Top 12

Se gli U18 battono il Top12 forse vogliono dirci qualcosa

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Scritto da Rugby.it

Millecinquecento spettatori a Piacenza per la finale di Serie A. Millecento spettatori a Reggio Emilia (sopra, nella foto Valorugby Emilia) per la finale nazionale U18 tra Petrarca e Medicei; cento in più della semifinale di Top12 tra Valorugby e Calvisano, giocata nella stessa città con in campo la squadra di casa!
I dati relativi alle presenze di quest’ultimo weekend sono stati sorprendenti ma a stupire ancora di più sono forse i dati audience.
Abbiamo preparato una sorta di classifica “Auditel” stagionale con i principali avvenimenti nazionali trasmessi su Youtube.

Sei Nazioni U20: Italia-Galles 19.9 migliaia di visualizzazioni
Finale U18: Medicei-Petrarca 10.1
Record Top12: Rovigo-Petrarca 8.6
Barrage salvezza: Verona-Lazio 8.4
Finale Shield: Calvisano-Rovigo 5.8
Finale Shield: Rovigo-Calvisano 5.6
Finale femminile: Valsu-Villorba 5.4
Finale Coppa Italia: Reggio-Valsu 3.9
Media stagione regolare Top12 3.7
Finale Serie A: Lyons-Colorno 2.3
Record negativo Top12 1.7

Undici dati, quasi tutti relativi a trasmissioni della pagina youtube della FIR tranne le due finali di Continental Shield (passate, se ricordiamo bene, su The Rugby Channel) e tranne la finale di serie A, trasmessa da una pagina minore piacentina e quindi per forza di cose meno seguita.
Non compaiono in questa lista le semifinali e la finale di Top12, poiché trasmesse dalla RAI e non su youtube. Il numero di visualizzazioni è relativo al quarto giorno dopo la trasmissione della partita, quindi i dati della finale U18 e della finale Serie A potranno aumentare fino a dopodomani.
Come si vede, a dominare è Italia-Galles U20, match della seconda giornata del Sei Nazioni; a conferma che l’azzurro è sempre il colore per eccellenza della passione rugbistica. Nazionale a parte, a colpire è soprattutto il dato della finale U18, che ha già toccato quota diecimila visualizzazioni battendo nettamente anche il record della regular season del Top12.
Se consideriamo sia questi dati televisivi sia quelli già ricordati degli spettatori dal vivo, viene da chiedersi se il segreto del successo del rugby non risieda in qualcosa di diverso dall’importanza della competizione e dalla forza delle squadre.
Com’è possibile che la finale U18, con ragazzi dai nomi ancora sconosciuti, superi in termini di audience il match clou dell’intero campionato di Top12 o la finale europea di Shield? Forse la spiegazione sta nel fatto che i giovani attraggono la nostra simpatia poiché in loro risiede un più ampio spettro di promesse per il futuro. O forse perché le squadre giovanili (e in via minore quelle di serie A) sono costituite in massima parte da ragazzi del posto. A differenza di quelle di Top12.
So bene che il mercato dei giocatori è indispensabile per creare un semi-professionismo e per dare almeno un poco di ricompensa economica agli atleti del Top12, ma penso che tifare per una squadra costituita in gran parte da giocatori provenienti da altre città possa andare a discapito -consciamente o inconsciamente- della passione del tifoso.
Non sto proponendo di tornare al rugby dilettantistico; sto solo dicendo che anche alla luce dei dati audience viene da pensare che alla base dell’ancora difficile successo del Top12 stia appunto anche il fatto che le squadre sono spesso espressione solo vaga del movimento locale. E’ una constatazione, non un’accusa.

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