico Grassi) ed al lavoro fatto sui suoi ragazzi da questa specie di Yoda padano che ha preso un esercito di ribelli scalzi e li ha guidati come un cavaliere Jedi all’assalto dell’apparentemente invincibile Morte Nera che doveva distruggere l’incertezza del torneo. Sono sicuro che Robertone-Yoda non si fermerà qui. Quindi smettiamola di considerare lui e i suoi diavoli ribelli come una sorpresa.

Lo scappellotto della settimana va a: Rugby Viadana, che è sempre in partenza e non parte mai

VIADANA
Come dicevo più sopra è passato poco da quando ho riconosciuto volentieri i meriti della squadra di Pippo Frati, identificandola come una di quelle destinate ad inserirsi nella lotta per qualcosa di importante. Oh, spero di non avergli portato sf… ehm, sfortuna io, perché da quel momento non ne hanno combinato più una giusta. Ieri ricevevano in casa il convalescente Rovigo ed avevano un’ottima occasione per rilanciarsi e finalmente partire. Niente, il Viadana è rimasto in stazione ed anche stavolta il treno è partito senza di lui. In stazione fra 20 giorni arriverà Calvisano, un avversario che di solito da quelle parti è uno stimolo non da poco. Chissà se basterà a convincere i mantovani ad obliterare il biglietto e salire sull’ultimo treno. Si, perché quello sarà proprio l’ultimissimo treno che partirà da lì: la stazione, poi, la chiudono. Quindi ci vuole un bello scappellotto per gli amici viadanesi, magari accompagnato dall’invito a leggersi la carezza di sopra e ricordarsi che loro, i gialloneri fin qui deludenti, la pattuglia ribelle di Yoda l’hanno pur battuta nello scontro diretto. Quindi tanto scarsi come dice la classifica non possono essere, no? E allora beccatevi sta sberla, leggete sopra e… come diceva quello “meditate, gente, meditate”.

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jpr