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In Continental Shield il derby manda i rossoblù in finale

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Scritto da jpr

Virtuale finale di Continental per i rodigini: avversaria Calvisano o Lokomotive?

A Tbilisi le Fiamme Oro in gita premio (capirai che premio…) tornano con un pesantissimo passivo di che da ai ferrovieri padroni di casa 5 punti in classifica e permette loro di scavalcare Calvisano. La classifica recita ora: Lokomotive 14, Calvisano 10, Fiamme Oro 1. Dopo aver resistito nella prima frazione, chiusa sotto per 15-5, i poliziotti sbracano nella ripresa e vengono travolti 47-10. Sabato prossimo alla Caserma Gelsomini arriverà Calvisano che per passare il turno dovrà necessariamente vincere. Una vittoria con bonus qualificherebbe i bresciani senza problemi, mentre con una vittoria da 4 punti i georgiani e i gialloneri sarebbero a pari punti. In quel caso Calvisano sarebbe comunque favorito dagli scontri diretti e andrebbe comunque in finale.

Situazione virtualmente definita, invece, nell’altro girone dove i Bersaglieri della Rugby Rovigo sbancano la Guizza e si avvicinano a portata di sorpasso in classifica: Petrarca 14, Rovigo 11, Belgium Barbarians 0. Non sarà certo una Mission Impossible quella che aspetterà la prossima settimana i rossoblù che dovranno affrontare una sorta di allenamento rilassato contro i simpatici dilettanti belgi per ottenere i facilissimi 5 punti che porteranno i ragazzi di Casellato in finale a disputarsi un posto nella Challenge cup del prossimo anno. La vera finale di girone, infatti, era questa e Rovigo l’ha vinta in modo rocambolesco, ma con pieno merito.
Partono molto bene i rossoblù, con un gioco spumeggiante e veloce che mette immediatamente in difficoltà i padroni di casa costretti all’indisciplina. Dopo due piazzati di Mantelli (8’ e 10’; 0-6), al 13’ Jeremy Su’a si rende protagonista di un placcaggio pericoloso che gli frutta un giallo. Potrebbe essere un momento decisivo se non fosse per la reazione violenta di Diego Antl che neutralizza il tutto prendendosi un giallo a sua volta e determinando l’inversione del penalty altrimenti piazzabile. In 14 per parte Fadalti dalla piazzola interrompe il monologo ospite al 15’ (3-6), ma poi riprende il buon momento dei Bersaglieri che continuano a giocare veloce al largo trovando una bella meta di Angelini che capitalizza un eccellente cross-kick dell’ex Chillon; Mantelli trasforma e siamo 3-13. E’ il momento più difficile per i neri che cominciano a reagire stringendo la difesa e cominciando a costruire in attacco. Al 19’, dopo una serie di falli rossoblù il Petrarca con una maul dai 5 mt prova ad entrare e Rovigo difende bene sul pack, ma non su Su’a che, appena rientrato, raccoglie e si infila fra le maglie difensive; la trasformazione di Fadalti accorcia sul 10-13. Ora è solo Petrarca e al 32’ un micidiale placcaggio di Bettin forza un in avanti che viene raccolto da un rossoblù in fuorigioco, dando a Fadalti la possibilità di castigare dalla piazzola e pareggiare 13-13. Il buon momento petrarchino continua fino al fischio dell’arbitro georgiano che chiude la prima frazione.
Nella ripresa pare scendere in campo solo Rovigo. Nel primo quarto d’ora i neri sono messi alle corde e si salvano da situazioni difficili finchè, al 16’, Mancini-Parri si becca un giusto giallo per placcaggio irregolare e pericoloso su Mantelli. In superiorità numerica Rovigo aumenta l’intensità della propria offensiva e il Petrarca prova in tutti i modi, leciti e meno leciti, a giocare con il cronometro, mandando su tutte le furie Umberto Casellato cui l’arbitro georgiano (non ci ricordiamo il nome, ma ci è sembrato davvero bravo) sventola un rosso che fa il paio con il colorito dell’inviperito coach trevigiano. Come dicevamo il Petrarca fa passare il tempo con ogni mezzo: lecito, come quando sceglie di piazzare un calcio praticamente impiazzabile e meno lecito come al 23’ quando una francamente eccessiva manfrina nell’organizzazione di una touche spinge giustamente il ref a dare palla a Rovigo, che la sfrutta per un attacco micidiale concluso ottimamente in meta da David gambe a mulinello Odiete dopo una serie di offload; della trasformazione, uscito Mantelli, si incarica Chillon ed è 13-20. A questo punto il Petrarca capisce che la partita gli sta sfuggendo di mano e prova a correre ai ripari inserendo i pezzi da 90 Menniti-Ippolito e Ragusi. Il gioco dei neri migliora e al 37’ una bella manovra orchestrata da Zini fa pervenire palla a Menniti che serve splendidamente Bettin per la meta che, con la trasformazione riporta la situazione in parità sul 20-20 e la qualificazione dalla parte patavina. Quando tutto sembra compromesso è Riera, con un errore davvero marchiano, a calciare direttamente fuori un ovale di non difficile gestione ridando un’opportunità agli increduli rossoblù. Che la sfruttano assaltando la linea di meta ed ottenendo un calcio sui 5 mt. Chillon decide per la mischia e per il Petrarca, che schiera Rizzo tallonatore di emergenza, è notte fonda. Dopo una serie di falli della mischia nera, proprio mentre sta arrivando il giallo ai padroni di casa, Rovigo gioca gratis con un cross-kick e Petrarca annulla ricorrendo, però, ad un’ostruzione irregolare di Coppo che l’arbitro sanziona con una meta tecnica: 20-27 e giallo non proprio evidentissimi. Va comunque detto che probabilmente senza questa decisione ci sarebbe stato un giallo contro la prima linea nera, Rovigo avrebbe richiesto mischia stavolta in superiorità numerica e la conclusione non sarebbe stata tanto diversa. C’’è il tempo per un restart e la gestione dei pick6go rossoblù in attesa della sirena, poi palla fuori e vittoria, qualificazione e festa grande per i rodigini. Che, al di là della poco chiara situazione finale, portano a casa un derby davvero meritato, la qualificazione e la soddisfazione e prenotano una gita in Belgio, terra di grandi birre, ottimo cioccolato, ma rugbysti mica tanto temibili.

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jpr