Top 12

Calvisano travolge Reggio Emilia con cinque mete e vola in finale

rodriguez
Scritto da Rugby.it

Il Valorugby resiste un tempo, poi due mete di Bruno spezzano l’equilibrio. Nell’ultimo quarto d’ora in meta anche Vunisa, Chiesa e Panceyra

Kawasaki Robot Calvisano 41
Valorugby Emilia 3

KAWASAKI ROBOT CALVISANO: Chiesa; Bruno, Panceyra, Lucchin, De Santis; Pescetto (64’ Bordoli), Casilio (64’ Semenzato); Vunisa, Zdrilich (59’ Martani), Casolari; Andreotti, Cavalieri (55’ Van Vuren); Leso (66’ Brarda), Manfredi (66’ Morelli), Fischetti (24’-34’ Morelli, 66’ Biancotti). All.: M.Brunello.

VALORUGBY EMILIA: Farolini (cap); Ngaluafe, Paletta, Vaega, Costella (7’-16’ Manghi, 48’ Fusco); Rodriguez, Panunzi (61’ Caminati); Amenta (57’ Rimpelli), Favaro, Mordacci; Balsemin (65’ Messori), Dell’Acqua (54’ Du Preez); Du Plessis (65’ Bordonaro), Festuccia (51’ Manghi), Muccignat (48’ Quaranta). All.: R.Manghi.

Marcatori: 39’ cp Pescetto; 42’ cp Farolini, 47’ meta Bruno tr Pescetto, 50’ meta Bruno tr Pescetto, 54’ cp Pescetto, 67’ meta Vunisa tr Bordoli, 70’ meta Chiesa tr Bordoli, 75’ meta Panceyra Garrido tr Bordoli.

Arbitro: V.Schipani (Benevento).

Note: 6’ cartellino giallo per Festuccia (Valorugby). Spettatori 1500 circa. Man of the match Samu Vunisa (Calvisano).

Reggio Emilia regge un tempo contro Calvisano, poi crolla abbattuto dalle saettate di Bruno e dalla maggior brillantezza generale della squadra di Brunello e lascia strada ai gialloneri verso la finale di sabato prossimo del Peroni Top12, che sarà giocata nello stesso stadio. In questa stagione gli uomini di Manghi avevano sempre perso di misura ma al Pata Stadium hanno per la prima volta ceduto completamente le armi, in un secondo tempo nel quale sono forse emerse tutte le fatiche di una stagione molto dispendiosa per la formazione emiliana.
La partita non è stata entusiasmante, soprattutto nei quaranta minuti iniziali: errori, occasioni gettate, gioco a singhiozzo, l’arbitro Schipani spesso costretto a interrompere il tempo, poche azioni da meta.
All’intervallo si è andati con uno score magrissimo: appena 3-0, frutto di un calcio piazzato di Pescetto al 39’ dopo che Farolini ne aveva mancato uno al 15’.
Nella ripresa, dopo il momentaneo pareggio di Farolini su calcio di punizione, è stato come all’andata l’estroso ed esplosivo Pierre Bruno a spezzare la partita. Al 47’ il numero 14 giallonero ha ricevuto palla sulla fascia sinistra e con tre scarti a rientrare in successione ha saltato prima Amenta, poi Rodriguez e quindi Farolini andando a segnare all’ombra dei pali. Due minuti più tardi il raddoppio, ma questa volta il merito della marcatura è da condividere con Pescetto, che ha creato in corsa spazio nella difesa reggiana, e con Chiesa, che ha fatto da tramite tra l’incursione del mediano di apertura e la fuga decisiva sulla fascia di Bruno.
In ginocchio per la fatica e a causa di un morale sceso sotto i calzettoni, gli ospiti emiliani hanno iniziato a lottare con meno grinta e meno ordine, finendo inevitabilmente tra le fauci di una squadra più completa e solida come quella di Brunello. I bresciani sono andati ancora a segno al 67’ con Vunisa (poi nominato man of the match), partito da solo da una maul innescata da una touche; al 70’ con Chiesa, su delizioso lob a scavalcare del da poco entrato Bordoli; e al 75’ con Panceyra Garrido, che ha ricevuto “in dono” da Chiesa la meta dopo che l’estremo era stato liberato verso i pali proprio dall’argentino.
Il Valorugby, disastroso in touche come già nelle altre due recenti sfide con i nerogialli (una sola rimessa laterale vinta in tutta la partita, se non ricordiamo male), non si è mai avvicinato alla meta e non ha quindi recriminazioni su una vittoria pienamente meritata dai padroni di casa. Nel dopo gara Manghi ha pronosticato Calvisano come imminente campione d’Italia e in effetti questa squadra compatta e relativamente poco spettacolare (scintille di Bruno e incursioni di Vunisa a parte) ci pare più solida e concreta di Rovigo e Petrarca, anche se certo il risultato della finale non è già scritto.
Domani, alle 16.30, l’altra semifinale, al Battaglini.

Qualche lamentela, da telespettatore . . .
Avendo visto la partita in stream (il nostro super-redattore Jpr era sul posto ma troppo coinvolto emotivamente per scrivere il resoconto) e amando molto lamentarmi vorrei rimarcare alcune cose che non mi hanno convinto:
Schipani: la sua direzione è stata priva di errori evidenti ma la comunicazione verbale con i giocatori e a favore degli spettatori (aveva il microfono) mi è parsa ben lontana da quella tranquilla, lucida e sicura di Piardi. L’uso quasi costante di un linguaggio più vicino al romanesco che all’italiano (“diamoce nà calmata”, un esempio fra tanti; ma non è di Benevento?) stonava un po’ in un contesto teoricamente alto come quello di una semifinale scudetto. Niente di grave, naturalmente, ma anche per farsi rispettare dai giocatori sarebbe forse più efficace una loquela non da serata in osteria.
“Armando”: anche questo telecronista RAI, come quello di Petrarca-Rovigo di domenica scorsa, non mi è parso all’altezza. Bravo Andrea Gritti come spalla, secondo me, ma il telecronista (del quale non conosco il cognome) sembrava uno svogliato pesce fuori dall’acqua. Tra nomi sbagliati (di solito i trequarti del Calvisano per lui erano Panceyra-Garrido qualsiasi numero avessero sulla schiena, forse gli piaceva quel suono argentino; Vunisa invece era Vanisa), qualche frase fatta e le inutili misure antropometriche dei giocatori lette probabilmente da cartellini preparati dalla FIR (come quando a scuola ci interrogavano su Kant e non sapendo nulla di importante dicevamo quando e dove era nato), il cronista RAI ha dato l’impressione di aver solo un’idea generale di ciò che stava commentando. Probabilmente ha altre passioni (potrebbe trattarsi di Armando Palanza, che da una ricerca google risulta super-appassionato di calcio) e forse è stato in certo modo costretto a fare questa telecronaca; speriamo che nella prossima stagione Rai Sport trovi cronisti dedicati al rugby.
Rai Sport: rimaniamo in tema. Rintracciare il link per la diretta stream di Rai Sport Web è stato più complicato che per Indiana Jones scovare la statuina nel tempio indio. Nessuna indicazione, nessuna programmazione disponibile. Sospetto che l’audience per questa semifinale in diretta web “carbonara” sia stata inferiore a quelle su yotube della stagione regolare. Un po’ più di impegno, RAI, su.
Spettatori: anche il colpo d’occhio degli spettatori è stato un po’ deludente. E’ vero che il Pata Stadium ha misure eccessive per il Top12 (5000 posti, secondo wikipedia), ma notare tutti quei posti vuoti non ha fatto molto piacere, trattandosi di una semifinale scudetto. Per ora il record stagionale rimangono i 3000 spettatori del derby padovano alla seconda giornata. Rimangono solo due partite per batterlo.

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