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Italia: il ritorno dell’onorevole sconfitta

HAYWARDARTICOLO
Scritto da jpr

Finisce con una sconfitta per 15-26 la seconda del 6N contro un piccolo Galles

Era da parecchio tempo che non capitava di tirare fuori dalla naftalina la categoria sempreverde dell‘onorevole sconfitta e questo secondo turno del 6N ce ne dà la possibilità. Certo, se si considera che potevamo star parlando di una invereconda batosta vien da dire ben venga la cara vecchia onorevole sconfitta, che, pure, questa volta lascia un po’ di amaro in bocca più del solito. Si perché l’occasione di poter affrontare nel più prestigioso torneo continentale una squadra scombiccherata e senza capo né coda come questo piccolo Galles messo in campo con eccesso di confidenza dal vecchio zio Warren Gatland al passo d’addio difficilmente ci verrà riproposta. In ogni caso prendiamo quel che di buono possiamo prendere da questa grigia giornata che in un periodo di piogge a dirotto riconcilia con la vita come una fioritura primaverile.
Si parte in un Olimpico che mostra larghi vuoti che paiono crepe di disaffezione, nonostante la cospicua presenza sugli spalti dei gallesi. Le formazioni in campo sono quelle annunciate: la nostra che è quella solita salvo infortuni e quella gallese che è una specie di nazionale sperimentale (un esperimento che dubito verrà voglia di ripetere contro avversari più impegnativi). Passano nemmeno 30 secondi e siamo già sotto con Dan Biggar che fa 0-3 capitalizzando un tenuto a terra dei nostri sotto i pali. Da qui al 29’ i nostri avversari andranno alla piazzola altre 3 volte (14’, 18’ e 29’) sempre col loro 10 portando il risultato sullo 0-12. La scelta di piazzare sempre, pur da parte di una squadra che fino a quel momento sta dominando possesso e territorio, rivela quanto i nostri avversari siano consci della loro vulnerabilità e della scarsa efficacia di manovra di una squadra con una mischia così così, una touche da fiera di paese ed un mediano di mischia che pare non azzeccare mai tempi e direzione delle giocate. Problemi loro, meglio per noi, che sfruttando alcuni loro errori incredibili, specie nei calci di spostamento, mettiamo timidamente il naso fuori dalla tana e proviamo ad affacciarci dall’altra parte. Proprio recuperando un loro calcio sbirolo che nemmeno un ubriaco avrebbe fatto ci troviamo a battere una touche a ridosso della loro linea di meta e al 34’, dopo una serie di pick&go è il flanker sudafricano Braam Steyn, ben sostenuto da David Sisi, a trovare la marcatura che Allan trasforma (7-12). I nostri avversari, già incasinati di loro, accusano palesemente il colpo e noi in questa fase siamo bravi a girare il coltello nella piaga delle loro palesi inadeguatezze. Purtroppo la sfi..ehm, la sfortuna decide di riservarci un trattamento di favore in chiusura di frazione quando una punizione di Tommy Allan si stampa sul palo. Primo tempo che finisce inaspettatamente con uno scarto esiguo: 7-12 e forse poteva essere meno.
Nell’intervallo sono incredulo di non aver dovuto assegnare già il bonus ai nostri avversari e mi dico che se loro continuano a fare così pena e noi ci crediamo un po’ e non commettiamo errori la partita può essere giocabile e magari…non dico altro per scaramanzia.
Il secondo tempo sembra mettersi bene: loro se possibile fanno peggio e la sfi…si traveste da arbitro Raynal e per farsi perdonare ci regala un generosissimo calcio solo da piazzare in mezzo ai pali al 43’: Tommy stavolta non si fa pregare e siamo 10-12 a soli due punti. Dai, dai dai! Sento la fiducia montare vedendo Dan Biggar giocare calci degni della nostra C1 e prende il via la decina di minuti in cui non siamo riusciti a vincere la più vincibile delle partite. Perché, in questa fase, sarebbe bastato davvero poco: qualche passaggio accurato, qualche carica ben portata e l’impossibile poteva possibilizzarsi. Invece passa colpevolmente non sfruttato il nostro golden moment ed al 54’ il Galles propone l’unica azione degna di questo nome del suo intero match. Non è un caso che sia proprio il pessimo Aled Davies a ricordarsi di essere un mediano professionista e ad infliggere una profonda ferita sul lato chiuso della nostra difesa. Da lì purtroppo cominciamo ad accusare decimetri di ritardo lungo tutta la percorrenza del campo in orizzontale finchè si arriva sull’estrema sinistra dove Liam Williams si beve Hayward e porge a Josh Adams la palla del facile 10-19. Le speranze di vittoria (parola che adesso, purtroppo, si può pronunciare senza scaramanzia) naufragano lì. Certo, la loro touche continua ad essere ridicola nonostante l’ingresso totemico di Alun Wyn Jones ed il gioco una misera cosa nonostante pur cambiando il nome, da Aled a Gareth, si cambi il Davies in mediana. Pure il peggior Biggar di sempre, nel frattempo, è uscito per lasciare il posto ad Anscombe: noi mandiamo dentro il redivivo Gori, gli ottimi Ruzza e Barbini e una nuova prima linea. I cambi cambiano poco, però: il Galles continua a giocare male e noi a non giocare. Il TMO al 63’ annulla giustamente una loro meta (di J. Davies) per millimetrico in avanti dopo un catastrofico pasticcio difensivo di Hayward e ringraziamo la buona sorte. Ma nulla possiamo fare al 69’ quando Owen Watkin schiaccia oltre la linea un kick a scavalcare giocato da Anscombe con un vantaggio in corso (10-26). A questo punto compare lo spettro della batosta, ma per fortuna loro sono davvero inconsistenti e buttano al vento un’occasione d’oro per marcare ancora. Così al 75’ siamo inaspettatamente noi a rimettere di là il naso dopo un’eternità con Allan bravissimo a servire Edo Padovani per il 15-26 finale. Ci sarebbe un’altra loro meta, infine, ma anche questa viene negata dal TMO che conferma all’arbitro un precedente in avanti.
Cosa rimane di una partita come questa? Si può leggere in maniera ambivalente: da un lato un passo avanti rispetto alla pessima prima uscita. Dall’altro la triste consapevolezza che quando noi facciamo il massimo e gli avversari fanno meno del minimo comunque rimane un gap. Insomma i nostri picchi non arrivano mai a battere gli sprofondi (e questo Galles era uno sprofondo eccome) degli altri. Siamo riusciti a fare due mete praticamente attaccando 3 volte: la dice lunga anche sul livello di attenzione difensiva dei nostri avversari! Fossimo riusciti a mantenere il pallino del gioco un po’ di più! Sul piano dei singoli migliore in assoluto il sudafricano Steyn; qualcosa di buono anche dal neozelandese Hayward (almeno nei calci di spostamento) e qualche sprazzo di Allan. Peccato non aver dato un po’ più di spazio a Ruzza e Barbini che avevano voglia. Il Galles? Troppo brutto per essere vero.
Adeso il 6N si prende una settimana di pausa: alla prossima in casa con l’Irlanda, sperando magari in un altro passettino in avanti.
Queste le dichiarazioni del tecnico Conchuir O’Sé in sala stampa: “Loro hanno vinto la guerra all’interno del punto di incontro nel momento chiave della partita nel secondo tempo,sono stati molto bravi in questo per tutta la partita. Ho detto a tutti i nostri ragazzi che è importante continuare a lavorare in questo modo. C’è ancora spazio tra noi e loro e dobbiamo continuare a lavorare per colmarlo. Il Galles come tutte le squadra che affrontiamo nel torneo è una squadra di altissimo livello. E’ difficile in questo momento analizzare questa sconfitta, abbiamo avuto un’opportunità nel secondo tempo, ma l’energia in quel momento è andata nella direzione dell’altra squadra in favore dei nostri avversari. Siamo stati molto vicini nel punteggio per cinquanta minuti dove siamo stati pienamente in partita, ma nel momento fondamentale del secondo tempo non siamo riusciti a cambiare la partita dalla nostra parte. I ragazzi hanno dato il massimo in campo ed è difficile ora analizzare un’altra sconfitta. Noi abbiamo l’abilità per vincere le partite, abbiamo a disposizione un gruppo che lavora sempre al massimo. Dobbiamo vincere questa guerra, nonostante abbiamo perso un’altra partita, ma niente è impossibile. Abbiamo davanti a noi una grande sfida da vincere nel nostro futuro“. Che dire, speriamo abbia ragione.

I TABELLINI

STADIO OLIMPIO – ROMA – 09/02/2019
SECONDA GIORNATA TORNEO 6 NAZIONI: ITALIA-GALLES 15-26
Marcatori: p.t. 1’ cp Biggar (0-6), 14’ cp Biggar (0-6), 18’ cp Biggar (0-9), 29’ cp Biggar (0-12), 34’ m. Steyn tr Allan (7-12); s.t. 43’ cp Allan (10-12), 54’ m. Adams tr Biggar (10-19), 69’ m. Watkin tr Ascombe (10-26), 75 m. Padovani (15-26)
Italia: Hayward; Padovani, Campagnaro, Morisi, Esposito; Allan (47’-54’ McKinley), Palazzani (59’ Gori); Parisse (cap), Steyn, Negri (56’ Barbini); Budd (51’ Ruzza), Sisi; Ferrari (59’ Pasquali), Ghiraldini (59’ Bigi), Quaglio (50’ Traorè)
All. O’Shea
Galles: Williams (67’ Amos); Holmes, Davies J., Watkin, Adams; Biggar (54’ Anscombe), Davies A. (62’ Davies G.); Navidi (67’ Moriarty), Young, Wainwright; Beard, Ball (49’ Jones AW); Lee (49’ Lewis), Dee (67’ Elias), Smith (62’ Jones W.).
All. Gatland
Arb. Mathieu Raynal (Francia)
AA1: Wayne Barnes (Inghilterra) AA2: Shuhei Kubo (Giappone)
TMO: David Grashoff (Inghilterra)
Calciatori: Biggar (Galles) 5/5, Allan (Italia) 2/4, Anscomble (Galles) 1/1
Note: Giornata soleggiata. Spettatori: 38.700
Punti conquistati in classifica: Italia 0 – Galles 4
Man of the Match: Josh Navidi (Galles)

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jpr